Barren Earth

                                                                                              A Complex of Cages

                                                                                              Century Media

                                                                                              www.facebook.com/BarrenEarth

 

 

Il nuovo dei finlandesi Barren Earth non delude, in grado di far viaggiare l’ascoltatore lungo atmosfere descrittive di ottima fattura. Siamo al quarto album dal 2010 e non si assiste a cali di qualità, in quanto farsi piacere maggiormente questo full-lenght o altri del loro passato non può che essere solo una questione di gusti. E’ la loro tipica commistione metal tra Black e Prog, vicina ad un gruppo come i norvegesi Borknagar, solo che quelli posseggono una cifra meno estrema di questi.

I Barren Earth mantengono molto di più un carattere oscuro e duro e la dimensione è meno rarefatta ed algida.Il primo episodio che appare davvero intrigante, e sopra la media compositiva del disco, è “RUBY”, anche se l’apripista “The Living Fortress” ha le sue sinuosità, restando però nella media espressiva. Le altre bellezze stanno in pezzi come “SCATTERPREY” che sa mescolare orecchiabilità e una certa brutalità.

Le brevi parti elaborate con le tastiere regalano una aria sognante e lievemente psichedelica ad un pezzo affascinante parzialmente alla Pink Floyd quale è la lunga suite “SOLITUDE PITH” di 10’ e 16”, anche un po’ orientaleggiante; è il momento più vicino agli anni settanta e l’assolo qui contenuto è davvero efficace. “DYSPHORIA” appare pezzo più orecchiabile e immediato ma non certo commerciale, in grado di dare una bella nota aperta e coinvolgente.

Compattezza stilistica per la cadenzata “SPIRE” il cui ritmo permette di fare un adeguato headbanging e la cui durezza sa essere fumosamente calda; cogliendo insieme il lato ficcante e quello più morbido viene costruita la song più bella di questa loro fatica. L’album termina con “WITHDRAWAL”, una song che abbandona del tutto il Black, ma anche ogni altro tipo di durezza; fa assaggiare però un alto livello di pathos che entra nell’anima; un po’ facendo venire qui in mente i Pain Of Salvation di vecchia data.

La strada che gli Opeth aprirono, ora è prolungata su vari sentieri tra i quali c’è quello ben consolidato dei Barren che seriamente continuano a regalare emozioni. In linea generale possiamo notare che di folk non si sente quasi più la presenza, mentre la fierezza Black, per quanto alternata a magiche nuvole progressive, è nettamente evidente ed è comunque la base di molte tracce. Il growl è sempre eccellente, così come le parti di cantato pulito, insieme unite dal forte carattere evocativo. L’abilità dei nostri è di squisita fattura senza mai esagerare nell’estetica, in qualche modo più fruibili dei Borknagar sebbene siano più pesanti.

E’ un lavoro da amare, a dimostrazione che l’ispirazione non latita ancora tra i muscoli del Metal, sia quando è del tutto feroce, sia in band come questa che ampliano il proprio orizzonte espressivo. Si tratta di musicisti che paiono dimostrare quanto dentro di sé si possa trovare lo spazio per creare pura arte. Del resto per alcuni le altre loro esperienze musicali sono ben conosciute e di alto stampo artistico (Kreator; Amorphis). I Barren Earth sono tra i maggiori compositori del loro genere e senza stravolgersi hanno saputo modificarsi positivamente. Ascolto che suggerisco caldamente.

 

Roberto Sky Latini

 

01.The Living Fortress

02.The Ruby

03.Further Down

04.Zeal

05.Scatterprey

06.Solitude Pith

07.Dysphoria

08.Spire

09.Withdrawal 

 

Jon Aldarà – vocals

Sami-Yli Sirnio – guitars / vocals

Janne Perttila – guitars / vocals

Antti Myllynen – keyboards

Olli-Pekka Laine – bass / vocals

Marko Tarvonen – drums

FOLLOW US

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione