Embryo

                                                                                                                 A Step Beyond Divinity

                                                                                                                 Art Gates Records

                                                                                                                 www.embryo.de

 

 

 

La forza dei giri di chitarra è incontrovertibile. Ed è la maggiore punta di forza di una band che ha capacità sonora ma non sempre grande ispirazione nel songwriting generale. Le atmosfere reggono in tutte le tracce ma rimangono una bella sensazione senza che riescano a porsi in vetta d’eccellenza. Esempi perfetti sono proprio la prima traccia “The Same Difference” e l’ottava “The Greatest Plan”, che mantengono sempre la tensione con la chitarra, ma dove l’attesa non viene premiata da una qualche sorpresa. Anche la conclusiva “The Horror Carved”, che funziona come ritmica e magniloquenza epica della trama strutturale, rimane incapace di emanare scatti ad effetto soprattutto per il cantato che rimane povero e monotono, e per l’assenza di passaggi arricchenti.

I pezzi migliori sanno mantenere l’attenzione dell’ascoltatore eccitandolo. Ecco “OVERWHELMING YOUR DISGUST”, parzialmente cadenzata, con rallentamenti più scurenti, e con un cantato tra i migliori grazie anche allo screaming che ne ampia la feralità; una buona insita profondità con ombreggiature stranianti efficaci. E poi “LEONARDO” con un avanzare compressivo di alta componente adrenalinica, usando la tastiera ad ammorbidire con senso ineluttabile e malinconico l’irruenza di distruzione presente. Tale malinconicità è confermata dal ponte melodico centrale: qui la chitarra acustica e l’assolo Progressive regalano raffinatezza, andamento che sensatamente viene proseguito e arricchito con urla disperate.

Questi due episodi sono la coppia vincente, ma la terza traccia di valore è “BASTARD OF THE BROOD” che abbandona l’estremizzazione ritmica e valuta al meglio un pathos descrittivo aggiunendovi un assolo che parte gustosamente bene ma che si stoppa troppo presto (opportunità persa). “Looking for the Divine” realizza il migliore assolo del disco, con una venatura Prog-jazzistica riuscitissima. Una bellezza enfatica sta nell’arrangiamento di “Mouth of Shame” che ha buona presa ma che non decolla abbastanza.

Una delle pecche è quella di infilare troppi pochi solismi, in una scrittura strutturale che sembra abbisognarne. Lo stesso vale per le tastiere che sono in grado di rendere più ariose le visioni, ma che purtroppo rimangono molto semplicistiche, invece le varie trame si sarebbero potute avvalere di un tastierismo virtuoso, dato che tutto pare potersene avvantaggiare. L’elemento vocale suona qualitativo con un growling dal suono bello corposo e rotondo, che migliora con l’alzarsi di tono in screaming. Ma se quest’ultima caratteristica aumenta il senso aggressivo delle song in maniera sostanziale, favorendo l’espressività generale, l’utilizzo globale delle linee cantate non riesce a trovare una reale diversificazione emotiva tra le composizioni, perdendo talvolta la capacità di essere cattiva e annoiando parzialmente.

Questo quarto album del gruppo supera la sufficienza ma non soddisfa appieno. Metal, quello degli Embryo, per quanto Death, non sempre estremo, ma questi italici metallers sono in grado di gestire il lato più brutale come quello più morbido quando viene usato il rifframa meno Death. Necessitano di aumentare il loro virtuosismo ma anche di costruire di più; non servono atmosfere maggiormente corpose o arrangiamenti ulteriormente magici, di cui sono già capaci, necessitano invece di lavorare sulla sostanza del songwriting che per ora li lascia a livello di gruppi minori.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  The same Difference

02.  Overwhelming your Disgust

03.  Vanguard for the Blind

04.  Painted Death

05.  Looking for the Divine

06.  Solitaria 1519

07.  Leonardo

08.  The Greatest Plan

09.  Bastard of the Brood

10.  Mouth of Shame

11.  Witness of your Life

12.  The Horror Carved

 

Roberto Pasolini – vocals

Eugenio Sambasile – guitars

Simone Solla – bass

 Enea Passarella  - drums

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