-Graveyard Presences-

“La nebbia. Il mondo si è ritirato nel non essere. Le linee restano isolate. I colori non parlano più.Da qualche parte l’Uomo Invisibile ci osserva in silenzio. 

(Fabrizio Caramagna)

Preludio più che adatto per la serata del Traffic di Roma, come al solito l’organizzazione della No Sun predilige eventi di qualità per la capitale, ed ora hanno portato a distanza di tre anni nientemeno che gli Emiliani Forgotten Tomb, band che insieme ai Novembre e Foreshadowing in Italia sono oramai i capisaldi del Gothic/black/doom e non hanno nulla da invidiare alle band estere.

Ma cominciamo..... 

-Invernoir- 

Dopo il Roma Obscura del 2016 evento spettacolare sempre organizzato dal Traffic Live(No sun), è la seconda volta che vedo esibirsi gli Invernoir band di Roma capitanata dal mastermind Alessandro Sforza e da Sami(member Admiron). Il loro proporsi su un mix di coordinate fra primi Katatonia, Novembre, Paradise Lost di Draconian Times è d’effetto, ciò non toglie che dalla precedente esibizione, oltre ad aver visto dal vivo il loro ep in anteprima ed oramai in vendita sui circuiti internet Mourn del 2018 , non ho notato nessuna differenza dalla precedente esibizione di due anni fa, tranne un maggior lavoro di pulizia da parte della sede di chitarre dal mastermind Alex che ha dato prova di essere professionale e preciso nel suo, come l’alternarsi delle voci di Sami al growl al clena vocals mi hanno fatto fare un tuffo nel passato alle sonorità di Anathema Pentecost III, (non male direi come emozioni), il tutto condito da una robusta prova degli altri membri. 

La gente purtroppo poca presente all’inizio, ha apprezzato questi musicisti applaudendoli e seguendoo com attenzione ed “educazione” il loro show, ed anch’io sono rimasto toccato dalla loro precisione ad esibirsi, concentrati sul loro ruolo e mai fuori le righe. Un appunto che posso fargli per il futuro, il continuare si su questa linea, ma spostandosi su coordinate più personali seguendo si i propri idoli del genere, ma senza emularli troppo.Comunque passata anche questa prova, i miei complimenti boys! 

 

Setlist: 

01.  Mourn

02.  Your Blood

03.  Rule the instict bear the pain

04.  At Night

05.  Gold Kills our Dreams 

 

-Membri del gruppo- 

Sami - vocals

Alessandro Sforza- guitars

Lorenzo Carlini - guitars

Valerio Lippera- bass

Luca Soldati - drums 


 

 

 

 

 

-La Casta- 

Ora è il turno dei Pugliesi la Casta, Con il loro black metal/ Hardcore, con all’attivo un singolo, un ep del 2015, cui sono tratte buona parte dei brani live, più quattro tracce nuove che andranno a costituire il loro nuovo lavoro, davanti ad un pubblico che mano mano la sertata prosegue aumenta di numero, danno sede ad un a prova abbastanza anonima, rispetto a ciò d’nteressante da studio con suoni molto ovattati, cacofonici ed impersonali.

La scelta di suonare di spalle davanti alla gente dava un senso quasi mistico e ed evocativo (il primo fu addirittura Jim”Douglas” Morrison)come a seguire il culto del Dio Lucifero ed a dedicare lo show a lui, fra un intro prima del brano black mood, azzeccata con un mantra alla Dea Kalì con tanto di campane Tibetane molto d’atmosfera, ma se voglio fare un paragone con gli Amenra che fanno lo stesso genere ed hanno suonato di spalle anche loro, riverendo però i Dei del nord a livello di proposizione di materiale non c’è storia. 

In quanto i brani riportati da loro li ho trovati scolareschi, anonimi e privi di un mood che possa catturare l’attenzione, dando invece solo una sensazione di fastidio(ed io vi assicuro che ascolto cose veramente ma veramente estreme, vogliamo parlare della band Unearthly Trance”altra storia”). 

Salvo della loro interpretazione il singer Alessandro Donnaiola veramente indemoniato, ed il guitarist Morgante the reaction will never e Goddes  credo che siano i solo pezzi che mi abbiano colpito positivamente, nel compendio il loro show mi ha ricordato in parte i Darkthrone di Soulside Journey , ma le cose che proponevano in sede live demo loro erano più tecniche e malate nel vero senso della parola. Purtoppo non mi hanno convinto pienamente, alla prossima. 

