Saxon

                                                                                                             Thunderbolt

                                                                                                             Militia Guard Records

                                                                                                            www.saxon747.com

 

 

 

Difensori della Fede. Cosa c’è di più metallico dei riff dei Saxon, e della voce metallicamente tagliente di Biff? Solo i Judas forse. Non serve sempre la velocità dei ritmi, bensì irradia metal la pesantezza della distorsione classica, senza effetti strani aggiuntivi. Nessuno più di Saxon e Judas incarnano l’essenza base del Metal, quello che fu chiamato Heavy. E oggi più di ieri, i sassoni hanno cercato di far rivivere l’atmosfera sonora dei primi album; molto più che nei bellissimi full-lenght appena precedenti a questo (da “Into the Labyrinth” del 2009 in poi). Qui troviamo una ispirazione che rimembra abbastanza fedelmente quanto c’era nei loro primi 5 dischi fino al 1983, ma costruendo pezzi che sanno di freschezza e frizzantezza che li attualizzano. E’ una ricollocarsi in epoche lontane che però mantengono un gran gusto. Alcune song hanno davvero un suono ben riconoscibile nel passato che essi forgiarono e qualcosa si riallaccia invece ai Saxon più moderni.

L’intro “Olympus Rising” ci immerge in una funzionale aria dark, anche se poi il pezzo successivo, la title-track “Thunderbolt” è molto meno oscura. Quest’ultima è il tipico pezzo apripista con una sferzata di durezza che potrebbe stare in “Power and the Glory” (1983), e che il titolo cantato illumina in maniera epica. Tra i brani migliori sta la scorrevolissima “THE SECRET OF FLIGHT”, anch’essa adatta allo stesso vecchio album appena citato, che ha la sua massima bellezza nell’intonare il ritornello. Invece la bella miccia “THEY PLAYED ROCK’N’ROLL”, dedicata ai compianti Motorhead, sarebbe perfetta in “Wheels of Steel” (1980); essa è già eccitante così, ma se fosse stata curata meglio la parte del ritornello, avrebbe avuto maggiore effetto. “SONS OF ODIN” è perfetta per “Strong Arm of the Law” (1980) sebbene la base sonora ricordi “Heaven and Hell” dei Black Sabbath, che quando iniziano le prime note di voce verrebbe da cantarla come Ronnie Dio.  “A WIZARD TALE” è un pezzo che offre una sensazione di ampio respiro.

Con la migliore Powersong dell’album, “SPEED MERCHANTS”, i Saxon fanno una citazione parziale dei Judas di Jawbreaker” (1984), solo un semplice giro di partenza, per il resto una accattivante corsa motorizzata del tutto nelle loro corde; questa la mettiamo in “Wheels of Steel”. “Denim and Leather”(1981) viene fuori con il pezzo dedicato ai roadie, “ROADIE’S SONG”, è una luminosa canzone orecchiabile, il massimo dell’orecchiabiltià possibile per una band di fede incrollabile come i Saxon; qualcosa ricorda l’atmosfera di “And the band played on”, soprattutto la parte intro dell’assolo, ma è solo una sfumatura per un pezzo che non assomiglia altro che a se stesso. Gli unici pezzi che si discostano dagli esordi sono tre. La crudeltà di “Predator”, che, pur con la presenza del growling di Johan Hegg degli scandinavi Amon Amarth, ha un tiro molto caratteristico per la band, ma di quella che si avvicina ai nostri giorni.

La cattiva “Sniper” è un Power metal equilibratamente maligno. “Nosferatu”, nonostante il titolo, è più evocativa che scura, con una bella interpretazione vocale, degna del miglior Byford; gli accordi del giro iniziale, poi ripetuto, ricordano un po’ quello di Ace Frehley nella song “Snow Blind” dell’album Solo del 1978, anche se ben camuffato e può essere considerata una pecca.Leggera flessione rispetto all’opera di tre anni fa “Battering Ram”, ma perfetta prestazione, attraverso una pienezza di impeto tra l’irruenza rockettara e la pregnanza epica. Il risultato insomma ribadisce una classe che non soffre della vecchiaia del cantore Biff, energico e sfacciato. Non c’è alcuna possibilità di riuscire a mettere i Saxon in naftalina; sono vivi, vegeti e…letali.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Olympus Rising

02.  Thunderbolt

03.  The Secret Of Flight

04.  Nosferatu (The Vampire Waltz)

05.  They Played Rock And Roll

06.  Predator

07.  Sons Of Odin

08.  A Wizard's Tale

09.  Speed Merchants

10.  Roadie's Song 

 

Biff Byford – vocals

Paul Quinn –guitars

Doug Scarratt – guitars

Nibbs Carter – bass

Nigel Glocker - drums

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