Il Confine

                                                                                                            Il Cielo Di Pryp' Jat

                                                                                                            Alka records

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Il nuovo disco della band pugliese: “Il cielo di Pryjat”, dato alle stampe per merito della Alka record la quale vuole dare sempre più fiducia a gruppi italiani come Il Confine. Questa band si dimostra all’altezza della situazione sfornando un lavoro molto ben riuscito sia per gli intenti e sia per l’approccio modernista che Il Confine ha voluto dare al disco, per essere allineati a quello che è il mercato discografico attuale.

Il gruppo in questione ha la prerogativa di cantare in italiano cosa non propriamente di facile uso, soprattutto perché ci si deve confrontare con una metrica difficilmente adattabile alla musica che propongono: una sorta di rock alternativo che molto deve a gruppi come Limp Bizkit o Linkin Park, soprattutto per il suono delle chitarre .

La tematica affrontata per questo lavoro ci racconta la vicenda della città di Pryjat, cittadina ucraina, che fu abbandonata dalla popolazione a seguito delle radiazioni dovute all’incidente della centrale nucleare di Cernobyl avvenuto nel lontano 1986. Quindi un concept assai serio che si dipana tra le 11 canzoni del disco. Molto ben riuscita anche la copertina realizzata con la maggioranza di colori che vanno dal grigio e verde che accentuano ancor di più la drammaticità della tempesta nucleare che il gruppo, rivolto di spalle, sta guardando.

Questo secondo lavoro inoltre ha un suono davvero potente e travolgente merito anche della produzione che ha avvalorato la compattezza della band con un songwriting fluido e scorrevole; conferendogli una sorta di wall of sound merito anche delle ritmiche serratissime e dirette .

Mossa intelligente è quella di scegliere le classiche 11 canzoni (a mio avviso la giusta quantità per un disco), questo è anche uno dei motivi per cui il giudizio finale sarà poi positivo malgrado alcune canzoni del disco rischino di deficitarne la positività generale ma solo perché la loro collocazione sequenziale fa si che l’ascoltatore rischi di annoiarsi. Mi riferisco a  canzoni come “La sintesi”; “L’ultimo giorno” o “Un giorno senza vita” ballata semi acustica che spezza l’andamento lento in questa parte del cd; mentre la conclusiva “Il concetto di dose”, alla quale partecipa come ospite la cantante Ancla, permette di chiudere in modo potente un disco, come ho detto qualche riga più su, positivo nel giudizio per il coraggio delle tematiche affrontate  ma  anche per la scelta di cantare in italiano cosa sempre più riscontrabile nei gruppi nostrani .

 

Stefano Bonelli

  

 

01 Eccedere e Cedere

02 Tentacoli

03 Il Cielo di Pryp'Jat

04 Abissi

05 Duemilacentotre

06 Vitrei Dedali

07 La Sintesi

08 L'ultimo Giorno

09 I Paradossi del Tempo

10 Un Giorno Senza Vita

11 Il Concetto di Dose (feat Ancla)

 

Ercole Buccolieri  - vocals and guitar

Fulvio Curto  -  drums

Nicola Lezzi - bass

Mattia De Mitri - guitar

 

Annaclaudia “Ancla” Calabrese - vocals and backing vocals

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