Paola Pellegrini

                                                                                                     Lexrock (Lady to rock)

                                                                                                     Red cat production

                                                                                                     www.lexrock.it  

 

 

Inizio questa recensione con una affermazione abbastanza dura: sono rimasto abbastanza deluso nel sentire il disco di Paola Pellegrini, non perché sia brutto per carità.“Lexrock”, questo è il titolo del lavoro, si fa ascoltare ben volentieri merito della buona produzione di cui gode. Tutto è stato curato in modo maniacale ed i suoni risultano alla fine potenti ed escono fuori nel modo giusto. Le canzoni che la stessa Paola ha composto hanno una struttura semplice (forse troppo), ma hanno una similitudine con certo punkettino commerciale (chi ha detto Finley?) e che hanno il compito di fare esaltare chi li ascolta.Allora qual è il problema? Il fatto è che alla fine dell’ascolto si rimane quasi con un pugno mosche in mano: il disco rivolgendosi ad un target adolescenziale divide l’eventuale audience essendo un prodotto forse realizzato proprio per questo.

Alla fine tutto questo gran lavoro di produzione (il disco suona BENE, come ho già detto), vanifica le aspettative di chi magari, attratto anche dalla bella presenza e dalla posa in copertina, rimane poi deluso per aver ascoltato un disco senza pretese e senza fronzoli. Voglio dire che si rimane un pochino perplessi per aver ascoltato qualcosa di diverso da quello che ci si aspettava.

Di cose positive in questo lavoro ce ne sono: la produzione ben curata da Giuseppe Scarpato già chitarrista con Edoardo Bennato; insieme a Paolo Baglioni: batterista di Piero Pelù e Bandanardot.Le canzoni del disco sono state suonate tutte da gente che già ha avuto a che fare con un certo modo di fare rock. Infatti al basso troviamo Franco Licausi, già con Litfiba. Poi Simone Morettini: batterista con la folk metal band  Elvenking .Ecco diciamo che se Lexrock fosse stato orientato con influenze folk metal personalmente lo avrei apprezzato di più.

Alcune canzoni poi non sono tutte da buttare ad esempio l’opener è davvero potente con quei chitarroni che ti spaccano i timpani come anche “Cut The Chains” con il basso e la batteria che danno il via alle danze. Infine l’unica canzone in italiano “Avuta mai”, che sicuramente non mancherà di godere di un ottimo “airplay”.In conclusione, come già detto, il disco non è brutto tout court. Purtroppo quando mi imbatto con gruppi ed artisti punk mi viene naturale storcere il naso ma sicuramente guardando al mercato internazionale a cui Lexrock volge lo sguardo potrebbe dare del filo da torcere a gente come Avril Lavigne ed affini. 

Stefano Bonelli

     

01.No half way

02.Lovely man

03.Avuta mai

04.Cut the chains

05.Endless begin

06. Wild Shot

07.Making love forever

08.What I like

09. You better Believe

10. All my love gone

 

Paola Pellegrini – vocals and guitar

Franco Licausi - bass

Simone Morettini - drums

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