Judas Priest

                                                                                                                 Firepower

                                                                                                                 Epic Records

                                                                                                                 www.judaspriest.com

 

 

Per produrre un disco dei Judas Priest la cosa importante è sopratutto conoscerli in modo approfondito, e chi ha curato la produzione di questo disco, di certo ha saputo catturare l’essenza  priestiana in tutta la sua pienezza .Colui che si è preso la responsabilità della produzione è nientemeno che Andy Sneap  il quale con la collaborazione di Mike Exeter (Black Sabbath), ci ha restituito i judas priest migliori con una produzione davvero coi controfiocchi, per un lavoro che si attesta ad essere quasi sicuramente il disco dell’anno, avendo già letto da più parti i vari elogi a questo Fire power.Già dal titolo ci fa capire cosa dobbiamo aspettarci dalle canzoni che fanno parte di questa diciottesima  release dei metallers britannici .

Purtroppo all’alba della pubblicazione del disco ci giunge notizia che Glenn Tipton non sarà più della partita a causa di una malattia  degenerativa che lo affligge da tempo e per questo il suo posto verrà preso indovinate da chi ? da Andy Sneap che  avrà l’onore e l’onere di sobbaccarsi un eredità musicale senza limiti che si dipana  tra i diciotto album pubblicati sin’ora (compresi sia Defender che Screaming o l’iper criticato Turbo) e di cui anche quest’ultimo si appresta a diventare un classico.

Sono passati circa 4 anni da Redimeer of soul e malgrado gli accadimenti tra cui non ultimo la scomparsa di Dave Holland ed anche  la citata malattia di Tipton, questi fatti non hanno impedito agli Dei del metal di regalarci un must odierno del metal mondiale quale appunto si appresta a diventare il nuovo lavoro. Debbo dire di essere stato travolto da  tanta veemenza e come ha detto qualcuno in fase di recensione (Gianluca Grazioli per non fare nomi),non bisogna far altro che abbassare il cappello in segno di riconoscenza verso una band che  ancora oggi ha saputo mantenere viva la sua leggenda anche attraverso questa nuova manciata di travolgenti canzoni tutte  possedute da  riff affilati e taglienti come non mai ma anche ed aggiungerei sopratutto con la voce di un immenso Rob Halford  che ci regala ancora momenti indimenticabili avvicinabili alle performance di Painkiller e se vogliamo essere proprio cattivi diciamo che il dubbio rimane quando dovrà affrontare la prova live .

Il songwriting del disco è inoltre  assai scorrevole, ed agilmente per merito della sorprendente freschezza  compositiva, permette di arrivare alla fine del cd senza troppi patemi d’animo o cadute  di tono ,malgrado ci trovassimo di fronte ad un disco che contiene la bellezza di 14 tracce .E’ chiaro che quello che rimane dopo l’ascolto è una forte sensazione di tramortimento e che il riffing travolgente  e gli assoli lancinanti, ti lascia sgomenti da si tanta veemenza  e malgrado l’età i Priest riescono ancora a darti queste forti sensazioni.

Le canzoni quindi in primis la Title track che ci riporta non poco agli albori di Painkiller con la voce di Halford a farla da padrone .il brano che mi impressionato di più però  è a mio avviso  “Evil never dies” con il suo inizio improvviso ed un mid tempos da manuale.Non mancano ovviamente brani dal grande pathos  come la conclusiva ed epica “Sea of Red” con Tipton in grande spolvero con lo stupendo assolo accompagnato dai cori che ne amplificano l’epicità.Se questo deve essere il canto del cigno,l’epitaffio della storia ,i Judas Priest hanno fatto un capolavoro ma a questo punto chi è che vorrebbe  veramente che gli Dei del metallo concludessero la  loro storia nessuno ovviamente . 

Stefano Bonelli

 

01.  Firepower

02.  Lightning strike

03.  Evil never dies

04.  Never the heroes

05.  Necromancer

06.  Children of the sun

07.  Guardians

08.  Rising from ruins

09.  Flame thrower

10.  Spectre

11.  Traitors gate

12.  No surrender

13.  Lone wolf

14.  Sea of red

 

Rob Halford - vocals

Glenn Tipton - guitars

Richie Faulkner - guitars

Ian Hill - bass

Scott Travis - drums

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