Alberto Rigoni

                                                                                                                      Evorevolution

                                                                                                                      Autoprodotto

                                                                                                                     www.albertorigoni.net

 

 

 

Oggi abbiamo a che fare di nuovo con un musicista che dopo le sue varie esperienze accumulate nei vari anni della sua attività, in cui ha mostrato la sua versatilità proponendo di volta in volta progetti sempre diversi (ricordiamo che è il co produttore del Vivaldi metal project con Mistheria e che è protagonista anche di altri progetti), anche questo ultimo non fa certo specie perché il progetto che  ci propone oggi è un disco completamente strumentale nel quale ha coinvolto un musicista  eccezionale come il batterista Marco Minneman anche lui coinvolto in collaborazioni con altre band e chitarristi famosi come Paul Gilbert.

Credetemi quando dico che non è mai facile avere a che fare con dischi del genere: uno perché essendo realizzati con solo due strumenti non è facile ascoltarli e secondo perché un disco del genere si rivolge ad un mercato fatto di “addetti ai lavori” e quindi a palati avvezzi a queste sonorità.Evorevolution è un disco certamente interessante ed intrigante da ascoltare perché raggruppa al suo interno diversi generi musicali che vanno dal Prog all’Ambient; il tutto diviso nei 6 movimenti che fanno parte della lunga suite dalla mostruosa durata di circa 30 minuti.

In pratica il disco si divide essenzialmente in due tracce: una la citata “Evolution” e l’altra intitolata “Back To life” dalla durata normale la cui lunghezza si attesta sui cinque minuti.Non credo che in Italia sia mai stato pubblicato un disco del genere e probabilmente è proprio per questo che il “nostro” Alberto ci dice che il suo intento era quello di creare qualcosa di unico; e forse, dico: “forse”, ci è riuscito.Certo a livello internazionale esperimenti simili sono stati realizzati ed un esempio recente lo abbiamo con gli Icon progetto a due messo in piedi dal compianto John Wetton insieme a Geoffrey Downs(Asia), per riproporre le loro canzoni famose in versione acustica. Ma ricordiamo anche altri progetti come quello di Bill Bruford e Patrick Moratz che pubblicarono nel lontanissimo 1983/85 dischi come “Music for piano and drums” e  “Flags”.

Un'altra cosa importante da dire è che in questo periodo di cui abbiamo citato solo un paio di esempi, il basso elettrico, anche attraverso musicisti del calibro di Stanley Clark e Jaco Pastorius, viene finalmente visto come strumento primario nella scena musicale jazz/fusion, lasciando il suo specifico ruolo di strumento solo di accompagnamento armonico/ritmico.

Tornando a noi: Evo.. è stato prodotto dallo stesso Alberto Rigoni, personalmente ritengo che avrebbe potuto farlo molto meglio, in quanto la musica nei momenti più “carichi” perde un pochino di potenza e la batteria risulta in secondo piano (non so quanto volutamente), rispetto al basso al quale nei vari movimenti Alberto ha dato vita alle diverse sonorità a seconda delle esigenze del momento.In conclusione un disco che merita la nostra e vostra attenzione anche per l’impegno profuso nella varietà della realizzazione ma anche perché al suo interno troverete pane per i vostri denti. Lo dico sia ai colleghi scribacchini che ai fruitori dal gusto avvezzo ad ogni tipo di esperienza musicale ovviamente.

 

Stefano Bonelli        

 

01. EvoRevolution (32:40)

-Evolution - 5:06

-Revolution - 4:29

-Illusion - 4:18

-Desolation - 4:43

-Destruction - 3:42

-Involution - 10:22

02. Back to Life (5:00)

 

Alberto Rigoni - all basses and samples

Marco Minneman - drums

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