 

Setlist:

.Intro

02.No hope

03.The reaction will never come

04.You are nothing

05.Lifeless

06.Black mold

07.Descent towards the depths

08.Vultures

09.Rejection of life

10.Goddes 

 

-Membri del gruppo- 

Alessandro Donnaloia - vocals and synthesizers

Mario Morgante - guitars and ritual instruments

Marino Martellotta - bass guitar

Sbrough - drums 


-Forgotten Tomb-

Ci sono dei momenti in cui nella vita c’è il salto di qualità, la sala si riempe non piena purtroppo ma c’è gente, ed entrano in scena l’ultima band in final act della serata, iForgotten Tomb, da one band che erano partiti ai primordi con solo Herr Morbid Marchisio al compendio di tutto, dal quarto album love’s burial ground in poi è diventata una band vera e propria. Otto tracce proposte stasera in sede live, le più lunghe più propriamente doom alla radice per rendere la serata ancora più accattivante e sulfurea con il nostro quartetto di demon rider, che tenevano il palco perfettamente, gente che se li vedrebbe per la prima volta dal vivo, penserebbe che vengano o dal Nord Europa o dall’Australia, madre terra del genere sludge Black Doom.

Mi ha catturato l’interpetazione di tutti, il modo di cantare di Herr morbid con il suo cappello calato da battitore folle di Baseball urbano, che sembra uscito dalla nottte del giudizio, dal tecnicissimo Italo Coreano Kyoo Nam "Asher" Rossi, veramente potente il suo drumming nella cover dei Stooges “i wanna be your dog”, come il basso di Algol un cuore di un demone pulsante, la gente si scatena nel brano, come nel resto delle tracce proposte. Dopo la doppietta di negative megalomania e deprived che fa scuotere le persone,ipnotizzandole come sotto un mantra , il terzo brano tratto dall’ultimo album “We owe you nothing”, fango putridume una discesa nelle viscere della mente di Herr morbid che ci porta nell’inferno dei suoi deliri immaginari, degno delle migliori interpretazioni dei Celtic Frost. Si continua con Hurt yourself and the..... , sanno anche dare un tocco di classe melodico e l’apporto del turnista Gabriel si fa sentire , nulla a che invidiare a ciò sentito in studio, il sound è identico. 

Rejected existence ,quasi un tributo al miglior repertorio di paradise lost e moonspell , il sound di questa band è in continua evoluzione, da brivido gli armonici al quinto minuto del singer con la sua chitarra , la gente poi fa headbanging, salta , urla a squarciagola le parole del brano, alza le corna a nome del Dio Saturno, come emblema dell’album di questa song. E per finire un tuffo nel passato con un medley trittico, quasi un tributo ai migliori Katatonia dei tempi di Brave Murder Day, con Disheartenment,Alone e steel my Corpse( rispettivamente tratte da songs to leave del 2002 e love’s burial ground del 2004), brividi ed energia lungo la schiena il solos che incede nei brani, un fulmine nel cielo del nord che illumina il paesaggio,come di conseguenza le parti acustiche veramente pregevoli, questo è quando intendo che la musica oltre ad essere ascoltata và anche sentita a seconda dell’animo di ogni individuo. 

Si chiude lo show con un interminabile applauso e con il pubblico entusiasta che chiede altri brani, ma non c’è tempo, spero di rivederli con più tempo ed in un evento accompagnati da grossi nomi anche della scena internazionale, questi ragazzi se lo meritano. Con una parola emozionali. 

Report a cura di Fabio Berserk 

 

Setlist: 

01.Negative Megalomania

02.Deprived

03.We owe you nothing

04.I Wanna be your dog(cover the Stooges)

05.Hurt yourself and the.....

06.Rejected existence(Medley)-Disheartenment

07.Alone

08.Steal my corpse 

-Membri del gruppo- 

Ferdinando "Herr Morbid" Marchisio - guitars, vocals

Alessandro "Algol" Comerio - bass

Kyoo Nam "Asher" Rossi – drums

Gabriel “Wudang” Minuta -Guitar-

 

 

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