Secret Sphere

                                                                                                        The Nature of Time

                                                                                                        Frontiers Music

                                                                                                       www.secretsphere.org

 

 

 

La storia musicale metal italiana ha le sue specificità. I Secret Sphere secondo me fanno parte di una sonorità tutta tricolore proveniente da Labyrinth e Vision Divine che pone il Power-metal, il Progressive e l’AoR in una visione unitaria  ben caratterizzata e dal nobile appeal. Ecco l’ottavo album nel 2017, con una abilità che significa una bella consapevolezza di sé.

Affiora subito con “THE CALLING”  l’ampio respiro che caratterizzerà l’album intero. Questa è una gustosa caramella con una enfasi curata da tastiere e pianoforte, su cui la melodia risulta essere leggera e al tempo stesso decisa. Quattro sono le escrescenze più metalliche. Si comincia con “COURAGE” in cui si scatena il Power classico che in loro non è mai una mera miccia veloce, sempre invece intervallata da arricchimenti che modificano l’andamento ritmico e atmosferico. E in esso naturalmente vi troviamo un solismo epico e grintoso. Altro episodio duro è individuabile in “HONESTY” che confronta il riff compresso con una voce che si ingentilisce dolcemente; ma il pezzo è molto più di ciò, terminando come una colonna sonora di film magniloquente.

La maggior dinamicità però la presenta una eclettica “RELIANCE” che non è semplicemente una Prog-Power song, ma una schizzata fresca pennellata di vibrazioni. Anche “THE AWAKENING” è Power, e la sua parte solista è la più consistente del disco; forse il pezzo più tradizionale (tra virgolette) ma, cavolo, funziona e regala brividi. Per il resto si assapora minore arrembaggio ma eguale intensità. “LOVE” è una soffice velatura AoR che può anche stare dentro l’alveo progressive, ed è pura classe. La morbida “FAITH” è poi una lucente evocazione di bellezza tecnica ed emotiva, mezza prog-jazz nell’assolo. Ogni episodio dell’album assume in sé un valore compositivo pregnante, difficile chiamarli brani minori. Possiamo trovare il lato più commerciale nella ballata “Kindness”, ma che vale senza sfigurare. Sarebbe commerciale anche “THE NEW BEGINNING” ma conclude con grande densa forza emotiva un album assolutamente artistico e commovente. Funzionale e funzionante la strumentale “Commitment” che in parte fluisce come un brano di Steve Vai.

Si tratta di un concept-album che narra la storia di una donna la quale, colpita da un’auto, grazie all’incidente vive il significato della sua vita e del senso di responsabilità. Possiede tutte le carte in regola per essere un disco importante nella loro discografia. La personalità marcata del singer Luppi, uno dei  tre migliori metaller vocali d’Italia, , va oltre la personalità della sola cifra stilistica strumentale e del songwriting; nel senso che già la sua voce è determinazione specifica ben riconoscibile come modalità e accentazione. Come al solito si dona totalmente all’esperienza in svolgimento. I Secret sono rimasti simili ma si sono anche un pò diversi. Rispetto al precedente lavoro è diminuito il tasso di sinfonismo, ma curano come al solito maniacalmente la loro espressività, mantenendo alto il livello della loro visione musicale. Il senso melodico è forte.

Vi sono molti cori e sovraincisioni vocali che sono croce e delizia in quanto a volte sembrano arricchenti mentre altre volte troppo ridondanti. Ciò che caratterizza il lavoro è però la difficoltà ad entrare subito nella struttura, in quanto la generale costruzione varia parecchio sul tema all’interno delle singole canzoni. Quindi l’orecchiabilità facile è solo apparente, negando subito ogni valenza commerciale nel concetto negativo che conterrebbe. Servono davvero molti ascolti per diventare padroni dell’espressività del disco. Tutte le sensazioni descritte mi sono arrivate dopo e non al primo approccio, pur essendo io abituato ad ogni tipo di musica. Quindi non demordete rinunciando, bensì addentratevi in questa elegante avventura.

Roberto Sky Latini

01.  Intermission

02.  The Calling

03.  Love

04.  Courage

05.  Kindness

06.  Honesty

07.  Faith

08.  Reliance

09.  Commitment

10.  The Awaking

11.  The New Beginning

 

Michele Luppi – vocals

Aldo Lonobile – guitars

Gabriele Ciaccia – keyboards

Andrea Buratto – bass

Marco Lazzarini - drums

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