Marduk

                                                                                     Serpent Sermon

                                                                                    Century Media Records

                                                                                   www.marduk.nu

 

 

 

Che dire, se non che questo album è maledettamente (nella più stretta etimologia del termine!) ispirato? Che sia il dodicesimo, poco importa, trasuda un ferale estro come se fosse il primo demo della carriera. Il tempo è fermo a quel preciso momento della storia di una band nel quale si compie la miracolosa, perfetta sintonia tra ispirazione e realizzazione, quell’attimo fuggente in cui si dà perfetta forma musicale a ciò che si sente, e ciò che si sente è ad incredibili profondità, eppure agevolmente attingibile. Non sussistono dubbi, è merito evidente del signore delle tenebre, al quale i nostri tributano da sempre una fervente e tenace devozione.

Un Black Metal come Satana comanda, complesso senza risultare ermetico, ricco di sfumature e di variazioni senza essere mai disorganico, incoerente, nemmeno quando (negli ultimi due brani) la durata delle song aumenta in maniera rilevante. Furioso, ma anche, a tratti, più lento, quasi, Doom: in entrambi i casi con esiti entusiasmanti.

E non è solo il grande ed indubbio mestiere che la band possiede e del quale fa sfoggio tanto nella composizione (sempre varia e coerente) quanto nell’esecuzione (nel tempo il gruppo ha subito numerosi cambi di line up, ma sempre ha mantenuto alta la qualità dei suoi componenti), e nella produzione (qui davvero ottima, densa senza essere farraginosa), a dare questi risultati così prossimi alla perfezione, è l’ispirazione a permettere loro di giungere ad una tale, fertile contiguità.

Un ardore che talvolta si sostanzia nell’inflessione quasi mistica, sacrale di certi brani, che subdoli si insinuano tra le pieghe dell’anima ispirando immagini di devianza, di blasfemia, di furia priva di limiti come di satanica lascivia: mi riferisco in quest’ultimo caso ai due ultimi brani, che con il loro mutevole incedere avvolgono l’ascoltatore nelle spire di una mesmerica, crudele accidia.

Un sermone che fa del Black Metal più potente, proteiforme, efferato la sua lingua madre, la lingua con la quale invocare il Serpente demoniaco e chiamare a sé i nuovi adepti del satanico culto. Impossibile opporsi a cotanta suggestione!

 

RosaVelata

 

 01. Serpent Sermon

 

02. Messianic Pestilence

03. Souls For Belial

04. Into Second Death

05. Temple Of Decay

06. Damnation’s Gold

07. Hail Mary (Piss-Soaked Genuflexion)

08. M.A.M.M.O.N.

09. Gospel Of The Worm

10. World Of Blades

 

 

Mortuus - vocals
Morgan Steinmeyer Håkansson - guitars
Devo - bass
Lars Broddesson - bass

 

 

 

 

 

 

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