Opera IX

                                                                            Strix Maledictae In Aeternum

                                                                           Agonia Records

                                                                           www.operaix.it

 

 

 

“Strix Maledictae In Aeternum” è il terzo (dopo “Anphisbena” del 2004 e “Maleventum” del 2002) ed ultimo capitolo della trilogia che gli storici paladini del Black Metal italico, i piemontesi Opera IX, dedicano al tema della stregoneria. Un ultimo atto che giunge tardivo, a sette anni di distanza dal precedente episodio, e che, nella struttura compositiva come in quella esecutiva, si presenta ben più problematico delle precedenti release, che avevano ricevuto da pubblico e critica valutazioni decisamente positive. Tuttavia, anche in quelle trascorse occasioni i recensori più acuti avevano rilevato dei difetti, pur non considerandoli così gravi da pregiudicare il loro giudizio sui lavori nella loro globalità; le stesse debolezze e gli stessi vizi che in questo album assumono frequenza e dimensioni che purtroppo non é possibile considerare ininfluenti.

Dal punto di vista compositivo i nostri prediligono brani lunghi e complessi, il che può rappresentare una scelta insolita ed originale per una band dedita al Black Metal (benché non puro ma commisto ad imponenti influssi epici e sinfonici e ad un uso a tratti decisamente Thrash della sezione ritmica); tuttavia, tali caratteristiche non vengono adeguatamente congeniate e sviluppate ed il risultato, alla fine, soffre di un’eccessiva prolissità e di una articolazione faticosa, ostica, che vede strutture sempre molto simili tra loro susseguirsi ed alternarsi ad uggiosi mid-tempo. I brani sono compositivamente poco agili e la loro lunghezza aumenta quel senso d’oppressione e di pesantezza al quale già strutturalmente sono predisposti. I cori monastici e le parti recitate non rendono più lieve il tutto, né purtroppo, a dirla tutta, creano quell’atmosfera suggestiva che probabilmente, nelle intenzioni degli autori, erano destinate a suscitare.

Discutibili anche le scelte armoniche: la chitarra di Ossian esegue degli accordi che sembrano contrastare, in brevi momenti persino stridere con le partiture degli altri strumenti, in particolare con quelle delle tastiere. Giacché alcune incertezze si notano anche nell’esecuzione degli assolo di chitarra, resta il dubbio che si tratti di errori esecutivi piuttosto che armonici, tanto più che altre inesattezze si rilevano anche nella prova della batteria.

All’esecuzione non irreprensibile si aggiunge la produzione non ottimale, poco nitida e definita, che tende a confondere ed uniformare le melodie provenienti dai diversi strumenti.

“Strix Maledictae In Aeternum” è un album ostico, faticoso, che non resta a lungo nella memoria. E’ certo denso di suggestioni, che tuttavia non riescono a fondersi ed armonizzarsi tra loro per dar vita ad un discorso musicale scorrevole e suggestivo.

Un colpo mancato per una band che ha dato molto al Black Metal nostrano, ma che rivela ancora una ricchezza che, se ben sfruttata, può dare nuovi e più succosi frutti.

 

Rosa Velata

  

01. Strix The Prologue (Intro)

02. 1313 (Eradicate The False Idols)

03. Dead Tree Ballad

04. Vox In Rama (Part 1)

05. Vox In Rama (Part 2)

06. Mandragora

07. Eyes In The Wheel

08. Earth And Fire

09. Ecate - The Ritual (Intro)

10. Ecate

11. Nemus Tempora Maleficarum

12. Historia Nocturna

 

 

M The Bard - Vocals

Ossian - Guitars

Vlad - Bass

Dalamar - Drum

 

 

 

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