Riot V

                                                                                                           Armor of Light

                                                                                                           Nuclear Blast Entertainment

                                                                                                          www.areyoureadytoriot.com

 

 

L’HEAVY tradizionale ha ancora un mucchio di estimatori, e quando girano dischi come questo, sfornato nel 2018 dai Riot V, c’è da festeggiare con grande allegria. In mano a musicisti di tale bravura, il genere mantiene la sua vitalità e la sua potenza. Debbo dire che rispetto ai due scintillanti dischi precedenti (vere bellezze estetiche ed emozionali), “Immortal Soul” del 2011 a nome semplicemente Riot, e “Unleash the Fire” del  2014 (già Riot V), questa nuova uscita risulta meno personale e meno ficcante. Permane comunque una qualità fresca che riesce a smuovere le membra. Probabilmente alcuni plagi non sarebbero apparsi se alla guida del gruppo fosse rimasto l’ormai deceduto fondatore chitarrista Mark Reale (morto nel 2012).

“Victory” sottolinea subito questo deficit; si salva solo il ritornello, ma ricorda chiaramente “The Trooper” degli Iron Maiden. Fortunatamente c’è una serie di bei pezzi che alzano ben più in alto l’asticella della valutazione. La seconda traccia “END OF THE WORLD” è una bella cavalcata ariosa con ampiezza sonora, al tempo stesso dinamica ed epica. Anche “ANGEL’S THUNDER, DEVIL’S REIGN”, a ritmo cadenzato, gioca bene le sue carte con una linea melodica altrettanto aperta e luminosa, giusto l’”OooHooo” finale è un po’ scontato. Altra traccia notevole è la title-track “ARMOR OF LIGHT” che corre veloce distendendo in modo molto melodico la linea cantata in un afflato corale, qui più in modo americano, pur risultando un ibrido con gli Stratovarius. Fra i brani totalmente Power quello meglio realizzato è “SAN ANTONIO”, che contiene anche uno degli assoli più soddisfacenti. Il bello di un pezzo come “CAUGHT IN THE WITCHES EYES” è il suo legame col Blues ed in questo suona come qualcosa di intrigantemente tradizionale, lontano da schemi Power, esaltando origini americane della band. I Riot prediligono i suoni felici piuttosto che quelli claustrofobici, e in questo sono espertissimi; la cosa riesce loro in modo istintivo.

Questo concetto decade leggermente nella cattiva traccia conclusiva “RAINING FIRE”, stupenda eruzione che porta i Riot sul versante Thrash. Tra i brani minori va messa la pur veloce Powersong “Messiah” che incontra nuovamente lo stile degli Stratovarius,  ma è troppo semplicistica nella sua linearità senza accentazioni. Meglio suona il 4/4 Power di “Heart of Lion”. Interessante il riff iniziale da Southern Rock di “Burn the Daylight”. Si stacca parzialmente dal contesto “The World Alight”, più orecchiabile ma sempre mantenendo tonica la sonorità. L’essenza derivativa di vari passaggi si nota nettamente e in “Ready to Shine”, come nella già citata “Victory”, ciò fa perdere l’attenzione. Passaggi scontati se ne trovano anche nei brani migliori, ma l’insieme è felicemente risolto. Uno dei momenti più gustosi è il bonus dell’orientaleggiante “UNBELIEF”, dal pathos lirico.

Le linee melodiche sono più statiche che in passato, nonostante la solita gustosa performance ipertecnica del cantante già presente sul precedente full-lenght. Tutto è realizzato senza sbavature tecniche, costruendo una immagine di perfezione espressiva pulita come era avvenuto nel più recente passato, donando stavolta un po’ di meno dal punto di vista artistico. Nell’insieme i Riot V non sono legati strettamente al passato targato anni ’80 della band, ma era un viraggio già iniziato da Reale stesso. Oggi i Riot che hanno il “V” nel moniker, a sottolinerare il quinto singer, sono un ibrido tra l’Heavy Metal storico e il Power Metal teutonico-scandinavo. Una scelta intelligente e moderna, piena di forza energetica, che premia un gruppo ormai dalla fama mondiale, facendolo rimanere al top della forma nonostante i difetti accennati. Il già sentito sonoro che appare qua e là può infastidire le orecchie, ma non infastidisce il luogo comune del metallaro quando è nei testi, anzi, ci appassioniamo ad usare, con forte autodeterminazione, la frase iconica tratta da “Angel’s Thunder……” che dice “Heavy Metal runs through Vein”. Davvero il Metal pulsa nel nostro corpo rockettaro e rinfocola sempre umori mai sopiti.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Victory

02.  End Of The World

03.  Messiah

04.  Angel's Thunder, Devil's Reign

05.  Burn The Daylight

06.  Heart Of A Lion

07.  Armor Of Light

08.  Set The World Alight

09.  San Antonio

10.  Caught In The Witches Eye

11.  Ready To Shine

12.  Raining Fire 

13.  Unbelief (bonus TracK)

 

Todd Michael Hall – vocals

Mike Flyntz – guitar

Nick Lee – guitar

Don Van Stavern – bass

Frank Glichriest - drums

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