Blue Cash

                                                                                                 When she will come

                                                                                                 Music Force /Tok records

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In questo periodo di incertezze non solo politiche, vengo alquanto sollevato da questo nuovo disco dei Blue Cash, i quali si propongono come una sorta  di gruppo rock country dalle forti tinte ironiche. Il loro “country” non si fossilizza solo sull’aspetto tipico di questo genere ma è composto da varie sfaccettature che “contaminano” il genere con diversi stili che vanno dal rock al blues e perfino al blue grass.

Voglio essere sincero, quando incontro una band che non faccia un genere che prediligo (generalmente il metal), tendo un poco a storcere il naso; e già ad un primo ascolto di questo lavoro è successo che il mio naso si è andato a storcere non poco, ma solo per il fatto che la registrazione di questo disco non fosse prodotta un granché bene. Per questo motivo ho chiamato l’etichetta la quale mi ha spiegato che la band ha voluto fortemente registrare il disco in presa diretta per cogliere le sfumature primordiali del gruppo.

Ah ok allora qui le cose cambiano anche se personalmente avrei preferito ascoltare un disco fatto nel classico dei modi cioè registrare le tracce una per una e via discorrendo .La scelta in questione, se vogliamo è condivisibile perché, come spesso succede durante un live, il pezzo che si sta suonando lo si può anche rimaneggiare: accorciandolo o allungandolo come ad esempio succede in “When..” attraverso assoli di chitarra devastanti e carichi di pathos. Si ascolti a confermare l’esempio anche “Jenny Doin' the Rock” il cui finale è a dir poco esilarante.

La Title track invece è una sorta di ballad country dalla forte connotazione statunitense. D’altronde la band ha dichiarato che la sua influenza maggiore è quella di Johnny Cash; cosa che in effetti si intuisce bene nel brano “King of nothing” che potrebbe benissimo cantare Johny Cash appunto. Dicevamo prima delle varie sfaccettature di cui si compone il disco … il nome che mi sovviene  da affiancare all’autore di “Ring of fire” è quello di Elvis Presley soprattutto per una somiglianza della timbrica molto simile tra Elvis e Johnny, ma anche perché magicamente le due cose si fondono in quello  che poi è la musica dei Blue Cash. Sentite a conferma di ciò “Message to a friend”: un rock’n’roll tipicamente anni cinquanta; stile che solo dopo venne chiamato “Rockabilly”.

Tutto questo lavoro musicale risulta quindi una sorta di viaggio nel tempo che pur essendo prodotto da una band moderna ha un approccio antico ed ancestrale appunto.In conclusione mi sorprende alquanto ritrovarmi a scrivere su una certa musica; ma riflettendoci su, possiamo convenire che questa musica ha anticipato quello che poi sarebbe diventato il rock moderno che tutti noi abbiamo imparato ad amare. Quindi, a mio avviso, ogni tanto soffermarci a guardare il passato non fa male anzi. 

Stefano Bonelli

 

01.  Intro Death & the Devil

02.  The End

03.  Junkie Man

04.  Do It for Nothing

05.  Stay with Me

06.  King of Nothing

07.  Message to a Friend

08.  The Gift

09.  Jenny Doin' the Rock

10.  When She Will Come

11.  Outro the Devil & Death

12.  Maledetti Cash

 

Andrea Faidutti – guitar and vocals

Alan Malusà Magno – guitar and vocals

Marzio Tomada – bass and vocals

Alessandro Mansutti – drums

 

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