Trewa 

                                                                                                                   Beware Selvadic Skin 

                                                                                                                   Mentalchemy Records 

                                                                                                                  www.trewamusic.net 

 

 

 

Questa band di Como dopo alterne vicende dà la luce questo dischetto notevole che vede diversi linguaggi musicali, generi ed epoche confluire in un solo lavoro che spicca per originalità e coraggio nella proposta musicale. Si spazia dalle sonorità celtico-irlandesi contaminate di prog metal venato di gotico alla Lacuna Coil di “Skaldic Skin”ad atmosfere più irish ed heavy oriented senza perdere il senso della melodia di “Where the Hawks wait ready”. A brani dove spunta la fisarmonica con vaghe reminescenze dei Jethro Tull per via di una chitarra acustica con un retrogusto bucolico di “Soldier's Scars” a brani dal retrogusto country come “Awakening (Nemus Cibeles)”.

Da mid tempo quale “Woodwose” dove il prog metal si fonde con la tradizione irlandese, ad addirittura contaminazioni di sonorità heavy con la musica araba, sottolineate abilmente dal violino sostenuto da una ritmica robusta a brani più vicini al folk irlandese come “White Sails” caratterizzato da arpa, whistle e violino e solo sulla coda, anche il pianoforte, come del resto anche in “Quiet Lady” a nostro avviso il brano con l'arrangiamento più ricco e curato, in quanto presenti sovraincisioni di cori e ricco di strumenti come gli archi, il pianoforte ed addirittura uno xylofono.

Spiccano poi brani dove l'equilibrio tra tradizione irish e sonorità heavy è perfetto, come in “Olaf the Stoner”, caratterizzato da un ottimo duetto del cantato maschile e femminile e sul finale diventa più “Dream Theater oriented”. Non è dimenticata la cornamusa, che compare in “A Shimmering Sword” e che accompagna la chitarra ed il cantato femminile.

In “Clayton” addirittura fanno capolino sonorità balcaniche degne di un Goran Bregovic, rivisitate ovviamente in chiave prog metal dove però sono presenti anche violino e fisarmonica  che nel finale si mixano sapientemente con la musica araba per poi sfociare in un finale incalzante e travolgente. Il disco si chiude con “Horizons” dove l'irish music si confonde con il country, e nel brano la fanno da padroni la chitarra, l'armonica a bocca. Un arrangiamento semplice, una ballata nella quale viene coinvolta in equal misura ogni componente della band che nel finale si produce in un mix perfetto di country e ragtime. Alla luce di queste considerazioni, possiamo solo consigliarvi di prendere questo cd ed ascoltarlo in tutte le sue sfaccettature.

Consigliatissimo.

 

                                                                                  (Giovanni Turco)

01. Skaldic Kin

02. Where The Hawks Wait Ready

03. The Soldier’s Scars

04. Awakening (Nemus Cibeles)

05. The Woodwose

06. White Sails

07. Sublime Selvadic

08. The Silent Woman

09. Olaf The Stoner

10. A Shimmering Sword

11. A Toast to Prague

12. Clayton

13. Horizons

 

Luca Briccola - guitars

Lucia Amelia Emmanueli- vocals

Claudio Galetti - vocals

Joseph Galvan - bass

Filippo Pedretti - violin

Mirko Soncini - drums

 

Special Guests:

Irina Solinas (Cello on “Skaldic Kin”, “The Silent Woman” & “Olaf The Stoner”)

Massimo Volonté - (Whistles on “Where The Hawks Wait Ready”)

Riccardo Tabbì - (Bodhran on “Where The Hawks Wait Ready”, “Selvadic” & “Shimmering Sword”)

Richard George Allen  - (Vocals on “Selvadic”)

Rossana Monico - (Harp on “Selvadic”)

Melissa Milani - (Pipe on “A Shimmering Sword”)

 

Skaldic Kin is based on the medieval tune “Cantiga n°166”

 Where The Hawks Wait Ready is based on the traditional irish tune

“Sweeney’s Buttermilk” Awakening is based on the traditional country tune “Cold Frosty Morning”

Selvadic is based on the medieval catalan tune “Stella Splendens”

 

Olaf The Stoner is based on the medieval norse tune “Herr Olof” Clayton is based on the traditional klezmer tune “Odessa Bulgarish”

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