OxoDuro

                                                                                                    I.Ca.Ro. (Ipnosi Catodica Retino-Oculare)

                                                                                                    Autoproduzione

                                                                                                    www.facebook.com/oxoduro

 

 

 

L’Italia umbra è sempre piena di sorprese autoctone nel rock e  nel metal, ma non si riesce a darle visibilità, eppure ecco gli OxoDuro con un prodotto che vale tanto quanto c’è di meglio nel panorama metal generale. Si tratta di un album concept con tematica sociale fantascientifica di fantapolitica, con l’argomento  della manipolazione attraverso i media. E’ un lavoro realizzato con impegno, la cui confezione è fornita di libretto e in allegato anche un dvd che racconta la storia brano per brano; per ogni brano infatti c’è un video, e l’insieme dei video (di animazione) vanno lasciati scorrere uno dietro l’altro come un film (comprese le parti parlate fra i brani).

Il Power Metal di “MI MANDI UN E-MAIL O UN FAX” è un perfetto pezzo classico ma efficacissimo da inizio cd, con la grinta e la dinamicità che tiene in equilibrio una linea melodica sfociante in un ritornello melodico che viene da canticchiare; la traccia ha un assolo chitarristo diviso in due parti, la prima suona come una gustosissima liquida chicca soft e poi entra in gioco una stilettata elettrica fulminante. Torna il Power Metal solido con “IL LABIRINTO”, ma nella sua compattezza riesce a esprimere una certa varietà strutturale, tra rallentamenti e velocizzazioni.  Ed ancora Power-Metal con “IL VOLO DI ICARO” che alterna l’irruenza a momenti cadenzati; qui l’assolo è davvero esaltante e registrato con un suono fascinoso. “Lo dice la TV” è un ibrido dalla doppia caratterialità tra Caparezza e un certo Rock quadrato dalla sostanza punk di vecchia data.

Caparezza sembra stare anche in “RIMBOMBA” ma ciò che qui è davvero interessante è che sembra starci pure Mike Patton; il pezzo in effetti presenta una vicinanza al Nu-Metal dei primi Faith No More; in questa canzone funziona tutto: sia l’assolo che la sezione ritmica creano una atmosfera profondamente toccante, e anche la voce sa alzare il tono complessivo.  Le prime note tastieristiche, poi ripetute, di “Nostalgico gioco”, fanno credere a qualcosa di plastificato ma invece è una cavalcata dal suono corposo che va verso il metal più accessibile vicino agli Europe anni 0ttanta. Più leggero con una sfumatura Pop è “IL Sentiero”, la cui semplicità non fa però cadere il tono generale dell’album. La tipica Italia rock appare nei suoni e nell’atmosfera di “Occhi Spenti”, ciò vale sia per l’arrangiamento che per il cantato, quest’ultimo parzialmente legato alla musica leggera quando arriva il ritornello; la cosa è sottolineata dall’assenza di assolo chitarristico che latita spesso nella musica leggera appunto, ma il risultato è molto buono, rimanendo a livelli funzionali. Questa song era uscita in anteprima nel 2016, e non poteva dare l’idea dell’opera che sarebbe uscita in quanto è di essa poco rappresentativa e , forse, il brano meno riuscito del lotto anche se significativo per il testo e comunque ben inserito nel contesto. Il Groove iniziale di “L’Onorevole BlàBlàBlà” è espressivo, e prosegue con tempo cadenzato rimanendo il brano meno commerciale del disco, con una certa linearità spezzata solo dal bell’assolo della sei corde.

Se spesso le ballate falliscono nel loro obbiettivo, ciò non avviene con “IL MIO MARE SEI TU” che commuove anche se essa non possa dirsi totalmente rock, visto che il ritmo del cantato è tipico di certi cantanti italiani. La cover “Che Bambola” di Fred Buscaglione testimonia la bravura della band ad arrangiare la propria musica, con un brano trasformato al 100% in una classica metalsong, assolo compreso.

La produzione tecnica è assolutamente qualitativa, è pulita e allo stesso tempo s’impone in modo ficcante. La sezione basso-batteria è precisa e fluida, dal peso tonico. La chitarra ritmica come quella solista è abile nel donare sensazioni pregnanti ed è anche studiata tecnicamente perché funzioni in maniera esaustiva, non accontentandosi di essere solo contorno; anzi spesso le sequenze riffiche sono centrali quali sostegno e valorizzazione necessari alla struttura. Le composizioni oscillano tra la semplicità e una certa raffinatezza, mai però pezzi semplicistici, piuttosto sempre facilmente assimilabili, di indole diretta e immediata. Ottima la performance vocale di Stefano Firmani che riesce a imprimere potenza anche alzando la tonalità, ma soprattutto in grado di modulare l’interpretazione, bella densa, fornendo anima al disco. Essendo un lavoro cantato in italiano, alcune frasi appaiono come luoghi comuni e posseggono significati che possono infastidire lo scorrere del brani che in alcuni casi non sarebbero sfigurati in inglese; come per esempio la frase “Lo dice la TV” che ricorda concettualmente “Il Telegiornale” di Venditti e che è diventato un mantra di critica sociale anche abusato (ma purtroppo realistico). E del resto il concept vuole proprio parlare della realtà televisiva che è una problematica vera della nostra contemporaneità. Cosa interessante è l’oggettistica e l’ambientazione vintage spesso presenti nei video, come la forma della radio e la tipologia di pubblicità scelte, che fa sorridere ma risulta affascinante, e comunque data l’età di Firmani e altri suoi collaboratori, si capisce questo tipo di individuazione.

In tempi passati questo lavoro sarebbe stato valorizzato a dovere, ma forse un lavoro del genere può essere pensato solo in questi tempi moderni, dove la mancata vendita dei dischi costringe i musicisti a farsi notare con confezioni molto più ricche di un semplice cd con solo copertina, nomi e titoli. Ad ogni modo sarebbe bello che il popolo  metal potesse apprezzare una elaborazione di tale fatta, davvero ben studiata, in cui però è sempre la musica a vincere essendo composta e arrangiata con abile sensibilità artistica. L’ideazione del concept è di Firmani, i brani sono stati composti insieme al bassista Giovanni Chirchirillo, il quale non suona nel disco. Davvero una riuscita e divertente performance da studio, che merita di non passare inosservata e di essere supportata da una etichetta discografica. I pezzi funzionerebbero anche dal vivo, speriamo di poterli vedere su di un palco.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Lo abbiamo trovato (speaking)

02.  Mi mandi un E-mail o un Fax

03.  Lo dice la TV

04.  Nostalgico Gioco

05.  Occhi spenti

06.  Che bambola (cover Buscaglione)

07.  Come ti senti ? - I (speaking)

08.  Rimbomba

09.  Come ti senti? – II (speaking)

10.  L’Onorevole Blablablà

11.  Il Sentiero

12.  Il mio Mare sei Tu

13.  Ok, mi fido di te… (speaking)

14.  Il Labirinto

15.  Fermo, fermo (speaking)

16.  Il Volo di Icaro

17.  Come ti senti? – III (speaking)

18.  Epilogo

 

Stefano Firmani – vocals

Marco radicchi – guitar

Leonardo Mansueti– guitar

Devid Luchetti – bass

Riccardo Pucci - drums

 

 

FOLLOW US

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione