Angra

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E’ fenomenale questa accoppiata Angra-Lione. Sono al secondo album insieme e da episodio a sè stante, la seconda collaborazione diventa un binomio che conferma continuità qualitativa. Una creazione che testimonia una sostanziale realtà artistica consolidata. E’ la prova di come tale band sia ormai da considerarsi tra le migliori al mondo. Davvero un disco che merita il massimo voto. E’ palese quanta attenzione abbiano messo nel cercare strutture di accordi e linee vocali che non assomigliassero ad altre già esistenti. Questo sforzo è stato premiato dall’ispirazione artistica di notevole spessore. Si tratta di un concept ambientato nel 2046 dove una mente artificiale controlla la realtà.Un album che è anche ben integrato nell’atmosfera globale. “LIGHT OF TRASCENDENCE” apre il ballo ipercineticamente, inserendo una parentesi sinfonica che non ne cambia l’essenza Power. A parte questa canzone poco Prog, le altre sono tanto Power quanto Progressive, anche se il prog non è mai espresso in maniera estrema. Dopo la prima traccia, si susseguono tre pezzi brillanti, un terzetto che diventa la maggior creatività dell’album.

Si parte con “TRAVELERS OF TIME”, una vera gemma di luce magica di stampo leggermente prog con iniezioni sinfoniche molto circoscritte. E’ difficile scegliere tra questa e la successiva “BLACK WIDOW’S WEB”, quale sia la migliore, di certo entrambe stanno al vertice. Quest’ultima però è davvero più progressive. A ruota, come bellezza, si trova “INSANIA” che è così accattivante da far sorridere di commozione, nonostante le evoluzioni tecniche e atmosferiche di ampio respiro. Lineare ma intensa, cantata con trasporto dal chitarrista Bittencourt, è “THE BOTTOM OF MY SOUL”. Il senso brasiliano della musica si percepisce qua e là, senza però etnicizzare il sound; la più marcata impronta in tal senso viene impressa in “CAVEMAN”, in modo anche sfacciato, ma funziona benissimo e non è comunque che una delle tante sonorità insite nel brano, arricchente senza diventare kitsch. Un po’ di Dream Theater emerge in vari punti, soprattutto però in “Magic Mirror” sia nel songwriting che nell’esecuzione. Poco anglosassone e molto mediterranea la ballata “Always More” che brilla per bellezza ma pecca di assenza di assolo, sebbene una chitarra appaia per fluidificare la struttura. Se “Light of Trascendence” è prettamente Power, la suite “Silence Inside” è prettamente progressive

. “War Hons” invece è la perfetta alchimia tra Power e Prog. La conclusione, a sorpresa, è lasciata ad una dolce musica strumentale che, inizialmente vivida sinfonia classica, evolve verso una liricità da colonna sonora; qui niente strumenti rock, solo tastiere, violini e fiati, e ciò la rende del tutto distaccata dal contesto sebbene risulti come termine naturale del disco.Nessuna incertezza per un album che in futuro sarà davvero da considerare importante nella carriera della band, dato l’impegno profuso e il risultato ottenuto. La voce di Fabio è meno dura rispetto all’altro disco. Artisticamente si è scelta luminosità di ampio respiro e non rabbia o cattiveria. Anche se appare il growl di  Alissa White-Gluz degli Arch Enemy in “Black Widow’s Web” il ritornello è arioso; del resto ad apertura e a chiusura c’è la voce femminile soave di Sandy Leah Lima. Ancora una volta Lione con gli è Angra si fa forte di una espressività piena. Non è solo il miglior cantante italiano, è decisamente da considerare tra i migliori del mondo metal ancora in giro.

E le sue varie esperienze, ne fanno un personaggio centrale nel panorama musicale in questione, e qui canta anche meglio che nel disco di quest’anno con il cantante Conti dei Trick Or Treat. Senza contare che la sei corde è sempre potente sia nel riffing che negli assoli, quest’ultimi davvero creativi (insieme a quelle del nuovo chitarrista ci sono le registrazioni di Lourero, anche se ormai è un ex). Nonostante l’abbondante melodia, non manca la potenza, in un equilibrio perfetto tra durezza e raffinatezza. Possiamo dire che oggi i brasiliani Angra, con ormai due album eccellenti, sono al vertice del Power Metal internazionale; dal punto di vista del successo economico non lo so, ma certamente da quello compositivo. 

Roberto Sky Latini

 

01.  Light of Trascendence

02.  Travelers of Time

03.  Black Widow’s Web

04.  Insania

05.  The Bottom of my Soul

06.  War Horns

07.  Caveman

08.  Magic Mirror

09.  Always More

10.  Silence Inside

11.  Infinite Nothing

 

Fabio Lione - vocals
Rafael Bittencourt - guitar
Marcelo Barbosa - guitar
Felipe Andreoli - bass
Bruno Valverde - drums

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