Mark Wingfield

                                                                                                Tales From The Dreaming City

                                                                                                Moonjune Records

                                                                                               www.markwingfield.com

 

 

 

Ascoltando questo nuovo lavoro di Mark Wingfield ci si accorge improvvisamente di quanto questa artista  porti avanti nel tempo un approccio diverso dal solito sulla chitarra.Musicalmente Mark Wingfield porta avanti un discorso certamente evoluto di suonare la chitarra e non sentirete mai da lui un semplice rifferama con la chitarra distorta .Le influenze maggiori del chitarrista vanno da Alan Holdsworth a Steve Vai,e molto delle sonorità che fuoriescono dalla chitarra molto  lo devono al chitarrista italoamericano ma come detto solo per un suono della chitarra particolare molto vicino ai “Miagolii” Vaiani ovvio che è riduttivo dirla così ma sinceramente non saprei definire meglio lo stile di Mark Wingfield che non è solo quello .

Da qualche anno accasatosi presso la solerte etichetta Moojune Record di Leonardo Pavkovic ne diventa uno dei musicisti di punta collaborando con altri importanti colleghi della stessa etichetta , in questo disco in particolar modo collaborano con lui Yaron Stavi  Asaf Sirkis e come special guest Dominique Vantomme.Pur essendo un disco strumentale “Tales from dreaming city” è inteso da Mark come un concept,da intendersi come un unione tra  le melodie e gli assoli un insieme di pezzi che hanno un ispirazione comune insomma un album di  storie musicali .

Quello che c’è da ammirare  è lo stile del tutto particolare dove a mio avviso non c’è solo plettraggio alternato ma anche bending e sweep che fanno di un chitarrista completo .I suoi compagni d’avventura  in questo disco sono tutti straordinari musicisti e ben accompagnano il protagonista ma soprattutto il batterista (vera macchina da guerra) Asaf Sirkis fa  un gran lavoro affiancato dal bassista Yaron Stavi appoggiano in maniera egregia  il lirismo eclettico del chitarrista americano .Certamente un disco questo che ha bisogno di essere ascoltato più e più volte pur essendo un disco in possesso di un impatto notevole (anche per  merito di una stupenda produzione di alto livello)  per catturarne la vera essenza che risiede nella ricerca esasperata di perfezionismo e sonorità originali come quelle  di Mark Wingfield.

 In conclusione questo è un disco che mi sento di consigliarvi soprattutto perchè vi troverete  al cospetto  di un musicista che con la ricerca musicale saprà darvi delle forti emozioni , ma anche perché in un periodo in cui di fusion  non se ne sente molta in giro ,e bene che ogni tanto si dedichi il proprio tempo ad ascoltare questa musica  un tempo in auge commercialmente di sicuro rimarrete stupiti da tanto talento .

 

Stefano Bonelli  

  

01.  The Fifth Window

02.  I Wonder How Many Miles I've Fallen

03.  The Way To Hemingford Grey

04.  Sunlight Cafe

05.  Looking Back At The Amber Lit House

06.  This Place Up Against The Sky

07.  At A Small Hour Of The Night

08.  A Wind Blows Down Turnpike Lane

09.  Ten Mile Bank

10.  The Green-Faced Timekeepers

 

Mark Wingfield - guitar, soundscapes

Yaron Stavi - fretless bass guitar

Asaf Sirkis -  drums, konakol singing (10) 

special guest :

Dominique Vantomme synth soloist (3, 5, 9, 10)

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