Loudness

                                                                                                                   Rise to Glory

                                                                                                                   EarMusic

                                                                                                                   www.loudnessjp.com

 

 

I giapponesi metal più conosciuti in occidente sono i Loudness, e ormai risultano una garanzia. Appaiono una milizia Heavy di tutto rispetto, che si è abbeverata inizialmente alla tradizione Power anglo/americana ma che successivamente ha influito sulla stessa diventando storia mondiale del rock duro internazionale. A differenza dei loro conterranei  X Japan, che pur grandi artisticamente non sono riusciti a fare altrettanto nel mondo, i Loudness possono essere considerati all’apice Hard and Heavy del Sol Levante.

Il nuovo album è adrenalina, è classe, è virtuosismo; arriva dopo 4 anni dal precedente “The Sun will rise again” confermando come allora la loro ottima salute. Ci fu un periodo, quello post-grunge, che videro i Loudness annaspare alla ricerca di una identità che avesse un minimo di valore, ma solo tornando al sano metal classico ebbero la forza di risorgere, e forse quel periodo negativo lo sentono ancora bruciare sulla pelle, visto che continuano ad usare titoli come quello attuale, pur essendo usciti da un bel pezzo dalla crisi.

Tutti i brani hanno consistenza valoriale. Il primo “SOUL ON FIRE” è una partenza elettrica, davvero eccitante. Più dura la Speed “I’M STILL ALIVE”, che però termina in modo poco comprensibile, usando un rallentamento che poteva essere un ponte centrale ma non il finale, che così posto, rovina la composizione. Curiosità di tale brano è che assomiglia un po’ alla cadenza melodica che la coppia comica “Fichi D’India” usava per il loro sketch “Tichi Tic”. “GO FOR BROKE” ingrana la marcia con un riff tipico che più tipico non si può, davvero poco originale, ma la song è invece in grado di farsi personale ed intrigante, grazie ad una delle variazioni melodiche più azzeccate dell’album. Tempi veloci, tempi cadenzati, tempi medi rallentati, non c’è staticità nella dinamica dei pezzi. Non mancano nè durezza né morbidezza. Quasi Thrash, per esempio, la rutilante “MASSIVE TORNADO” a testimoniare che non c’è alcuna resa a mode o a trend.

Veramente rotonda e accattivante la title-track “RISE TO GLORY” che fa risentire i Loudenss degli anni ottanta come se l’era dorata non fosse passata. Stessa cosa si può dire per la successiva traccia “WHY AND FOR WHOM” il cui riff è perfettamente ottantiano, aggiungendo un po’ di epicità nella linea vocale. Pure la ballata, condita di riff doom, fa la sua bella presenza, e qui il cantante, a dispetto della sua voce roca, riesce a donare anche una sofficità funzionalmente valida.

I Loudness esordirono nel 1981 e fanno parte del bagaglio culturale metal dei gruppi migliori, non di quelli minori, e come tanti altri vecchi continuano a rimanere nell’ambito della qualità. La voce di Nihiara è sempre ambivalente, nel contendere della critica se sia all’altezza o no, ma pur non avendo un timbro eccezionale lui è comunque bravissimo a far fluire le linee melodiche, linee melodiche tra l’altro in questa opera mai banali. La chitarra rimane, come in passato, in grado di elevare ogni composizione grazie ad un guitar hero come Takasaki che non vuole uscire dalla tradizione ma che sa suonare con personalità riconoscibile. Insomma, “Rise to Glory” è un album al 100% classico ma che sembra di non aver mai sentito. Bravi! Così si fa! 

Roberto Sky Latini

 

01.  8118

02.  Soul on Fire

03.  I’m still Alive

04.  Go for Broke

05.  Until see the Light

06.  The Voice

07.  Massive Tornado

08.  Kama Sutra

09.  Rise to Glory

10.  Why and for Whom

11.  No Limits

12.  Rain

13.  Let’s all Rock

 

Minoru Niihara - vocals

Akira Takasaki - guitars

Masayoshi Yamashita - bass

Masayuki Suzuki - drums

 

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