Adrenaline Mob

                                                                                                          We the People

                                                                                                          Century Media

                                                                                                          www.adrenalinemob.com

 

 

 

Il  Rock Duro contemporaneo  viene chiamato Modern Metal o Modern Hard Rock. E’ un fattore di tipo tecnico che diventa sostanziale anche se si colora di classicità Hard Rock o più prettamente Heavy. In qualche caso sfuma nel Metalcore, in altri casi nello Street Metal, oscillando tra pesantezze ritmiche dal pesante Groove e orecchiabilità più mainstream. E’ comunque sicuramente meno melenso del Metalcore in generale.  A volte una certa personalità fa avvicinare il suo senso moderno all’Alternative. Fra tutti i gruppi, maggiore attenzione in tal senso meritano gli Adrenaline Mob che incarnano bene l’equilibrio fra moderno e antico. Quello che mi è altamente incomprensibile è perché si ostinano a chiamare Groove Metal il loro sound; è una dicitura che non significa nulla e non categorizza un bel niente.

C’è tanto groove, si nella loro essenza, ma non può essere un termine che determina un genere. All’uscita del terzo album, questo, la band è incappata in un drammatico incidente dove hanno perso la vita il bassista e la tour-manager Jane Train, e dove gli altri tre membri del gruppo sono rimasti feriti. Ciò sta facendo passare in secondo piano l’essenza del disco, ma tale loro ultima fatica possiede una notevole nota espressiva e si rialza rispetto alla loro precedente seconda uscita. Non raggiunge la bellezza dell’esordio ma vive comunque di luce propria. A differenza dei lavori precedenti, dove il meglio era situato nella parte dura, qui anche i brani meno pesanti riescono a elevarsi al pari degli altri.

I primi due pezzi d’apertura sono vicini al Nu Metal, ma mentre “Kill of the Ring”rimane solo per metà incisiva, “WE THE PEOPLE” colpisce dove deve colpire, e regala un bel pugno nello stomaco. Ci sono due pezzi più da cantautorato americano, e funzionano entrambi, però “Bleeding Hands” dall’ottimo ritmo, risulta melodicamente meno personale, facendo apparire la band come fiacchi Foo Fighters, mentre “BLIND LEADING THE BLIND” possiede quella verve che risuona nella pelle. Poi c’è qualcosa che alleggerisce il tutto verso suoni più classici come “THE KILLER’S INSIDE” e “CHASING DRAGONS”, quest’ultima con una patina epica che ritroviamo anche in “LORDS OF THUNDER” che però si colora di un’anima più scura. Questi, sebbene il suo assolo sia il più debole fra tutti, è il pezzo migliore insieme alla corrosiva “WHAT YOU’RE MADE OF”, che torna a grevi lidi più che moderni nonostante il ritornello solare quasi Rock’n’Roll. Bella anche “RAISE’EM UP” che usa un riffing facente inconsapevolmente (?) il verso a “Strange Kind of Woman” dei Deep Purple. Molto trascinante la cover di Billy Idol “Rebel Yell” cento volte più grintosa e soddisfacente dell’originale.

Questo gruppo non è solo per gente che vuole fare Headbanging, ma anche per chi ricerca assoli chitarristici di elettrica sferzata. La voce non è sempre feroce, e talvolta porta sensazioni alla Symphony X dove Allen milita. La critica non pare essere unanime nel riconoscere loro la centralità specifica della musicalità di questo periodo storico. Io invece trovo che siano i più capaci a sintetizzare i  nostri tempi ad un certo livello di originalità, ulteriormente elaborando quella musicalità che parte dall’esperienza iconica dei Pantera. Il songwriting è dinamico, la tecnica è alta, l’ispirazione artistica è presente. Gli Adrenaline Mob esisteranno ancora?

Roberto Sky Latini

 

01.  King of the Ring

02.  We the people

03.  The Killer’s Inside

04.  Bleeding Hands

05.  Chasing Dragons

06.  Til the Head Explodes

07.  What You’re made of

08.  Raise’em up

09.  Ignorance & Greed

10.  Blind leading the Blind

11.  Violent State of Mind

12.  Lords of Thunders

13.  Rebel Yell (Billy Idol cover)

 

Russell Allen – vocals

Mike Orlando – guitars

David Zablidowsky – bass

Jordan Cannata – drums 

A.J. Pero – drums (track 13)

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