Cradle Of Filth

                                                                               Cryptoriana (The Seductiveness of Decay)

                                                                               Nuclear Blast

                                                                              www.cradleoffilth.com

 

 

I britannici Cradle hanno raggiunto la somma di dodici album in 23 anni (dal 1994). Questo possiede una perfezione stilistica che mette insieme tanto metal diverso in equilibrio perfetto, partendo da una attitudine Black, passando per una struttura Thrash e arrivando al sinfonico, fino all’Heavy Metal classico, in una forma gotica assolutamente suggestiva. Una sonorità si alterna all’altra con maestria. Le atmosfere dark sono attraversate da scintille luminose che brillano in improvvisi bagliori, e la voce cartavetrata viene attorniata da raffinati passaggi strumentali anche melodici. Alto il tasso epico, a volte manowariano, e intenso lo spirito descrittivo. I brani sono tutti equilibrati e gestiti con grande attenzione compositiva. Forse per qualcuno questa recensione sarà esageratamente positiva, per chi non ama certo fumettistico espressionismo, però non si dimentichi che il metal vive profondamente questo atteggiamento ipertonico, avendolo insito in se stesso come forma artistica.

“ACHINGLY BEAUTIFUL” è uno stupendo quadro di velocità, misto a spazi aerei lucidamente emotivi.  Così come stupenda è la title-track “THE SEDUCTIVINESS OF DECAY” che vive, più delle altre song, di chitarre alla Iron Maiden pur con feroci assalti di netta durezza estrema. Capolavori eccelsi sono l’irruente “WESTER VESPERTINE” che si apre a gotiche divagazioni e la mordace “VENGEFUL SPIRIT” con le sue suadenze ammalianti di più elegante sintesi. L’unico brano che non raggiunge la bellezza del resto è “Death and the Maiden”, ma non si tratta di un riempitivo, considerando che è la suite più lunga dell’album (superando gli otto minuti). Fascinosa la cover “Alison Hell” che è venuta meglio dell’originale.

La voce è di forte impatto, capace di variare nelle sue cattivissime modulazioni, fra suoni cupi, arrembaggi rochi e acuti taglienti, inserendo sensazioni stranianti, copiando molto lo stile di King Diamond pur usando timbri differenti da lui. Non c’è mai un vero growling o screaming estremo, bensì una eloquente interpretazione di densa espressività. Accanto viene posta l’ugola femminile di Lindsay, a gestire in modo sensato sia il canto lirico, sia le parti quasi rap. Bella la parte di Liv Kristine come ospite; solita voce melodiosa. Le chitarre inducono molto negli schemi del datato heavy andando a finire persino tra le ombre degli Iron Maiden, ma col continuativo gusto di tessere trame soliste piene di energica bellezza.  Senza contare alcune cavalcate ritmiche tipicamente anni ’80. Senza i Mercyful Fate dischi come questi non sarebbero esistiti, e il debito dei Cradle verso il mitico King Diamond è esplicito. Un album che sa toccare le corde del piacere artistico grazie al suo pathos esuberante.

E’ interessante notare come si sia riusciti a coniugare la cura delle sonorità più ricercate con la pesantezza metallica, senza cedere di un millimetro sul fronte dell’aggressività, anzi permanendo essa vigorosa e tenace. Non ci sono quindi compromessi con l’anima metal più propriamente detta, che rimane esaltata. Esaltata anche da una tecnica di produzione sopraffina. Le composizioni sono di immediata fruibilità in alcuni passaggi, mentre meno assimilabile al primo impatto ogni singolo brano preso globalmente. Caratterialmente non si tratta di pezzi prog, lasciando vivida la manifestazione Hard and Heavy, però c’è una attitudine prog nel vivere le ampiezze strutturali. Disco che merita voto pieno, uno dei migliori dell’anno 2017.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Exquisite Torments Await

02.  Heartbreak and Séance

03.  Achingly Beautiful

04.  Wester Vespertine

05.  The Seductiviness of Decay

06.  Vengeful Spirit (feat. Liv Kristine)

07.  You will know the Lion by his Claw

08.  Death and the Maiden

09.  The Night at Catafalque Manor

10.  Alison Hell (Annihilator cover)

 

Dani Filth – vocals

Rich Shaw – guitars

Ashok – guitars

Lindsay Schoolcraft – keyboards / vocals

Daniel Firth – bass

Marthus - drums

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