Finntroll

                                                                    Blodsvept

                                                                    Century Media Records

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Siete pronti a scatenarvi al ritmo del “Humppa Metal”? I Finntroll, al momento unici esponenti di questo movimento da loro inventato, danno alle stampe il nuovo “Blodsvept” patrocinati dalla Century Media, label senza bisogno di presentazioni nel circuito musicale estremo, e la festa riparte senza sosta!

A ben vedere in realtà, le cose sono un po’ cambiate per il gruppo Helsinki, che per la terza volta tenta di mischiare un po’ le carte in tavola, ammodernando lo stile ed aprendosi a soluzioni più proficue rispetto al recente passato. Se i primi album, usciti a cavallo del nuovo millennio, si basavano su di una base epic-viking metal seriosa e poco incline al lato festaiolo della musica, i successivi “Ur Jordens Djup” e “Nifelvind” invece, viravano decisamente verso atmosfere distese, alticce, con canzoni perfette per essere cantate a squarciagola in una qualsiasi taverna scandinava medioevale!

Intelligenti nella composizione, oggi i Finntroll confezionano un platter nuovamente interessante, dove i loro elementi tipici vengono ripensati tanto nella qualità che nella quantità, impedendo così alla prevedibilità di impossessarsi del songwriting dopo pochi ascolti.

Oggi, il suono dei Nostri recupera delle validissime radici black metal, quello più marziale e ritmato di band come Satyricon di metà carriera o Khold: certo, non viene evocata la stessa maligna aura di malvagità delle band sopracitate ma sembra comunque che, passata la sbornia di metà carriera, i Finntroll odierni abbiano acquisito una certa vena noir-horrorifica che sinceramente, non solo non sfigura rispetto al passato, ma riesce addirittura in diverse occasioni a convincere più dei precedenti album in quanto a profondità e longevità nell’ascolto.

La “metal-polka” che aveva lanciato il gruppo verso canali mainstream già alcuni anni fa, iniziava a mostrare un po’ la corda quando si trattava di comporre un disco con una decina di pezzi, piuttosto che realizzare un singolo-tormentone quale ad esempio “Trollhammaren”.

Si iniziava a percepire un certo manierismo di fondo che impediva, dopo alcuni pezzi, di continuare a seguire la musica con trasporto ed interesse. Consci dei propri limiti, oggi i Finntroll propongono invece un album il cui ritmo rimane incredibilmente su livelli molto elevati, inanellando una serie di canzoni pimpanti e vivaci, ovvero i due elementi immancabili per un genere come quello dei Nostri. “Blodsvept” e “Ett Folk Forbannat” aprono le danze, mostrando da subito le influenze black metal nella prima, ma senza dimenticare le facezie nella seconda: sembra qua di sentire una versione ubriaca dei Children Of Bodom, che dopo venti litri di idromele, componerebbero probabilmente un pezzo come questo! Sono le tastiere di Trollhorn e Virta a fare la voce grossa molto spesso, il quale senza cedere a sterili barocchismi, condisce il suono generale con dei piacevolissimi inserti come detto in precedenza cari ad una certa concezione noir della musica.

“Nar Jattar Maschera” contiene alcuni dei riff più interessanti del disco, sempre in bilico tra Black Metal ed istanze danzerecce, dove si segnala lo splendido tema portante di tastiera impossibile da dimenticare (provate per credere!) “Mordminnen” si mostra spavalda e senza vergogna nel suo inizio da poliziesco anni ’70(!), mentre “Rosets Kung” scorre via un po’ anonima rispetto al resto. “Haxbrygd”, dal quale è stato tratto il primo videoclip di “Blodsvept”, contiene tutti gli elementi necessari alla descrizione dei Finntroll del 2013, unione di serio e scherzoso, pesante ma dannatamente catchy, insomma la particolarissima miscela dei sette finlandesi.

Avremmo forse apprezzato qualche brano in meno e quindi qualche minuto in meno di musica: il ritmo e l’ispirazione rimangono sempre oltre la sufficienza, ma risulta difficile e talvolta un po’ prevedibile seguire lo scorrere dei brani, che si concludono con la finale “Midvinterdraken”, ancora una volta più vicina al nero metallo di quanto ci si aspetterebbe, nonostante le entrate di tastiera dal chiaro retrogusto folkish.

In definitiva, mi sento di promuovere con poche o nessuna remora il nuovo parto discografico dei Finntroll, apprezzando soprattutto l’incupimento generale delle atmosfere e la pesantezza non marginale del lavoro di chitarra; anche visivamente, oggi i sette troll presentano un look post-steampunk che li caratterizza dalla marea di viking-folk metal band tutte uguali a loro stesse, che devono in realtà ai Finntroll più di qualcosa in merito ad ispirazione e stile. Loro invece, piuttosto che adagiarsi su di una formula già bella che rodata e funzionante, spingono la proposta verso lidi anche più estremi, realizzando come detto uno dei lavori migliori in discografia.

Gioiranno insomma i soliti fan con kilt e corni al fianco, ma potrebbero trovare di che divertirsi anche gli amanti delle forme estreme più spensierate e “alcoliche”, che senza badare troppo a distinzioni di genere, troveranno in “Blodsvept” una manciata di canzoni originali, ben scritte ed ispirate. Scusate se è poco.

 

Edoardo De Nardi

 

01.   Blodsvept

02.   Et Folk Forbannat

03.   Nar Jattar Marschera

04.   Mordminnen

05.   Rosets Kung

06.   Skovlarens Dod

07.   Skogsdotter

08.   Haxbrygd

09.   Tva Ormar

10.   Fanskapsfylld

11.   Midvinterdraken

 

 

Tundra- bass

Beast Dominator- drums

Skrymer- guitars

Trollhorn- keyboards, guitars

Routa- guitars

Vreth- vocals

 

Virta- keyboards  

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