Thundermother

                                                                                                           Thundermother

                                                                                                           Despotz Records

                                                                                                           www.thundermother.com

 

 

Ecco di nuovo in pista il combo svedese tutto al femminile del rock’n’roll più classico. Non mi piace molto quando una band prende le distanze dal proprio passato intitolando un nuovo disco con il proprio moniker, ma la chitarrista Filippa, unico membro rimasto della formazione originale, ha voluto in codesto modo sottolineare la nuova situazione, quella in cui tutti gli altri componenti sono cambiati (cantante; bassista e batterista) .

L’album parte subito male con “Revival”, unico pezzo inutile del disco: linea vocale debole, arrangiamento senza verve e songwriting semplicistico. Assolutamente netto errore metterlo all’inizio quando tutti gli altri sono più adatti a fare da apripista. E infatti poi, dopo questo passo falso, dalla seconda traccia si gode soltanto. Tra i pezzi migliori possiamo mettere la dinamica “WHATEVER” e l’Ac/Dcsiana “THE ORIGINAL SIN”. Ma sopra a tutte stanno “RAGING ON MAINSTREAM” dal ritmo Girslchool e la più esaltante “QUITTER”. Adatte entrambe a far scatenare il pubblico al vivo.

Azzeccata la ballata “Fire in the Rain”, visto che non annoia anche se cantata avvicinandosi al Pop; ci pensa l’arrangiamento a farla rimanere rock. Voce più calda e intrigante dell’altra singer è la nuova, con una somiglianza ad Anastacia, cantante americana soul-rock-pop; lo si sente chiaramente in “Hanging at my Door” che si fa notare anche per l’impronta riffica nello stile evocativo dei Thin Lizzy. E abbiamo anche un inno in “”We fight for Rock’n’Roll”, non durissimo, ma da cantare in coro tutti insieme sotto il palco.  Un po’ di Kiss in “Children on the Rampage” e viene infilato un po’ di blues nella finale “Wont Back Down” dall’andamento middle-time.

Si vede con chiarezza che c’è stata la ricerca dei giusti riff e delle non troppo scontate melodie, riuscendo nell’intento; ciò rende valido questo lavoro. Difetti? Bè, per alcuni potrebbe non essere un difetto l’essere molto stringati, dove soltanto un pezzo raggiunge i 4 minuti sfiorando addirittura i cinque (Follow Your Heart” 4’54”), ma dove ben 5 stanno sotto i tre minuti, dove la più breve è di 2’43”(Raging on Mainstream”). Strofa-ritornello, strofa-ritornello e assoli di poche battute (ma fortuna che ci stanno). Niente ponti, niente variazioni sul tema, niente inserti, niente sottolineature ritmiche, niente crescendo  o enfatizzazioni particolari. Quattro quarti e via, a mò di rock’n’roll anni ’50, anche se non è lo stile degli anni ’50.

La band rimane minore perché non ha voluto dare una maggiore dignità al proprio schema compositivo, quando un arricchimentto relativo non sarebbe stato difficile. Si percepisce anche una leggera freddezza in un arrangiamento troppo asciutto che ne limita la trasmissione passionale all’ascoltatore. Se trattasi di scelta stilistica consapevole o di mancanza di capacità e ispirazione non sappiamo, ma alla fine il lavoro funziona e mantiene una soddisfacente carica rock dall’inizio, pardon, dalla seconda traccia, alla fine. In questo terzo album la grinta c’è, anche se traspare una minore durezza rispetto al passato. Per il fruitore il divertimento è assicurato. 

Roberto Sky Latini 

01.Revival
02.Whatever
03.Survival Song
04.Racing On Mainstreet
05.Fire In The Rain
06.Hanging At My Door
07.Rip Your Heart Out
08.The Original Sin
09.Quitter
10.We Fight For Rock ‘n Roll
11.Follow Your Heart
12.Children On The Rampage
13.Won’t Back Down

 

Guernica Mancini – vocals

Filippa Nassil – guitars

Sara Pettersson – bass

Emlee Johansson - drums

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