Sense Of Fear 

                                                                                                              As  the Ages passing by

                                                                                                              Rockshots Records

                                                                                                              www.senseoffearband.info

 

 

E’ nato un altro gruppo minore, cioè una di quelle realtà, che pur con una certa capacità, non raggiunge livelli tali da entrare nel gruppo dei significativi. Si tratta dei ellenici Sense Of Fear, che pure posseggono delle qualità interessanti. Heavy Metal dalle sonorità piuttosto scure che è un ibrido tra divagazioni IronMaideniane e atmosfere alla Metal Church, senza però prendere il meglio dai due gruppi. E’ un esordio che va preso con una certa filosofia, cioè da appassionato, perché si possono salvare più cose di questo disco; soprattutto perché la band sembra avere un buon istinto e una buono spirito metallaro.

La loro espressività in qualche modo affascina, grazie ad un senso vintage dal carattere  artigianale; in effetti la produzione tecnica non è amatoriale ma non è neanche molto elevata. Essi hanno il senso della costruzione e della progressione, con al seguito una abilità strumentale piuttosto convincente. Vari episodi purtroppo non vanno a segno dal punto di vista del songwriting, e in ciò grossa pecca ha la voce, che, sebbene abbia una anima personale, non è però all’altezza tecnicamente e sono molti i momenti in cui cade o si attiva in modo indeciso. Non ha potenza, non modula e a volte latitano proprio le linee melodiche.

Un esempio su tutti  è “Black Hole” dove strumentalmente non c’è nulla da rimproverare ma dove pare poco significativo il cantato, e non solo, la voce non ci arriva proprio. L’esempio peggiore però sta in “Unbreached Walls” che non va da nessuna parte, brutta la voce e brutta la song. L’ugola scadente si evince nettamente nella ballata “The song of Nightingale”, si vede che ce la mette tutta senza tuttavia ottenere quello che desidera. E’ un peccato perché la canzone funziona e termina con uno stupendo assolo acustico. Nella maggior parte delle performance il cantante regge in modo sufficiente, ma senza donare emozioni, e dovendo impegnarsi a reggere i toni non imprime interpretazione per uno stilema musicale che invece la pretende. E’ di tutt’altro spessore la parte chitarristica sia di riff che di solismo. Fermo restando che la chitarra ritmica colpisce come una accetta rozza, è proprio in questa grana grossa che la riffica stupisce positivamente. Negli assoli si vede chiaramente invece una raffinatezza che sa come fluidificare i brani. Un bell’esempio si ha nella lunga (7’ 40”) “Slaughter Of Innocence”, che se da un lato non è molto originale, dall’altro espone una luminosa cavalcata chitarristica e un solo che superano insieme ben tre minuti e mezzo.

Stessa cosa si può dire per l’assolo di “Sense of Fear” (il pezzo lo preferisco a quello precedente) che è davvero di buon spessore atmosferico, ma stavolta mezzo di colore soft e mezzo veloce, attaccando nella seconda metà una scorribanda avvincente. Sorprende trovare dentro questa opera una song come “Lord of the World” in quanto cambia di colpo genere, sembra un pezzo di punk hardcore, ma questa virata improvvisa non è male. Tra i pezzi migliori l’apripista Power “MOLTEN CORE”, pesantemente incombente. Anche la semplice “ANGEL OF STEEL” prende in modo divertente. Altro pezzo stuzzicante è la lineare “TORTURE OF MIND” cadenzata e ossessiva, portante una aggressività che è rappresentativa par tutto l’album. Il combo è attivo da molti anni e solo ora è riuscito a pubblicare la propria musica che in effetti è da ricondurre alla più classica tradizione.

Il momento però migliore in assoluto è il brano  che termina il lavoro, “AS THE AGES PASSING BY…TIME STILL RUNS AGAINST US”, il quale dà una piacevole accelerazione e nella seconda parte cerca di progredire in una atmosfera evocativa salutando l’ascoltatore.Vale la pena tornare a parlare del gioco riffico che pur dal suono rustico, infligge una potenza determinante ai fini della riuscita globale. E’ il valore aggiunto di un gruppo che deve migliorare da molti punti di vista ma non nella chitarra che mi è piaciuta proprio così.

 

Roberto Sky Latini


01. Molten Core
02. Slaughter of Innocence
03. Black Hole
04. Angel of Steel
05. The Song Of A Nightingale
06. Torture of Mind
07. Lord Of the World
08. Unbreached Walls
09. Sense Of Fear
10. As The Ages Passing By, Time Still Runs Against Us 

 

Ilias Kytidis - vocals

Ioannis Kikis – guitar / vocals

Themis Iakovidis - guitar

Dimitris Gkatziaris - bass

Markos Kikis - drums

 

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