Megadeth rock in roma

MEGADETH - KILLSWITCH ENGAGE  Live

28.06.2018 “Rock in Roma” Ippodromo capannelle

 N.D.R

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Poca gente all’apertura dei cancelli (io sto in fila dalle 17.00 per trovarmi davanti ) ma il grosso del pubblico arriva dopo l’apertura delle 19.15.  Alla fine un po’ più di duemila persone, poche considerando la band e considerando che si è nella capitale. Però sono tutti metallari doc, e così l’atmosfera tra il pubblico è quella giusta. Temperatura abbastanza fresca, e poi nella notte, a inizio Megadeth, una pioggia leggera che diventa più corposa qualche minuto più avanti;  intermittente ma mai davvero terribile, almeno non per i calvi come me, mentre i lunghi capelli degli altri si sono incollati. Comunque i kid scatenati già bagnati di sudore sono rimasti indifferenti al tempo, ma ben concentrati sull’evento. Insomma il mal tempo relativo non ha rovinato la serata, calda come deve essere una situazione live di metallica passione. Concerto tutto americano per la presenza di due band statunitensi.

I KILLSWITCH ENGAGE si sono prodigati con cura nell’esecuzione dei loro pezzi , suonando quasi bene e con grinta. Le parti dure e veloci sono tritatutto, mentre i ritornelli melodici spezzano la tensione, da un lato rovinando l’headbanging, dall’altro regalando riposo ai più scalmanati poganti. Dal vivo non tutti i brani sono efficaci, da studio metà delle canzoni sono pallose, ma la scaletta scelta è adeguata alla dimensione live, e anche i meno appassionati al Metalcore, possono trovarsi soddisfatti della performance effettuata.  Il cantante Leach è tornato nella band con il nuovo ultimo disco di quest’anno e pare a suo perfetto agio; egli è un ottimo front-man e spinge al circle-pit i presenti, i quali non si sono fatti pregare nel reagire alle istigazioni. Hanno cantato anche il nuovo pezzo “Hate by Design” dedicato a Trump, cioè contro il loro presidente Americano. L’ultimo loro pezzo è la cover di Ronnie James Dio, realizzata a modo, riuscendo a trascinare anche chi fino a quel momento non si fosse trovato ancora sufficientemente accalorato. Uno dei due chitarristi, Adam, ad un certo punto è sceso dal palco lateralmente creando un semipanico tra il servizio d’ordine che non sapeva cosa fare. Egli si è posto tra le transenne ed il palco scorrendo lo spazio per tutta la lunghezza, facendo segno da sotto col dito medio al cantante in un intermezzo probabilmente previsto, e successivamente dando il cinque alle varie mani del pubblico, eccitandolo.

Killswitch Engage

01.  Strenght of my mind

02.  A bid Farewell

03.  Life to Lifeless

04.  Hate by design

05.  Always

06.  My Curse

07.  In Due Time

08.  Holy diver 

Killswitch Engage line up:

Jesse Leach – vocals

Joel Stroetzel – guitar

Adam Dutkiewicz – guitar

Mike D’Antonio – bass

Justin Foley - drums

 


 

I MEGADETH arrivano che già i fan sono caldi. Tanti i ragazzi giovani a vedere un mito. Mustaine ormai non deve dimostrare più nulla, il suo valore è riconosciuto e la sua musica è puro metal, di quello che fa parte della storia più scintillante. E la sua presenza risulta quindi iconica, sufficiente a interessare il pubblico anche senza dimenarsi. Egli infatti pensa a suonare e cantare senza tante mosse da palco, sebbene man mano che lo spettacolo va avanti diminuisce la sua staticità. A fare da contraltare scenico ci pensa il chitarrista Loureiro che oltre a suonare come si deve le sue parti, è in grado di prendere pose perfette da rocker e a muoversi con scioltezza in sintonia con il proprio strumento e con le note suonate; un vero animale da palco, insieme elegante e tosto. Sezione ritmica massicciamente efficace. I brani hanno colpito nel segno e sono diventati dei classici amati, lo si è visto dalla reazione dei più. Scorribande di Thrash tradizionale ma che Mustaine ha sempre declinato in modo originale e personale, anche perché l’estetica Thrash egli ha contribuito a crearla; il suo thrash è tradizionale oggi, ma non certo negli anni ‘80. Anche la song “The Threat is Real” pare diventata un classico pur se tratta dall’ultimo album del 2016 (“Dystopia”). Seguita e cantata come le altre da un pubblico entusiasta sin dall’inizio del concerto. Molti cantavano le canzoni a memoria e sono state quelle a contare, nessun effetto speciale sul palco, se non la distorsione chitarristica e la bellezza delle composizioni presentate, di una setlist variegata, perché tratte dai vari periodi discografici (più legata però al passato remoto). Unica trovata scenografica è la presenza di Vic Rattlehead, la mascotte dei Megadeth, che entra in modo fugace e divertente per non ripresentarsi più.

L’amplificazione non è messa a fuoco fino a metà del concerto dei Megadeth, i quali si sentono in modo meno qualitativo dei Killswitch precedenti. La batteria ingolfa troppo essendo preponderante. L’equilibrio tra la strumentazione viene migliorato dopo la metà ma arriva al suo meglio solo sulle song finali. Altra nota stonata è stata la reazione secondo me esagerata del servizio d’ordine alle esternazioni classiche da concerto, come le ragazze che salivano sulle spalle di qualcuno per urlare con maggior verve ai musicisti e far loro segni di approvazione, o quando qualcuno si faceva trascinare dalle braccia del pubblico navigandoci sopra (crowd surfing). Ad ogni modo niente ha rovinato la bella serata, nemmeno la pioggia appunto. E ancora un’altra critica: sono passati i tempi in cui niente di non metal si mischiava alla fede metallica. Oggi con la tecnologia, in attesa che le band suonino, si spara a ripetizione la pubblicità sullo schermo approntato, da dove arrivano musiche insulse, hip hop e rap. Sono piccole cose , ma che danno fastidio al metallaro medio che è venuto sperando di essere accolto in una situazione a propria misura. L’atmosfera metal deve emergere da ogni aspetto, queste giornate devono essere dedicate allo spettatore che deve poter respirare metallo a tutto tondo, anche negli elementi di contorno. Alla fine ciò che conta è la musica, e quella c’è stata. 

Roberto Sky Latini

 

Megadeth Setlist:

 

01.  Hangar 18

02.  The Threat is Real

03.  Wake up Dead

04.  In my Darkest Hour

05.  The Conjuring

06.  She-Wolf

07.  Dawn Patrol

08.  Poison was the Cure

09.  Trust

10.  A Tout le Monde

11.  Sweating Bullets

12.  Dystopia

13.  Take no Prisoners

14.  Tornado of Souls

15.  Symphony of Destruction

16.  Mechanix

17.  Peace sells

18.  Holy Wars... The Punishment Due

 

David Mustaine – vocals / guitar 

Kiko Loureiro - guitar

Dirk Verbeuren – drums

David Ellefson – bass

 

 

 

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