Stormlord

                                                                          Hesperia

                                                                          Trollzorn Records

                                                                          www.stormlord.net

 

 

 

Realizzare un concept sulle radici della propria città nonché capitale del nostro Paese; mettere in musica e dare voce, letteralmente, ad una delle leggende epiche più antiche e famose in tutto il mondo: i capitolini Stormlord insomma hanno deciso di puntare in alto con il nuovo “Hesperia”, realizzando il primo lavoro concettuale della loro carriera ed aumentando ulteriormente il livello del già ottimo “Mare Nostrum”, precedente uscita discografica risalente ormai a 5 anni fa.

Per narrare le vicende di Enea e della nascita dell’Urbe per antonomasia, i Nostri hanno scelto un impianto musicale estremamente complesso e stratificato, certamente più evoluto degli esordi black metal sinfonici risalenti ormai a venti anni fa, e persino delle releases più recenti del combo romano.

Non solo sporadici inserti tastieristici e qualche campionamento qua e là lungo la tracklist, ma un vero e proprio arrangiamento complementare ai tradizionali strumenti “rock” è stato allestito per questo album, per un risultato certamente pesante e di non facile assimilazione, ma allo stesso tempo molto evocativo e dal taglio palesemente cinematografico.

Basta ascoltare l’incipit e lo sviluppo della prima “Aeneas” per comprendere al meglio i grandi passi in avanti realizzati da Borchi e compagni negli arrangiamenti delle soluzioni sinfoniche, oggi davvero capaci di riportare alla mente i tempi e le vicende dell’eroe latino, per un risultato che non sarebbe sfigurato nemmeno per alcune parti cinematografiche di grandi kolossal del cinema americano!

Dopo un pezzo di tale portata, gli Stormlord sono abili nel non appesantire troppo il carico, scegliendo come seguito “Motherland”, una traccia certamente più diretta ed aggressiva della precedente, nonostante anche in questo caso i sapienti fraseggi chitarristici di Angelini e Caprino non facciano scemare l’epos magniloquente veicolato dai testi del cantante, peraltro veramente bravo nel cantare utilizzando non solo la lingua latina, ma anche l’antica metrica poetica utilizzata in tempi antichi da aedi e narratori per descrivere le gesta e le imprese dei grandi eroi delle loro saghe.

I primi brani presentano quindi un’oculata alternanza tra parti più eteree ed epiche ad altre prettamente legate al mondo metal, mostrando una dinamica che sarà rintracciabile lungo tutta la scaletta di “Hesperia”: “Bearer Of Fate”, ispirata dalla tormentata storia d’amore tra Enea e la regina cartaginese Didone, mantiene ancora alta la tensione, mentre la titletrack “Hesperia”, con il suo suggestivo cantato in italiano, riporta l’ascoltatore ad atmosfere e sensazioni ancorate nel passato remoto della nostra penisola, nonostante delle curiose parti elettroniche facciano capolino ogni tanto aggiungendo varietà ed un pizzico di imprevedibilità alla composizione.

Con “Onward To Roma” ci spingiamo probabilmente sui territori più estremi del platter, nonostante sia giusto precisare che di black metal, in questo album, non ci sia assolutamente traccia, così come delle originarie radici death che caratterizzavano i primi lavori del gruppo: in numerose occasioni l’operato degli Stormlord può ricordare quanto fatto recentemente dai conterranei Fleshgod Apocalypse, altra realtà molto affermata capace di fondere con successo musica “classica” a partiture extreme metal.

La somiglianza tra le due bands però si limita solamente a questa ardita unione, visto che poi “Hesperia” si rivela certamente meno pesante ed ostinato, più “aperto” rispetto a quanto sentito recentemente in “Labyrinth”.

Un particolare merito inoltre va a David Folchitto dietro alle pelli, dotato di un gusto sopraffino e di una grande tecnica strumentale, forse l’unico membro del gruppo autore di una prova legata al mondo del metal più puro ed estremo.

In ogni caso, i 45 minuti dell’album scorrono via con grande fluidità, e dopo un malinconico intro di piano e la successiva “My Lost Empire”, brano dal riffing thrash metal allo stesso tempo potente ed evocativo, si arriva alla conclusiva “Those Among The Pyre”, brano di oltre nove minuti che presenta però una cura nei dettagli davvero ammirevole.

Cercando e riuscendo a non annoiare l’ascoltatore, il brano ha uno sviluppo crescente molto poderoso, che partendo da antichi strumenti a corda latini, vede entrare gradualmente archi, orchestrazioni, chitarre, percussioni e via dicendo, fino all’ingresso in scena di Borchi, che così come in tutto “Hesperia” è autore in questo caso di una prova tecnica ed interpretativa molto buona, capace di spaziare da growling vocals a screams senza disdegnare passaggi in voce pulita notevoli e variegati.

In definitiva, gli Stormlord hanno sicuramente superato ogni aspettativa con il nuovo album, consolidando quanto già dimostrato in “Mare Nostrum”, ovvero uno stile di metal ormai superiore ai lavori precedenti, slegato dalle velleità black metal del passato e proiettato verso uno stile pomposo e magniloquente, ma non per questo pacchiano o fuori luogo. Gli amanti del sinfonico stravedranno per “Hesperia”, ma anche ascoltatori in genere non avvezzi a questi frangenti potranno trovare stimoli interessanti in un album ben scritto ed ottimamente rifinito, “sobrio” rispetto agli standard del settore e curato con grande competenza e professionalità dai suoi realizzatori.

 

Edoardo De Nardi

 

01.  Aeneas

02.  Motherland

03.  Bearer Of Fate

04.  Hesperia

05.  Onward To Roma

06.  Sic Volvere Parcas

07.  My Lost Empire

08.  Those Among The Pyres

 

 

Cristiano Borchi- vocals

Gianpaolo Caprino- guitars, clean vocals

Andrea Angelini- guitars

Francesco Bucci- bass

David Folchitto- drums

Riccardo Studer- keyboards

 

 

  

  

 

 

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