Garbato

                                                                                                                   Anima Sensoriale 

                                                                                                                   (R)esisto

                                                                                                                   www.facebook.com/Ale.Gabanotto

 

 

 

Debbo essere sincero … Era da tempo che non sentivo un disco di rock italiano fatto in questa maniera. I Garbato ci riportano indietro nel tempo e il loro modo di fare musica ha a che fare con il rock progressivo settantiano della PFM e più recentemente dei Mangala Vallis di Gigi Cavalli Cocchi.I Garbato si presentano con questo stupendo lavoro senza quasi volersi rendere conto che forse la loro musica è fuori del tempo attuale se li si vuole mettere a confronto con altre categorie musicali che invece di Musica con la “M” maiuscola non ne ha neanche la parvenza.Ma a parte questo, sono molto contento di aver avuto la possibilità di ascoltare i Garbato che portano avanti un discorso musicale serio ed impegnato.

Questo gruppo nasce per un esigenza sociale: con la loro musica vogliono denunciare la chiusura del Petrolchimico di Porto Marghera, Porto Torres e Ravenna, e dal sodalizio artistico tra Alessandro Gabanotto (ex lavoratore della Vinyls di Porto Marghera) e il chitarrista arrangiatore Veneziano Gianpaolo Todaro.  Musicalmente il gruppo è assai preparato sia a livello di composizione che di esecuzione ed offrono a chi li ascolta un rock sincero e diretto; cantato stupendamente in italiano da Alessandro Gabanotto che, dotato di una buona estensione vocale, ben si adatta alla parte strumentale. Lo stile di Alessandro me lo fa paragonare più a Bernardo Lanzetti che al cantante – batterista Franz Di Cioccio (PFM). Se si ascolta poi “Voci dalla finestra” il ricordo ad Elio delle Storie Tese viene spontaneo .Per quanto riguarda le canzoni ho molto apprezzato “Lei non c’è” canzone magnificamente struggente. “Tarocchi” è sempre pericoloso affidare la propria vita a delle carte mosse dalla figura femminile che viene descritta nella canzone soprattutto se ci lasciamo sedurre da questa figura che poi ci divorerà l’anima.

La chiusura ad “Anima Sensoriale” viene affidata alla canzone più dura dell’intero lotto ovvero “100 all’ora” (non è la cover della famosa canzone di Gianni Morandi) la quale con il suo incedere lento ed inesorabile ci travolge con la sua veemenza hardrock.La volete sapere ‘na cosa? Meno male che ci sono gruppi che si aggrappano a queste sonorità, diciamo pure antiche e vetuste, perché sono quelle che mi appartengono e non ne voglio sapere di meteore musicali che durano giusto il tempo del disco … meglio affidarsi ai saggi del rock.  

Stefano Bonelli   

 

01.Riflessioni

02.Tarocchi

03.Stretti in un'anima

04.Sento

05.Lei non c'è

06.Voci dalla finestra

07.100 all'ora

 

Alessandro Gabanotto - voice 

Gian Paolo Todaro -  guitars 

Valentino Favotto - hammond and keyboards 

Stefano Andreatta - bass,flute 

Mauro Gatto - drums ,Background voice

 

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