Elvenking

                                                                                        Secrets Of The Magick Grimoire

                                                                                        AFM Records

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Questi italiani continuano stoicamete a credere in loro stessi, ed hanno ragione perchè meriterebbero il successo dei conterranei  LacunaCoil e RhapsodyOfFire. La loro consapevolezza e pienezza scritturale li rende non più gruppo minore ormai già da tempo, almeno dal 2010, anzi li rende guida per tanto Folk-Metal che gira,  e non solo. In questo loro nono lavoro non cercano di stupire l’ascoltatore con novità, ma cercano di avvincere con belle composizioni, stilisticamente e tecnicamente perfette. La loro personalità è forte, la loro espressività è variegata. Diciamo che in questo 2017 portano la sintesi di tutto il bagaglio passato, con una attenzione alla prima produzione, ma ben più matura. Un po’ come era avvenuto per il disco precedente “The Pagan Manifesto”, il quale però appariva più completo nel mettere insieme le ispirazioni della loro storia musicale. Preferire questo o quello ormai è solo una questione di gusti personali del fruitore.Con il primo pezzo “INVOKING THE WOODLAND SPIRIT” la fusione Power sinfonica funziona perfettamente, declinandosi con perizia melodica in una energia corale di stampo epico. Molto bella anche la seconda traccia “DRAUGEN’S MAELSTROM” che, nonostante il growl presente, è uno dei pezzi più orecchiabili, vicini all’essenza dei pezzi di “Red Silent Tide”.

Altra orecchiabilità spinta si ha in “SUMMON THE DAWN LIGHT” che però rende ariosa tutta linea melodica in modo energico e ficcante, oltre a giocare con una delle parti strumentali (assolo compreso) dell’opera. La canonicità non molto originale si ha in alcuni incipit di brano come il giro di violino della piratesca “The One we shall follow”, che servono però a fornire l’anima folk ai brani o come in “The Horned Ghost and the Sorcerer” che ricorda i loro esordio; o come ancora in “The Wolves will be howling your Name”. Il Growling appare in più episodi, con anche insistenza, ma addirittura la parte finale della stupenda “THE VOYNIC MANUSCRIPT” sembra Black Metal, anche se è solo per metà scura essendovi contenuti attimi acustici più folk che negli altri pezzi. In effetti il folk è fondamentalmente strutturale, ma lo ritroviamo anche nei tipici strumenti, soprattutto nel violino, che in questo album torna a suonare molto, ed in “STRAIGHT INSIDE YOUR WINTER” dà un contributo determinante. Tra i pezzi migliori annoveriamo la potente “AT THE COURT OF THE WILD HUNT” che gestisce il tocco power con una certa pesantezza ritmica, e immettendo il folk solo in due inserti soft, mentre strofe, ponte a tempo medio e assolo stanno in altri lidi, comprese certe attitudini symphonic scure dei Rhapsody Of Fire.

E’ come al solito il cantante la vera essenza della band, con una impronta timbrica riconoscibile, dalla abilità di gestione davvero esemplare; sappiamo che il suo timbro non gli permette grandi virtuosismi e proprio la sua grande capacità permette che si possa avere tante buone performance. Centellinate invece  le apparizioni vocali femminili. Un disco che presenta song diverse fra loro mantenendosi però dentro lo stesso alveo di genere che è più folk rispetto all’evoluzione che avevano avuto negli ultimi tempi. Copertina molto bella.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Invoking the Woodland Spirit

02.  Draugen’s Maelstrom

03.  The One We shall follow

04.  The Horned Ghost and the Sorcerer

05.  A Grain of Truth

06.  The Wolves will be bowling Your Name

07.  3 Ways to Magick

08.  Straight inside your Winter

09.  The Voynich manuscript

10.  Summon the Dawn Light

11.  At the Court of the wild Hunt

12.  A Cloak of Dust

 

Damnagoras - vocals
Aydan - guitars
Rafahel - guitars
Lethien - violin
Jakob - bass
Marco “Lancs’ Lanciotti” - drums

 

 

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