Dark Tranquillity live at Largo Venue Rome

-The Triumph Of Darkness- 

“Il buio è l'assenza di luce o la mancanza di abbastanza luce che possa far si al nostro occhio di vedere. Solitamente non esiste il buio assoluto tranne che nei buchi neri dove la loro densità è talmente elevata da assorbire anche la luce.Nel buio nasce il fascino, l'amore, la curiosità, il gioco... è una situazione dove non si può tenere tutto sotto controllo perché il mistero del buio è in grado di farci volare dove non si vede più nulla, solo ciò che si ha in mente.”

Dopo questa intro veniamo a noi, ennesimo colpo di scena nell’ambito della musica di qualità a Roma ,un plauso và in particolare all’accoppiata organizzativa No sun (direzione Traffic Live)/ Largo Venue che è stata capace di portare nella capitale una delle band di punta del panorama swedish melodic death, fautori e padri fondatori del Gothenburg Sound, in uno dei locali che stà surclassando in maniera esponenziale la concorrenza. 

-Miracle Flair-

Prima band a calcare il palco, sono i Svizzeri Miracle Flair.Sinceramente è la prima volta che li vedo dal vivo, anche se sono prresenti dalle scene dal 2008 con due soli album pubblicati, Inner Peace of Mind(autoprodotto) e Angels Cast Shadows. Il loro sound è molto pulito e musicalmente mostrano una maturità artistica già di gran rilievo, grazie soprattutto all’interpretazione della cantante Nicole Hartmann. Purtroppo a malincuore devo dire che la proposta è veramente troppo easy e secondo me poco adatta per lo show della serata, era meglio se avessero fatto  da spalla a band come Nightwish, Leave’s eye o Epica, sicuramente più appropriati.

Nota positiva, in certi frangenti la cantante ricorda per sound vocale la compianta Dolores O’Riordan leader dei The Cranberries. Le tracce proposte sono orecchiabili ma veramente niente di più, non male ma lontano dai canoni della serata, diciamo che sono stati un buon principio per questo evento di successo ma niente di più.

 

01.       Still Remaining Part

02.       The Whole

03.       Challenge My faith

04.       Embracing The End

05.       Angel Cast Shadows

06.       Worth the Fight

07.       The Unfulfilled

 

Nicole Hartmann - vocals

Daniel Maurizi - guitars

Cédric Bron - drums

Jonas Lüscher - bass

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-Black Therapy- 

Maggiore passo in avanti si ha con la seconda band a salire sul palco , i nostrani Black Therapy, che dimostrano come nelle precedenti due volte a cui ho assisitito ad un loro show, di essere una garanzia nel settore, con un personale sound che sembra estero. Le sei tracce proposte sono sei proiettili d’argento, che squarciano demoni a frotte per le orecchie degli ascoltatori, incisivi e granitici come nelle precedenti performance, ma soprattutto in crescita esponenziale per quanto riguarda i loro show e meritano questo loro accostamento con i Dark Tranquillity in tour, per la loro dovizia tecnica, anche la gente presente nel locale se n’è accorta, partendo in un pogo tipo bolgia infernale nella parte adiacente al palco, presa di personalità anche quella del singer Giuseppe di Giorgio, che mi ha ricordato nell’interpretazione e nella vocalità Anders Friden periodo d’oro Colony/Clayman degli In Flames.

Le due asce Andrea e Davide sempre sugli scudi, per non parlare del batterista a mò di storming e del pulsante basso. Unico appunto che posso fare è la poca varietà nella scaletta, forse doveva essere pescato di più dal loro capolavoro “In the embrace of sorrow, i smile” ma può darsi ci sia stato poco tempo. Comunque la band si dimostra nuovamente all’altezza della situazione, noi possiamo essere soprattutto contenti in quanto c’è qualità nella scena Romana e loro lo testimoniano in ogni loro show. I miei più sinceri complimenti boys!!!!!!!!

 

01.       Intro

02.       In the Embrace of Sorrow

03.       The final outcome

04.       Stabbed

05.       Voices in my head

06.       She, The Weapon

07.       Mad World

 

Giuseppe Di Giorgio- Vocals

Lorenzo Carlini- Bass Guitar

Andrea Mataloni- Guitar

Davide Celletti - Guitar

Luca Marini- Drums 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-Equilibrium- 

Ora è il turno della terza band i Germanici Equilibrium. Il loro sound un misto tra Crematory, Children Of Bodom , Dragonforce e Bal-Sagoth. La gente presente salta e si agita incessantemente sulle note di questa band, molto preparati tecnicamente e scenicamente attivi dal 2003 discograficamente, ma un pò pacchiani ed adolescenziali sotto il profilo sonoro. Quello che voglio far capire con le  mie parole è che il loro dovere di band lo hanno fatto intrattenendo il pubblico, ma rispetto agli headliner sapevano di già sentito soprattutto per uno come me che mastica questo genere dal 2001.

