Machine Head

                                                                                                    Catharsis

                                                                                                    Nuclear Blast

                                                                                                    www.machinehead1.com

 

 

 

Quanto è incisivo questo album? Nonostante io segua il metal assiduamente dal 1978, nonostante che io ascolti tra i 60 e i 100 album nuovi all’anno, devo ammettere che non avevo mai ascoltato un disco dei Machine Head. Come fa uno che scrive in una web-zine a farsi sfuggire una band così famosa? Ma la copertina di questo ultimo lavoro e la fama sempre più crescente, mi hanno incuriosito. Così finalmente mi sono mosso per conoscerli. Purtroppo mi ci sono accinto con messaggi preconcetti nelle orecchie, con un mucchio di gente che ha denigrato il lavoro, anche tra i metallari che avevano apprezzato il loro inizio carriera. E quindi non sono sicuro di essere rimasto obbiettivo. In effetti non mi sembra che in tutti questi anni io abbia perso qualcosa di fondamentale, e così se ne andata anche la voglia di approfondire la loro discografia. Non so quanto possano valere gli album passati; questo qui però, tornando alla domanda di apertura, non è un lavoro incisivo.

“CALIFORNIA BLEEDING” è una bella piccola perla Grunge, con un groove potente e una sfumatura Nu Metal, in cui è inserito un assolo di buona caratura. Ancora più Nu Metal, ma mischiato col metalcore, appare la title-track “CATHARSIS” che offre un bello spaccato di arroventata ruvidezza, rinfrescato da una buona presenza melodica, con l’aggiunta di un assolo ficcante e turgido. Il pezzo che raggiunge una bellezza ineccepibile, così da essere considerato il miglior brano del disco, è invece “HEAVY LIES THE CROWN” con un iniziale intro fascinoso, contenente globalmente una raffinata aria gotica anche se ci sono momenti di rifframa thrash. La valanga di Metallo puro arriva con la veloce “RAZORBLADE SMILE”utilizzando una voce hardcore dentro un thrashing sound, salvo poi rallentare in un middletime da headbanging danzante. “Behind a Mask” è il lato più cantautorale della band, e più leggero, che funziona anche se non ammalia più di tanto. La calma più interessante sta invece nella intimistica vaporea traccia finale; “EULOGY” infatti, inizialmente quasi sussurrata, è una intrigante aria suadente ed emotiva nella sua rarefattezza, ed è una espressione altrettanto suadente nella disperata seconda metà.

Un senso di oscura rabbia affiora in molte tracce, ma non è mai sufficiente ad aumentare il gradiente atmosferico per parti perse fra una cupezza frenata e un senso del cantato a volte troppo melodico; ciò che sfalda l’oscurità, pur buona dell’insieme, è proprio il ritornello orecchiabile che fa perdere energia. Inoltre, purtroppo, a volte il cantato dà una sensazione di forzatura che vuole tendere alla cattiveria senza apparire sentita emozionalmente. In varie situazioni poi, i passaggi risultano troppo scontati per lasciare una traccia che evochi fascino. In realtà non è un lavoro da considerare negativo, ma rimane in un livello medio di ispirazione che non mi fa apparire la band come imprescindibile nel panorama metallico contemporaneo. Mi dicono fossero diversi prima, e che del loro passato abbiano qui inserito poche caratteristiche, per quanto presenti. Sicuramente un disco che va promosso, ma sono altresì certo che verrà superato da parecchie uscite e rimarrà basso nella mia classifica personale.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Volatile

02.  Catharsis

03.  Beyond the Pale

04.  California Bleeding

05.  Triple Beam

06.  Kaleidoscope

07.  Bastards

08.  Hope Begets Hope

09.  Screaming at the Sun

10.  Behind a Mask

11.  Heavy Lies the Crown

12.  Psychotic

13.  Grind You down

14.  Razorblade Smile

15.  Eulogy



Robb Flynn – vocals / guitars
Phil Demmel - guitars
Jared MacEachern - bass
Dave McClain - drums

 

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