Amorettes

                                                                                                             Born to break

                                                                                                             SteamHammer

                                                                                                             www.theamorettes.com/site

 

 

Fa piacere trovare un disco che rinverdisce l’anima rock nel Metal. Il trio scozzese esprime quel suono tradizionale di rock verace che andava dall’Hard Rock di fine anni settanta all’Heavy Metal di inizio ottanta. E  lo fa bene, rinfocolando in maniera più energica gli stili del passato che ricordano soprattutto i londinesi Foghat (un po’ meno virtuosamente), ma anche altre realtà, tutte mutuate dal blues e dal Rock’n’Roll. Le tre ragazze lo fanno in maniera seria per cui è riduttivo assimilarle solo alle altre realtà tutte al femminile con le quali comunque hanno affinità. Ci sono poi dentro anche Ac/Dc e Motorhead senza che esse risultino le ispirazioni principali in questo nuovo lavoro dato che ne hanno abbassato il tasso rispetto a quelli passati (ascoltare in tal senso “Give ‘em Hell”; “Bull by the Hornes” e soprattutto “Fire at Will”), ridimensionando quindi il livello di violenza metallica. 

“CAN’T YOU FEEL THE FIRE” parte con un suono cartonato della batteria che non fa bella figura, fortuna che poi la cosa viene cambiata. Il pezzo è tirato al punto giusto per far partire l’ascolto. La forza del blues di “HELLO AND GOODBYE” afferma con carattere che la band viene dal vero spirito Rock, in una perfezione stilistica ben miscelata al cuore provocante della loro sinuosità, e in una vocalizzazione quasi arrogante. Questa carica bluesata la rende migliore traccia del disco, insieme all’invadente title-track “BORN TO BREAK” che è l’episodio più duro, ricordando le arie di Girlschool e Motorhead. “EVERYTHING I LEARNED” (I LEARNED FRON ROCK AND ROLL)” ribadisce questa sfrontatezza, per cantare il valore del rock, con una lineare traccia strutturale accompagnata da un suono di chitarra ritmico elegante, un po’ Ac/Dc ma anche un po’ no. Cosa che vuole fare anche la minore “You’ve still got Rock’n’Roll”. Ma il vero riff R’n’R lo produce “COMING UP THE MIDDLE” declinato con l’energia giusta per far scatenare la gente dal vivo. Il lato sbarazzino del combo lo troviamo in due tracce divertenti come “Hell or Highwater” in cui il cantato ricorda parzialmente Cyndi lauper, e come “Easy tiger” ancor più leggera, anche se il riff ricorda le judaspriestiane esternazioni dell’album “Point of Entry” del 1981, e qui i coretti sono massimamente ludici.

La cantante ha personalità e la sua voce assomiglia a quella delle Girlschool solo a sprazzi, particolarmente simile in “High on your Energy”, bel pezzo che cerca una certa orecchiabilità senza perdere un grammo di rockitudine, magari un po’ virata verso il punk adolescenziale.Dobbiamo rendere grazie alle tre musiciste per non averci appesantito con una ballata, cosa che va realizzata solo se si trova la melodia sopra la media; ormai chi compone brani soft si prende un bel rischio, quello di crearne una banale e simile a mille altre.

All’ascolto appare immediatamente quanto la loro tradizionale cultura sia intrisa di Rock. Per fare il paragone con una realtà tutta al femminile nello stesso genere Metal, prendiamo le Thundermother uscite anch’esse quest’anno (e recensite sempre su queste pagine), si evidenzia nettamente la differenza tra queste ultime che sembrano aver imparato la lezione, e le Amorettes che invece nascono dalla patria, la Gran Bretagna, che questa musica l’ha fondata (anche se ora non più a capo del movimento). Le Amorettes posseggono un istinto che rende il sound meno freddo, complice anche la scelta di una produzione meno tecnica. Soprattutto la chitarra, oltre che la voce, gestisce a tutto tondo la struttura delle canzoni, fornendo una pregnanza calata al 100 % nella storia rock, con attitudine pura e sentita. Rispetto alle svedesi anche la sei corde solista qui si impegna di più, pur rimanendo come loro nella semplicità e nella brevità. Insomma meno pulizia rispetto alle guerriere scandinave e perciò migliore resa di calore. In ultima analisi, le Amorettes sono l’essenza che rende giustizia alla musica che suonano, facendolo con intelligente spontaneità.

 

Roberto Sky Latini

01. Can You Feel the Fire
02. Hello and Goodbye
03. Everything I Learned I Learned from Rock And Roll
04. Born To Break 3:46
05. What Ever Gets You Through The Night
06. Hell Or High Water
07. You Still Got Rock And Roll
08. Easy Tiger
09. Bat Shit Crazy
10. Coming Up The Middle
11. High On Your Energy
12. I Want It Bad
 

Gill Montgomery - guitar, vocals
Hannah McKay - drums
Heather McKay - bass

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