Reveers

                                                                                                                To Find A Place

                                                                                                                Music Force/Toks Records

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Prima di parlare di questo lavoro dei Reveers mi preme fare un cappello introduttivo per quanto riguarda l’etichetta che ha pubblicato questo disco. Devo certamente fare un plauso alla Music Force/Tok Records che dimostra di avere degli attenti e validi talent scout. È, infatti, da un po’ di tempo che sto avendo a che fare con loro – a livello recensorio – e mi hanno dato la possibilità di ascoltare della musica varia ed intrigante come ad esempio questo disco dei Revees che mi accingo testè a recensire.

Provengono dallE lande udinesi, i giovanissimi Revees (ed è incredibile che abbiamo già una tale cultura musicale). Essi nascono nel 2015 e dopo le classiche vicissitudini riescono, nel 2017 a pubblicare questo interessante debutto discografico.

Malgrado, come detto, si tratti di un debutto la band in questione mostra già una notevole maturità artistica.La musica che propongono ci riporta alla seconda ondata del prog rock inglese (parlo di quella con gruppi come Twelfth Night, Pallas, IQ e Marillion – quelli con Fish).Quello che propongono è un rock raffinato ed elegante, tanto che per questo loro modo di comporre non sembrano nemmeno iano italiani.

Dicevamo che la loro musica me li fa avvicinare alla NWOBPR, ma in alcuni pezzi come ad esempio in “Music for a silent film”, soprattutto nella parte centrale del brano, il paragone con “A Trick of a Tail” dei Genesis mi sovviene improvvisamente; ma solo per alcuni intrecci tra le chitarre acustiche e pianoforte.

Durante l’ascolto del disco si viene come immersi nelle atmosfere suggestive che i Revees creano con la loro musica quasi crepuscolare, contornate da tinte psichedeliche come nella breve “Waves from the skies”. In chiusura del disco il brano “Blind Alley” che in pratica è l’unico che abbia una ritmica sostenuta con il basso e la batteria che incalzano la chitarra melliflua di Fabio Tomada.Un brano che personalmente avrei messo in apertura mente la band lo ha pensato per la chiusura del disco .In conclusione si tratta di un interessante debutto che fa ben sperare per il futuro della band . 

Stefano Bonelli

 

01.  Low To The Ground

02.  Fortune Teller

03.  Thesis, Antithesis & Synthesis

04.  Music For A Silent Film

05.  Mosaico

06.  Spheres

07.  Waves From The Sky

08.  Blind Alley

 

 

Elia Amedeo Martina – bass and guitar

Fabio Tomada – guitar

Giulio Ghirardini – drums bass and vocals

Ismaele Marangone – keyboards, synth and vocals

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