Any face

                                                                      Perpetual motion of deceit

                                                                      Nadir Music

                                                                     www.facebook.com/anyface.metal

 

 

 

 

Il death metal è un genere che, negli anni, ha probabilmente già espresso tutto il proprio potenziale, sia da punto di vista del connubio velocità-pesantezza che dal lato più tecnico-melodico.E' molto difficile uscire fuori dagli schemi e mantenere allo stesso tempo una certa coerenza nel sound.Ho fatto questa premessa perchè, conoscendo i precedenti lavori della band, non riuscivo a credere che una band come gli Any Face, legata spesso al sound dei Death (anche troppo), fosse capace di raggiungere in qualche anno un tale picco evolutivo e qualitativo.

 

Basterebbe l'ascolto di “Trapped In Yourself” per capire di cosa parlo. Clean Vocals mi mescolano all'energico cantato di Luca Pitzianti in un brano che sintetizza in 6 minuti death metal, prog, fusion con influenze che vanno dai Death più tecnici ai Meshuggah più sperimentali.Varietà è la parola d'ordine in “Perpetual Motion Of Deceit”. Se l'inizio di “The Hell Of Future” richiama ai primi lavori dei Cannibal Corpse con George Fisher bastano pochi secondo per assistere ad un repentino cambio di rotta con ritmiche serratissime, molto prog, ed assoli melodici.

 

La strumentale title track sembra uscita da “A Pleasant Shade Of Grey” e non da un disco death metal e metta in evidenza, la perizia tecnica della sezione ritmica ad opera di Omar Cappetti e Davide Stura, rispettivamente batteria e basso.“Enduring Captivity” e “Locked Up” sono valorizzate anche da clean vocals femminili che si mescolano in maniera armoniosa e mai forzata alla parte più metal e canonica del sound degli Any Face. Non ho idea se tali guest siano presenti anche in sede live. Sarebbe, a mio avviso, un notevole valore aggiunto alla proposta musicale degli Any Face.

 

La produzione, ad opera di Tommy Talamanca che, per chi non lo sapesse è il chitarrista dei Sadist, è veramente notevole sia per quanto concerne la chiarezza dei singoli suoni che per quanto riguarda il bilanciamento degli stessi nel mix, mai confusionario.Non consiglierei questo disco al purista del death metal ancorato alla scena di Tampa.

 

Qui di carne al fuoco ce n'è tanta. Forse troppa.Ma quando è di qualità, come in questo caso, è sacrosanto mettere da parte ogni pregiudizio per scoprire un prodotto che, poi mi darete ragione, sarà osannato all'estero.

 

 

Vinnie ‘O Stevens

 

 

01.  Twisted Motion of Deceit

02.  Fading in Confusion

03.  Trapped in Yourself

04.  The Hell of Future (Wall of Lies Around Us)

05.  Perpetual Motion of Deceit (Strumentale)

06.  Enduring Captivity

07.  Locked Up

08.  Desensitized

 

 Davide Stura - bass, growls, screams

Antonio Pollizzi -guitars

Omar Cappetti - drums, percussions, clean vocals

Luca Pitzianti - vocals

 

Special guest: 

Sara Usai - vocals (track 6)

 

Dorotea Mele - vocals (track 7)

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