Hogs

                                                                                                              Fingerprints

                                                                                                              Red Cat/7hard Records.

                                                                                                              www.hogsband.com

 

 

Secondo lavoro per i nostrani Hogs i quali ci propongono il loro nuovo lavoro intitolato Fingerprints, dalle canzoni inserite in questo nuovo lavoro capiamo che gli hogs è gente seria  che sa quello che fa e soprattutto quello che vuole far sentire a chi li ascolta e cioè un rock vigoroso e suonato molto bene con un approccio internazionale che si esalta nel songwriting  che è assai scorrevole e divertente e si fa ascoltare con grande piacere.

I toscani davvero si mostrano per quello che sono senza troppi infingimenti andando a proporre un rock semplice e diretto ma anche tremendamente efficace ,le influenze sono abbastanza varie ma molto chiare che vengono fuori prepotenti .Il target  a cui si rivolge la band è altrettanto chiaro essendo la loro musica  un rock intellettualoide l’età media di chi ascolterebbe quanto proposto dalla band non è fatta da adolescenti ma da un pubblico già avvezzo a certe sonorità che vanno dai Red hot chili peppers a cui soprattutto Simone Cei si fas accostare più di una volta alla voce di Anthony Kiedis,  ai deep purple(che risiedono nella tastiera che a volte  esce prepotente), e financo ai Blind faith di Eric Clapton. Si ascolti ad esempio (Jewish Vagabond) che richiama vagamente “Can’t find my way home “ .

Fingerprints  inoltre gode di una buona produzione realizzata da Guido Meli dando la  giusta equilibratura ai suoni ed una brillantezza  che dona una certa potenza  dinamicamente parlando.Come detto i brani godono di una ottima scorrevolezza  e donano grande piacere a chi li ascolta, ed il disco non mostra mai il fianco a cadute di tono anzi proprio per la sua  varietà sonora e la sapiente configurazione della scaletta , si centra  pienamente gli obiettivi prefissati , ovvero quelli di far divertire ma soprattutto in primis  divertirsi loro mentre suonano le canzoni .Tra gli episodi più riusciti oltre alla ballad citata qualche riga più su , citerei “Don’t stop Moving” e “Man on the scores” in conclusi0one un lavoro assolutamente degno di nota che denota la grande maturità raggiunta dalla band . 

Stefano Bonelli  

 

01. Man Size

02. Stinking Like A Dog

03. Mr. Hide

04. Australia Summerland

05. Down To The River

06. Another Dawn

07. Man Of The Scores

08. Can't Find My Home

09. Jewish Vagabond

10. Don't Stop Moving

11. Just For One Day

 

Simone Cei - vocals

Francesco Botai - guitars

Luca Cantasano - bass

Pino Gulli - drums

 

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