Oltre tutto c’è stata una scelta sbagliata di scaletta, puntando quasi esclusivamente sui brani dell’ultimo album Armagedda, ed in alcuni frangenti ll suono della tastiera risultava molto pesante da digerire. Infatti è in brani come Blut im auge, Unbesiegt e Dammerung tratte dal secondo album Sagas, che si respirano le vere atmosfere pagan vichinge, in una veste attuale questi brani hanno avuto decisamente una resa più potente ed incisiva ,mentre tralascio Apokalypse e Born to be epic......non commento poi lo pseudo reggae delle tastiere soprattutto dell’ultima song citata, veramente male amalgamato con il sound della band. Salvo dall’ultimo album la conclusiva e profetica Final Destination dove il singer a mò di profeta e guerriero invincibile, esorta il pubblico a scontrarsi in un head-banging guerresco.In conclusione buona la prova ma niente di più all’improvviso rapito dal loro suono o forse catartizzato, avevo pensato che stesse per spuntare un drago di dungeon and dragon’s, ma così non è stato.

 

01.       Prey

02.       Heimat

03.       Waldshrein

04.       Werbrannte Erde

05.       Blut im Auge

06.       Dammerung

07.       Unbesiegt

08.       Apokalypse

09.       encore

10.       Born to be Epic

11.       Final Destination

 

Robert "Robse" Dahn - vocals

René Berthiaume − guitar

Dom R. Crey - guitar

Tuval "Hati" Refaeli - drums

Marcus "Makki" Solvalt - bass

 

 

 

 

 

 

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Dark Tranquillity- 

C’è un momento per tutto, prima dell’imprescindibile bellezza di questo finaale di serata il silenzio, fumi , oscurità ed appaiono i Dark Tranquillity, un mito una leggenda attivi discograficamente dal 1991, i padri fondatori del Gothenburg Sound mostrano al pubblico Atoma, ultimo loro gioiello dove la swedish melodic death band manifesta veramente che passione , musica, perizia tecnica e bravura sono un tutt’uno. Diciannove le tracce proposte che ripercorrono completamente la loro carriera discografica, da projector del 1999 in su, purtroppo tralasciando brani da Skydancer, The gallery e Mind’s I per non parlare del loro leggendario demo Yesterworld’s (peccato).

Abbiamo avuto però un Mikael Stanne insuperabile ed iper carismatico, trascinatore della folla a tal punto da scenderci in mezzo per cantare con il pubblico, un’enorme schermo dietro le loro spalle dove sono stati trasmessi i video clip dell’epoca e le immagini degli album della band, (molto indovinata come scelta) e persone che erano diventate come bestie indomabili sotto l’influsso del sound della band. Per quanto riguarda I brani proposti dovrei metterci mezza giornata a citarli tutti e sintetizzo che la scaletta è stata perfetta, mettendo in risalto un’alternanza mista di brani molto competitiva, ma soprattutto la scelta fatta dei migliori pezzi presi da Fiction del 2007 una delle perle album create dalla band (The Mundane and the magic, Icipher,Terminus”Where Death is most Alive”,Inside the particle storm,Misery’s Crown) ragazzi un’emozione unica sotto i riff di Sundin e Reinoldz, le incursioni sonore delle tastiere di Martin Brandstorm (queste sono keyboard di classe altro che Equilibrium) e le ritmiche d’Iwers e Iwarp.

Stanne dimostra oltre al growl che anche nelle parti pulite è pregevole come nella power semi ballad Forward Momentum ed in Therein, dove il paragone con David Gahan è palese ma che voce Mikael veramente grande. Chiude la serata con l’encore del trittico State of Trust, Lost To Apathy,Misery’s Crown fra gli scrosci le urla e gli applausi strameritati per questi artisti, grazie organizzatori per averci dato una serata di così buona musica.

The winner is Dark Tranquillity

Fabio Berserk

 

01.       Encircled

02.       Monochromatic Stains

03.       Clearing Skies

04.       The treason wall

05.       The science of noise

06.       Forward Momentum

07.       The Mundane and the Magic

08.       Final Resistance

09.       Atoma

10.       Force of Hand

11.       Icipher

12.       Terminus(where death is most alive)

13.       Inside the particle storm

14.       The wonders at your feet

15.       When the world scream

16.       Therein

Encore

01.       State of Trust

02.       Lost To Apathy

03.       Misery’s Crown

 

Mikael Stanne - vocals

Niklas Sundin − guitar

Martin Brandstrom - keyboards

Anders Jvarp - drums

Anders Iwers – bass

Johan Reinholdz- guitar

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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