Gonoreas

                                                                                           Minotaur

                                                                                           Art Gates Records

                                                                                          www.facebook.com/Gonoreas

 

 

 

IL 3 febbraio 2018 il quartetto  Svedese Gonoreas porta alla luce il loro sesto album “Minotaur”, edito da Art Gates Records.  Questa band, fondata nel 1994, porta alta la bandiera  del metal.  L’album “Minotaur” si compone di 10 brani che presentano tutte le caratteristiche dell’heavy/thrash metal più brutale. Il disco si apre con un intro di 1’:35” “bloodstones” molto calmo e rilassante, etnico direi suonato col flauto. Subito l’atmosfera s’indurisce  con la track n.2 “ seeds of a new future”, che presenta chitarroni e batteria travolgenti, in un riff impetuoso  ed ossessivo, la voce è possente ed imperiosa, cantato in tonalità molto alta, il basso è cavalcante ed incisivo.

Questo brano ricorda in parte, più che altro per lo stile e le sonorità, “trooper” degli iron maiden. Un sound oscuro configura il brano n.3 “ puzzle”, che si caratterizza per una chitarra infuocata, la batteria tonante, un basso potente e la voce stupefacente e cangiante. Uno dei miei brani preferiti è “Eris” (track n.4), che presenta un ritmo ossessivo, un sound accattivante , i riff di chitarra impetuosi ed un drumming  feroce, inoltre presenta una ritmica travolgente e bruta. Al 3’:01” assistiamo ad un assolo di chitarra cangiante e dirompente. Abbiamo un piccolo momento di cantato growl alternato al cantato pulito in perfetta sintonia, al 3’:37” e la voce “wow”. Brano che presenta i caratteri del più aspro heavy/thrash metal è la track n.5 “ price of eternity” che presenta  dei chitarroni ossessivi, un drumming feroce ed una voce che riesce a cogliere un sacco di sfumature dagli scream più acuti ad un cantato pulito più profondo.

Siamo giunti così alla metà dell’album con la track n.6 “fragments”, un’altra delle mie preferite dove  batteria, chitarra e basso si scatenano in un riff ossessivo e graffiante, irrompente e potente il cantato che si colora di scream e growl “wow”. La canzone che amo di più di quest’album è certamente la track n.7 “ behind the wall” che presenta un inizio dolce con chitarra pizzicata, la voce profonda e sensuale  contornata da dei back vocals stupendi  e rappresenta un momento di calma e quiete in mezzo ad un contesto brutale e duro tipico del metal. Si ritorna  alla spietatezza metallara  del Minotauro con la titletrack n.8 “ Minotaur”, che ritrae alla perfezione la copertina dell’album, troviamo infatti  una batteria ossessiva e degli scream potenti fatti ad arte.

Un momento tutto  strumentale  lo troviamo con la track n. 9 “ trascendence” che è di una dolcezza infinita e con  bellezza ci accompagna verso la fine dell’album. Di nuovo troviamo una potenza devastante  con l’ultima track la n. 10 “ the lead masks of Vintem hill” che col suo sound  possente ed ossessivo , ritrae perfettamente l’efferatezza e la crudeltàa cui si riferisce il titolo, che fa riferimento agli omicidi che stanno dietro il mistero delle maschere di piombo (lead masks). È stupefacente la perfezione di alternanza scream/growl e cantato pulito che creano un connubio perfetto che fa da atmosfera macabra  al tema del brano.  Per cocludere posso dire che questo è un ottimo lavoro  ed espressione del metal.

DALYLAROCK

La musica può nominare l’innominabile e comunicare l’inconoscibile.

(Leonard Bernstein)

 

 

01.  Bloodstones

02.  Seeds of a New Future

03.  Puzzle

04.  Eris

05.  Price of Eternity

06.  Fragments

07.  Behind the Wall

08.  Minotaur

09.  Transcendence

10.  The Lead Masks of Vintem Hill

 

Leandro Pacheco - vocals

Damir Eskic - lead/solo guitars

Pat Rafaniello - bass guitar

Stefan Hösli - drums

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