Shores Of Null

                                                                                                      Black Drapes For Tomorrow

                                                                                                      Candlelight/Spinefarm Records

                                                                                                      www.facebook.com/shoresofnull 

 

 

La farfalla, è qualcosa di particolare, non è un animale come gli altri, in fondo non è propriamente un animale ma solamente l’ultima, più elevata, festosa e vitalmente importante essenza di un animale. È la forma festosa, nuziale… di quell’animale che… era giacente crisalide e ancor prima affamato bruco. La farfalla non vive per cibarsi e invecchiare, vive solamente per amare e concepire, e per questo è avvolta in un abito mirabile…
Tale significato della farfalla è stato avvertito in tutti i tempi e da tutti i popoli…
È un emblema sia dell’effimero, sia di ciò che dura in eterno… È un simbolo dell’anima…”
(Hermann Hesse)

 

Introduzione che ben si addice allo spirito crepuscolare ed evolutivo di questo album, seconda creatura partorita dal combo Romano del mastermind, Davide Straccione (vedi band Zippo). Arrivati al secondo disco dopo quel Quiescence del 2014, che aveva fatto già intravedere la classe di questi musicisti, non dimentichiamoci che all’interno della band c’è mr. Emiliano Cantiano dietro le pelli (Embrace of Disharmony, Noumeno  per citare le band attive) e Gabriele “Gabbo” Giaccari (The orange man theory) una garanzia alle chitarre. Il risultato di questo cd è sorprendente, come se il gothicismo metal dei Paradise lost di The plague Within/Draconian Times, l’oscurità e la pesantezza dei My dying Bride ,le aperture shoegaze degli Alcest euna costola del sound dei Novembre, fosse fuso tutto in un calderone magico creando una formula originalissima.

Lo notiamo subito dal primo colpo assegnato dalle due song iniziali la strumentale “Tributary Waters” con un intro ficcante e l’uso di armonici, ed un cantato ad eco che ricorda terre del nord esplorate da vichinghi. Terminati i due minuti si  prosegue con DONAU , sempre con un incedere lento , potente ed ossessivo delle chitarre e la batteria, con un cantato che parte ad 1:02 minuti che farebbe invidia a Nick Holmes, molto teatrale ed evocativo che sfocia dal pulito, ad un growl a 2:05 ,con le chitarre di mastro Gabbo e Colace che viaggiano alla grande, avvolgendo la song  come in un bozzolo impenetrabile (si percepiscono le influenze sludge degli Zippo).Tide against us, un quasi tributo a “The angel and the dark river”, dei my dying bride, potente dove la batteria di Cantiano fa d’accompagnamento ai continui cambi di registro del brano.

Una valanga di  neve dal nord nel brano “house of cries” prima della colonna portante  dell’album, “Black drapes for tomorrow”, track che strutturalmente rappresenta l’apice compositivo della band, la summa del concept, dove c’è melodia, potenza, romanticismo, accelerate, cantato sofferto ed evocativo, che si sprigiona in rabbia come una montagna pronta a sgretolarsi.C’è tempo anche per due ottimi  brani acustici “The enemy within” ,melodia capace di riportare quiete come lo scorrere di un ruscello della Norvegia incontaminata, veramente pregevole il lavoro delle chitarre.

Le traccia sette ed otto di buona fattura fanno da aprirista ad a “Thousand Storm” ispirata ai Finlandesi Insomnium veramente potente, ma il bello viene con la conclusiva “The Kolyma Route” ,(Kolyma, Kolyma wonderful planet, twelve months winter the rest summer) suite atipica e kashmiriana per la band ed il genere, dove si sentono le influenze di tutto ciò che ascoltano questi artisti, di non immediata assimilazione, ma che cresce sempre di più con gli ascolti.

E non poteva che finire questo splendido album che con il secondo estratto acustico “Death Of A River”, come una foglia in autunno che prosegue  il suo viaggio in questo  gelido ruscello del nord. Un'unica parola e consiglio,  se amate la buona musica fatta fouri dagli schemi, comprate l’album, questi ragazzi lo meritano parola di Berserk.

 

 

 

01.  Tributary Waters

02.  DONAU

03.  Tide Against Us

04.  House of Cries

05.  Black Drapes For Tomorrow

06.  The Enemy Within

07.  Carry on, my tiny hope

08.  We ain’t ashes

09.  A thousand storms

10.  he Kolyma Route

11.  Death of a River

 

Matteo Capozucca - bass

Emiliano Cantiano - drums

Raffaele Colace - guitars, (backing vocals)

Gabriele “Gabbo” Giaccari - guitars, (Backing Vocals)

Davide Straccione - lead vocal

 

Tracklist:

 

 

 

 

 

 

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