Broken Horizon

                                                                                                  Desolation

                                                                                                  Art Gates Records

                                                                                                 www.thebrokenhorizon.bandcamp.com

 

 

Un esordio di fuoco per una realtà spagnola che usa espressività dai toni molto pesanti, al tempo stesso cercando un minimo di cifra melodica che la renda elegante. A parte l’intro “Desolation” piuttosto scialbo e inutile, l’album possiede una comunicatività eloquente nonostante la durezza del groove e la voce molto cavernosa che tenderebbe ad amalgamare il tutto.Pezzo di impatto notevole è “OUI” che riesce ad essere orecchiabile nonostante il tipo di stilema oppressivo e violento. L’aiuto viene soprattutto dalle inserzioni effettate delle tastiere, che rendono meno claustrofobico l’insieme strutturale.

Ben più bella “MISS LADARK”,  rivestita di atmosferica suggestione, che riesce a farsi turgida dentro una più ampia ariosità, in quanto la voce tende a mantenersi come pietra contrapponendosi ad una fuga rarefatta; persino il pianoforte tenta di tirarsi via dalla rocciosità, ma la durezza ha successo nel tirare verso il basso l’ascoltatore, costringendolo a stare dentro una afosa lugubre gravosità. Se le distorsioni sono onde oppressive, gli spazi algidi riescono ad aprire finestre per respirare, come avviene nell’inizio di “FAREWELL”, il pezzo più intrigante del lavoro, che nel suo prosieguo determina una verve Metalcore la quale  però affoga nell’oscurità globale della song, retta da una ispirazione anche gotica.

L’assalto di “DEEP PRESSION” diventa una battaglia epica che aumenta l’adrenalina del disco, rallentata da momenti di pausa e di ammorbidimento, che però sanno evocare intensità arcigna, aumentando la bellezza del tutto. Altri attacchi violenti sono “Nola Gertatu Da”, perfetta per il pogo live, che esprime con efficacia il lato Death/Hardcore della band, e la conclusiva “Lying Truths” impreziosita dalla voce femminile, e cesellata con una sfumatura di Thrash.  La band cerca di diversificarsi provando a non appiattire la proposta, ma non sempre i passaggi particolari, anche se buoni, aiutano a costruire impianti funzionanti. Infatti “Romantic Song” perde feeling anche se contiene alcuni accenti; essa  passa da un ritmo medio a delle velocità diversificate, ed è l’unica cosa interessante per un brano che non si rende mai davvero ficcante. 

“Nothing gleaming” è una più canonica traccia Metalcore, ben realizzata e anche piuttosto dinamica, ma che non racconta nulla di nuovo anche se può piacere. Tra i brani minori va posta anche la maligna “Haunting Me” che gioca con le note ribassate in una linearità anche troppo prevedibile; tenta epicità nel ritornello, ma anzi esso diventa melenso, se non fosse alla fine per i cori urlati che ne smazzano la sdolcinatura. Lo stesso si può dire per “Rotten Blood”, che però colpevolemente non ha nemmeno la tendenza all’epico. 

Chitarre compresse e muro sonoro compatto che in linea di massima raggiungono il bersaglio. La batteria a volte sembra standard, altre volte invece colpisce con netta tecnicità. Un bell’esordio per questo combo che appare abile nella costruzione strutturale, ma soprattutto nell’arrangiare evitando di rendere confuso un suono di per sé soffocante. Dentro l’alveo di tal fattura si rischia l’omologazione, ed infatti in alcuni brani è andata proprio così, ma in altri si è denotata una sensibilità in grado di esprimere il potenziale che ha potuto rendersi così evidente. L’essenza DeathMetalcore non è nascosta, ma nemmeno esaltata come unica freccia al loro arco; in effetti vi sono altre sfaccettature, come per esempio quella Gothic-Metal o delle cadenze Thrash che avrebbero giovato se avessero invaso maggiormente le composizioni. Buonissimo lavoro che merita di farsi notare. 

Roberto Sky Latini 

 

01.  Desolation

02.  Oui

03.  Rotten Blood

04.  Romantic Song

05.  Miss Ladark

06.  Farewell

07.  Nothing Gleaming  (feat. Iñi from Childrain)

08.  Nola Gertatu Da

09.  Haunting me

10.  Deep Pression

11.  Lying Truths (feat. Noa from Xnight)

 

Pupilas - vocals

Odei - guitars

Alex - guitars

Jun - bass

Raúl - drums

 

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