Tomorrow’s Eve

                                                                                               Mirror of Creation III – Project Ikaros

                                                                                               Baze Records

                                                                                               www.facebook.com/Tomorrows.Eve.official

 

  

Questa band tedesca, ma con membri americani, di prog-Metal, declina la propria enfatica musica con grande modernità di suoni e di arrangiamenti, senza perdere i contatti con la tradizione Progressive remota e vicina. Ma bisogna saperla ascoltare perché l’antico è ben nascosto nella preponderante attualità sonora. C’è una nettezza compositiva che la produzione, in fase di registrazione, ha valorizzato adeguatamente. Dopo 5 lavori da studio (uno era un ep), questo quinto full-lenght offre molto al fruitore portando la band ad una meritata resurrezione, considerando che l’ultimo lavoro, “Ikaros”, risale al lontano 2010.

Le tracce hanno un unicum espressivo pur nella loro variabilità, rendendo compatto l’album nella sua globalità. La bravura interpretativa del singer è alta, soprattutto in pezzi come il primo “Welcome to the Show” in cui viene elicitata maggiore teatralità. La suite “MORPHEUS” (sette minuti circa) evoca una certa epicità dall’ampio respiro, scuro talvolta e morbido talaltra. Il pezzo più duro è “BREAD AND CIRCUSES” con un accenno di sferragliamento Industrial, e disegna una atmosfera corposamente incombente con anche un lungo assolo nervoso. E’ “SYSTEM” il brano dove si sente la valenza più tradizionalmente progressive; ma, ripeto, sempre circuendola con le potenze moderne. La valenza prog considerata nel panorama Metal come la più tipica è quella dei Dream Theater, ed essi sono riscontrabili nell’altra suite “LAW AND ORDER” (quasi nove minuti). I Threshold invece si sentono in “TERMINAL”, che esalta una certa muscolarità. La bellezza è presente anche in un momento più leggero, data l’orecchiabilità, come “INNER SANCTUM” quasi all’apice di questo disco, se non fosse che l’apice non c’è, apparendo molti pezzi uno meglio dell’altro. Parlare di “Imago” come di un brano minore è invece cercare il pelo nell’uovo, quindi la conclusione non può essere che riconoscere il valore oggettivo ed esplicito di questa opera. Forse solo “Dream within a Dream” si pone come un po’ scontata, anche se comunque piacevole.

Molte sequenze ritmiche ricordano chiaramente i Symphony X ma i virtuosismi, esposti a movenze moderne, possono essere accostati alle caratteristiche italiane di Mularoni. Tanti sono i passaggi particolari e le inserzioni da cercare ascolto dopo ascolto. Non sono brani eccessivamente complessi ma sono comunque dinamizzati da cambiamenti di ritmo e di riff che vanno assimilati tramite più fruizioni. Una volta afferrato il senso musicale generale si rimane invischiati in un viaggio le cui melodie rimangono in testa. Gli assoli non sono pochi ma si accorpano ad una intelaiatura composita senza spezzare il fluire compositivo. La vocalità, abbiamo già detto, è in grado di dare anima al tutto, e la sua doppia essenza è quella di risultare tosta quando serve e ariosa quando va tirata fuori la delicatezza melodica. Nelle aperture meno pesanti si può pensare anche a vicinanze con lo stile Labyrinth. Sarebbe una voce in grado di cantare sia Heavy Metal classico come pure l’AOR. L’album è un concept e si lega liricamente a ispirazioni tematiche della loro discografia passata. Un album che regala al genere suonato linfa vitale nuova.

 

Roberto Sky Latini

 

01.       Welcome To The Show

02.       Morpheus

03.       Bread And Circuses

04.       Imago

05.       The System

06.       Law And Order

07.       Dream Within A Dream

08.       Terminal

09.       Inner Sanctum

10.       Somnium Ex Machina

11.       Gods Among Each Other

 

Martin Le Mar – vocals (Mekong Delta, Lalu, Nachtgeschrei)

Rainer Grund – guitars

Oliver Schwickert – keyboards

Mike Lepond – bass (Symphony X, Ross The Boss) 

John Macaluso – drums (Yngwie Malmsteen, Labyrinth, Ark, TNT)

                                                                                

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