Michael Schenker Fest

                                                                                                        Resurrection

                                                                                                        Nuclear Blast

                                                                                                        www.michaelschenkerfest.com

 

 

Michael Schenker in questa opera non mette virtuosismo introducendo invece molta atmosfera. I suoi assoli sono tecnici ma non preponderanti nella trama compositiva. Anche quando non sono lunghi sono però efficaci e ben studiati, mai lasciati al caso. Per chi fosse un ragazzo ai primi ascolti, ricordo che questo maestro delle sei corde ha militato in Scorpions e Ufo (è il fratello di Rudolph).Il primo pezzo ”HEART AND SOUL” è assolutamente un capolavoro, originale e bello tirato, forse l’unico pezzo davvero da considerare in toto più moderno, del resto c’è anche Kirk Hammet dei Metallica alla chitarra.

La pesantezza dell’arrangiamento di “THE GIRL WITH THE STARS IN HER EYES” si contrappone alla parte del ritornello piuttosto commerciale, ma l’insieme funziona bene. La suggestiva “WARRIOR” invece imbocca la strada classica del tempo medio tanto caro all’Hard più melodico in cui potremmo inserire esempi come Rainbow e Gary Moore; iniziando con una leggerezza vocale malinconica da cantastorie, poi diventa più epica proseguendo la sua opera descrittiva. La velocità di “TIME KNOWS WHEN IT’S TIME” è tutta anni settanta e il carattere piuttosto leggero del ritornello porta il pezzo vicino all’AoR, di quello energico visto il 4/4 tirato. “ANCHORS AWAY” ricorda meglio degli altri episodi il vecchio Michael Schenker Group ed è bello per questo e per il suo tasso evocativo.

Molto intrigante il giro chitarristico di “Everest” sebbene non grande la melodia. Quasi nello stile ZZ Top la cadenzata “Messin’Around” che però utilizza una maggiore modernità nei suoni. Nel full-lenght c’è personalità sebbene una certa canonicità affiori spesso in pezzi del tipo “Take me to the Church”; “Night Moods” e “Livin’ a Life worth livin’”; siccome però si evince la classe, l’ascolto risulta sempre ficcante. In effetti anche i pezzi minori posseggono un certo fascino e non hanno mai il ruolo di riempitivi.Non viene lesinata la velocità ma sempre si preferisce la melodia al cantato urlato.

E però la dinamicità è ben istillata in una vena tipicamente Hard Rock; Hard Rock con alcune sferzate metal che giocano a indurire un po’ lo stile abbastanza datato. Datato ma ben prodotto e con la verve accattivante che rende gustoso tutto l’album. Sono soprattutto i singer ospitati a donare quelle arie tipiche a cavallo fra gli anni settanta e ottanta. Tutti cantanti già collaboratori in passato col mitico chitarrista e quindi mitici anch’essi; tutti insieme si ritrovano su due pezzi: “Warrior” e “The Last Supper”.

Gli assoli sono quelli rock che alla base hanno il calore Blues e non la freddezza di certi tecnicismi d’attualità. In effetti l’età di Michael traspare nettamente nel modo di concepire questo album. Il guitar hero non cerca in nessun modo di strizzare l’occhio ai giovani metallari, resta ancorato ad un passato glorioso che in fondo contiene ancora tutta l’essenza del rock verace, compresi i momenti di facile orecchiabilità. L’insieme è significativamente avvolgente, fornito com’è di un pizzico di ruffianeria, da pensare qui in termini positivi. Non è il miglior lavoro di Michael ma è un lavoro di un musicista in salute che ci consegna belle canzoni le quali rimarranno valide nel tempo.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Heart and Soul (feat. Robin McAuley & Kirk Hammett)

02.  Warrior (feat. Gary Barden, Graham Bonnet, Robin McAuley & Doogie White)

03.  take Me to church (feat. Doogie White)

04.  Night Moods (feat. Graham Bonnet)

05.  The Girl with the Stars in Her Eyes (feat. Doogie White)

06.  Everest (feat. Graham Bonnet)

07.  Messin’ Around (feat. Gary Barden)

08.  Time knows when it’s Time (feat. Robin McAuley)

09.  Anchors away (feat. Doogie White)

10.  Salvation

11.  Livin’ a Life worth Livin’ (feat. Gary Barden)

12.  The Last Supper (feat. Gary Barden, Graham Bonnet, Robin McAuley & Doogie White)

 

Michael Schenker – guitar

Robin McAuley – vocals

Gary Barden – vocals

Graham Bonnet – vocals

Doogie White – vocals

Steve Mann – guitar & keyboards

Chris Glen – bass

Ted McKenna – drums

Kirk Hammett – guitar

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