Rimfrost

                                                                                                    A Clash under the northern Wind

                                                                                                    Non Serviam Records

                                                                                                   www.facebook.com/Rimfrostofficial

 

 

 

Band svedese con membri truccati in viso, come nel più classico look estremo, teoricamente di Black Metal, dico teoricamente dato che in molte parti questo nuovo singolo pare trarre ispirazione da epicità alla Manowar, N.W.O.B.H.M. alla Warlord ed Heavy Dark Metal alla Mercyful Fate. Il singolo è una suite di 10 minuti e 47 secondi, uscito dopo tre album dal 2006. Brano efficace dalla buona anima, per una band che ha imparato bene le lezioni della storia Metal, senza però esprimere una propria vera personalità. E’ un bel pezzo di musica dall’atmosfera funzionante e pregna di sensazioni. Riuscito sia per la sonorità che per il songwriting ricco. E’ un cantato in un growl che spesso appare solo voce roca, ma per questo non monolitico e, anzi, piuttosto espressivo. Di certo è una vocalizzazione che, se modulata, avrebbe regalato enfatizzazioni molto più ampie, adatte a questo tipo di sound. In ogni caso il carattere vocale tende a mutare tra i vari segmenti.

Per esempio al minuto 7.06, con un aspetto corale davvero incisivo, il suo livello si alza verso una tensione più decisa. Il brano parte con un riff poco originale che però ha il suo tiro, cadenzato e incalzante. La semplicità delle tastiere, solo un tappeto, è però importante per il senso di ampiezza ariosa che dona incrementando l’entità dell’animo epico del pezzo; lo si comprende bene dal minuto 2.15 fino al 2.58. Qui poi parte un riff che ricorda in qualche modo l’andamento marziale della colonna sonora di “Guerre Stellari”. E’ proprio la variabilità dei riff che arricchisce la scrittura, ma nessuno dei momenti è tecnicamente Black o Death, sebbene essi si vestano di una certa oscurità. Il feeling non è oppressivo grazie ad un modo di suonare strettamente Heavy. Il blasting è appena un pizzico di cui non si avverte bene la presenza, e non riappare; più che altro le velocizzazioni sono un semplice 4/4 Speed.

In fin dei conti la non originalità non ha evitato alla band di costruire una composizione di valore. Si denota una maturità ormai sicura di sé. Un pensiero metal di tutto rispetto che non ci racconta al 100% i Rimfrost di oggi a causa di soli pochi minuti di musica. Però capiamo che sono in grado di stare nel panorama attuale con forte determinazione. La lunga durata del pezzo non fa mai scivolare l’ascoltatore nella noia, e, anzi, mantiene costante l’interesse e fa sì che si possa sentire l’eco del sentimento. Non si tratta di Metal freddo, quanto di suggestioni emotive epiche lontanissime dalla depressione che tanto Black sforna (con successo). Promozione assoluta!

 

Roberto Sky Latini


 

01.  A Clash Under The Northern Wind

 

Hravn – guitars vocals

Jargon – bass

Throllv – drums

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