Phil Campbell And The Bastards Sons

                                                                                      The Age of Absurdity

                                                                                      Nuclear Blast

                                                                                      www.philcampbell.net

 

 

Al primo impatto, cioè con la traccia apripista, mi sono venuti subito in mente i britannici Tank del primo loro album (“Filth out of Hades” del 1982). Sarà stata la voce un po’ grezza, ma anche la ritmica serrata, e “RINGLEADER” (la migliore di questo album), dannatamente motorheadiana (il “carrarmato” li produceva Eddie Fast Clarke), mi ha colpito con uno Speed caldo e quasi Hard Rock, ma molto Heavy come facevano quei Tank lì (oggi sono diversi). Le song sono tutte belle, come si fa a scegliere? La seconda traccia “FREAK SHOW”, a parte il giro di chitarra un po’ derivativo, è una cadenzata esternazione di rock puro alla Thin Lizzy con un cantato alla Steven Tyler meno roco.

La potenza sonora non è quella sferragliante del Metal d’acciaio tagliente, bensì quella corposa della distorsione più calda, come avviene nella rocciosamente splendida “SKIN AND BONES”. Anche se l’attitudine è prettamente metal, l’anima rovente è molto Hard Rock Blues, più che nei Motorhead, sebbene ci siano con quest’ultima band molte familiarità. Del resto un pezzo è mutuato dal vero blues; si tratta di “Dark Days”, fornito anche di armonica. C’è dell’altro con “GIPSY KISS”, una piccola gemma Punk/Grunge, nella modalità più esplosiva alla Foo Fighter (considerando il lato migliore della band di Dave Grohl); un punk alla Motorhead nella velocità, e grunge nell’urlo disperato. Ma anche la chitarra ribassata e polverosa si fa Grunge in “Welcome to Hell”, oltre a vibrare un po’ Stoner. La tripletta in reale calo è quella formata da “Dropping the needle”; “Step into the Fire” e “Get on your Knees” ma non nel senso che siano brani scarsi, solo rispetto allo standard del disco. “High Rule” ha invece un tocco di modernità. Con l’ultima traccia “INTO THE DARK” ci si distacca dallo stile generale del lavoro, rendendo l’ascolto più atmosferico, non per calare di feeling, ma per regalare una intensità di pathos umorale elegante, che ben si lega con una certa raffinata esecuzione tecnica; c’è in essa la chitarra acustica e un senso della malinconia che abbassa il ritmo del disco ma è perfetta per l’addio di termine ascolto attraverso una bella rarefattezza evocativa.

Dopo un ep, Phil, chitarrista degli sciolti, per forza di cose, Motorhead, torna con i suoi veri figli (bastardi…….????) in questo debutto full-lenght pieno di sudore. Alla fine, al di là della ispirazioni più o meno evidenti, si tratta di puro Rock’n’Roll. Quello stesso che per anni Phil ha suonato coi Motorhead. Serve incontrare dischi come questo, che ribadiscano di che pasta è fatta l’anima originaria del Metal. La chitarra non è sempre tecnicamente impostata in modo settantiano/ottantiano, perché più volte si percepisce mescolata anche una modernità sonora che però non infastidisce affatto. Il carattere generale è divertente, focoso ma anche pensato, non rozzo e nemmeno semplicistico. C’è anche del canonico, ma gestito con personalità. Quello che avviene è il sentirsi sempre afferrato dal procedere delle note. Il basso e la batteria colpiscono con energia; la voce appare matura. Questo combo non può sostituire i Motorhead, al contrario, dobbiamo ringraziare i Motorhead di aver dato la spinta creativa ai “Figli bastardi”. 

Roberto Sky Latini

 

01.  Ringleader

02.  Freak Show

03.  Skin and Bones

04.  Gypsy Kiss

05.  Welcome to Hell

06.  Dark Days

07.  Dropping the Needle

08.  Step into the Fire

09.  Get on your Knees

10.  High Rule

11.  Into the Dark

 

Neil Starr - vocals

Phil Campbell- guitar

Todd Campbell - guitar

Tyla Campbell - bass

Dane Campbell - drums

 

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