In This Moment

                                                                                                       Ritual

                                                                                                       Atlantic Records

                                                                                                      www.inthismomentofficial.com 

 

 

La difficoltà a recensire questa band mezza mainstream, mezza no, sta proprio in questa sua ambigua collocazione. Riduttivo parlare della cantante Brink come di una Lady Gaga del metal, sebbene la descrizione sia appropriata; esagerato tessere le lodi della produzione globale della band come punta artistica primaria nel panorama rock attuale, sebbene almeno due album lo siano davvero. Siano cioè arte ispirata sia “A Star-Crossed Wasteland” del 2010”, sia “Blood” del 2012.

L’iconicità del combo statunitense è forte per la intensa forma espressiva musico-visuale che enfatizza, estremizzandola, una scuola già presente nel Pop. “Black Widow” del 2014 aveva creato molto più nettamente questo collegamento col genere più commerciale, ma permanendo nella sfrontatezza molto più provocatoria dei gesti di Lady Ga Ga. Il rischio di cadere nel Pop vero e proprio è sempre dietro l’angolo per lo stilema degli In This Moment, ma questo ultimo lavoro schiva a malapena il pericolo e ne rimane parzialmente invischiato. Purtroppo la pecca di questa ultima prova sta semplicemente in un calo di tensione e nella fiacchezza generale del song-writing. Per carità, sempre ad un livello che sta lontano dalla banalità, però con una stanchezza di fondo che lascia trasparire la fatica a mantenere una verve straniante, la vera essenza di un gruppo così sopra le righe. Il genere rimane Metalcore personalissimo, però la scintilla manca.

Troviamo brani di medio livello come la ritmata “Joan of Arc”ma anche rovinose cadute come “Black Wedding” che, nonostante la voce di Halford dei Judas come ospite, cade nel poppismo ricordando Katy Perry, senza aggiungere nulla alla realtà metal ma neanche al Pop (in cui Katy è molto più credibile); brano divertente ma in fondo da cancellare. Stessa considerazione per “Witching Hour”, solo di poco superiore al pezzo sopranominato. Altrettanto da cancellare la rarefatta cover di Phil Collins “In the  Air Tonight” davvero debole. Debolissima la ballata “Twin Flames” che manca l’obbiettivo di farsi emotiva, cosa che sorprende dato che in questo la cantante è stata sempre specialista. Del tutto da saltare “No Me Importa”, il pezzo più di basso di livello del disco, in cui la voce si sgola senza regalare nulla all’ascoltatore. 

“River of Fire” arrangiata con passo pesante contiene una verve bluesata mista a rock americano; interessante ma non sgargiante. Il bello lo troviamo invece negli altri pezzi come “OH LORD” modernizzando la tradizione che proviene da canzoni come “Black Betty” e la turgida “ROOTS” che riescono a donare un po’ di tono ad un insieme un po’ fiacco, e soprattutto in “HALF GOD HALF DEVIL”, viscida e ammaliante, con ritmica più tecnologica. Buona anche la soft-song, piuttosto intimista “LAY YOUR GUN DOWN”, che  poteva svilupparsi meglio ma che comunque vibra sufficientemente.

Stavolta gli In This Moment hanno esternato una bassa ispirazione, perdendo i pregi che la loro discografia aveva realizzato. Troppi sussurri e poco screaming, troppa levigatura e poca irruenza. Se commerciali devono essere, devono curare sempre maniacalmente la loro presentazione sonora, non basta una Maria sexy e psicopatica visivamente. Sesto disco povero di idee e soprattutto povero di grinta; questa assenza energica non viene sostituita da nessun altro tipo di valore artistico, men che meno con quello della spinta emozionale. La Brink ha detto di essersi voluta spogliare del lato sessuale; lodevole ma pare che si sia spogliata anche della capacità artistica.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Salvation

02.  Oh Lord

03.  Black Wedding (feat. Rob Halford)

04.  In The Air Tonight (Phil Collins cover)

05.  Joan of Arc

06.  River of Fire

07.  Witching Hour

08.  Twin Flames

09.  Half God Half Devil

10.  No Me Importa

11.  Roots

12.  Lay Your Gun Down

 

Maria Brink – vocals

Chris Howort – guitars

Randy Weitzel – guitars

Travis Johnson -bass

 

 

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