Gizmodrome

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Un disco da considerarsi come un vero e proprio evento in un periodo assai prolifico per quanto riguarda le uscite discografiche . Questo esordio è stato messo in atto da veri e propri mostri del genere , Gizmodrome è il parto di uno dei gruppi più interessanti del momento , per realizzare il disco si sono unite menti straordinarie che hanno creato musica spettacolare nelle proprie bands.

Stiamo parlando infati di Stewart Copeland già batterista de i mitici Police, di Adrian Belew chitarra e voce sia di King Crimson che Taliking heads, al basso troviamo nientemeno che il grande maestro  Mark King proveniente dai Level 42, e per noi il tastierista  è motivo di vanto, perchè infatti troviamo Vittorio Cosma che ha  fatto parte di PFM ed Elio e le storie tese.Di quest’ultimo ha saputo sapientemente trasferire alla band goliardia ed ironia  rendendo il disco assolutamente godereccio da ascoltare  in tutti i sensi .

Inutile dire che la produzione qui è a livelli straordinari  il lavoro in questo senso è stato fatto da Claudio Dentes ed il disco è stato registrato a Milano presso le Officine Meccaniche di Mauro Pagani.Gizmodrome ha tutte la carte  in regola per far si che venda  molto bene ma a prescindere  il disco in questione è davvero bello e come purtroppo assai raramente succede , questa volta si avverte la ascoltandolo che il gruppo ha voglia di divertirsi e già mi immagino dal vivo cosa potranno essere soprattutto se  pensiamo a Copeland che è stato uno che rivoluzionato per sempre il modo d’intendere la canzone rock/pop.

Le canzoni del disco hanno tutti i cromosomi dei cui gruppi cui appartengono i vari membri e l’esperienza di Copeland nei Police si sente eccome, non foss’altro che per il fatto che  ora il batterista si cimenta dietro al microfono con risultati discutibile ma non è questo importante ma quanto il Fatto che l’amalgama funziona maledettamente bene, e canzoni come “Zombie in the mail” “Amaka Piapa”e “Zubatta Cheve”(cantata anche in italiano frutto della visionaria  scrittura di Cosma dove la reminiscenza di Elio e le storie tese ce tutta) stanno  a testimoniare la grandeur di questo quartetto.

Se avete voglia  di divertimento questo è il disco ed il gruppo che fa per voi io sinceramente spero solamente che si tratti di un progetto a lungo termine non il classico mordi e fuggi abbiamo bisogno di divertimento in questo mondo checchè se ne dica vero Manuel Agnelli?  . 

Stefano Bonelli        

 

Prendete quattro amici che si vogliono divertire, che vogliono cazzeggiare ma con classe, come loro solo sanno fare, ognuno con il loro background musicale di tutto rispetto. Ecco quello che sono i Gizmodrome. Da un po' di tempo Copland (Police) si vedeva con Vittorio Cosma e suonicchiavano, si divertivano, ogni tanto, poi, per gioco hanno preso il telefono e hanno chiamato altri due per questo divertissement meraviglioso. A loro due si sono così aggiunti Adrian Belew, già nelle fila dei King Crimson e siccome mancava un bassista, hanno preso un bassista che pur notevole non aveva proprio lo stesso backgroung lorol, quello dei Level 42, Mark King. Da questa macedonia è venuto fuori un album di una freschezza a dir poco devastante. Si sono infatti concesse libertà incredibili, come quella di far cantare Copland che il realtà è un batterista. La cosa bella è che si riescono a distinguere tutti gli “ingredienti base” di questa stupenda ricetta: la tecnica dietro le pelli di Copland, la pazzia degli Elii di Costa, l'apertura mentale progressiva di Belew il tutto in un “unicum” assolutamente irripetibile. Questo album o si ama alla follia o si odia. 

Zombies in the mall dà inizio alle danze introdotta da un riff di fiati , dal ritmo coinvolgente, fa battere il piedino per tutta la durata del brano, mette gioia come tutto il disco del resto. Ha un leggero retrogusto etno per la scelta di alcune percussioni dalle sonorità caraibiche, simpaticissimi poi i cori.

Segue, Stay ready, brano lievemente più sottotono, diciamo “serio”, di sicuro meno scoppiettante dell'opener track, con dei cori che sostengono la struttura del brano piuttosto semplice e senza pretese. Coraggiosissimo il solo alle sei corde di Belew. Sul finale il brano diventa più incalzante in una sorta di crescendo.Con Man in the mountain si va verso il reggae, ritmo amato da Copland già con i Police. Sfizioso il refrain del coro, brano elementare e piacevole da ascoltare. Summer's Coming è un brano difficile da descrivere, è particolare ma senza esserlo. Percussioni etno, atmosfere soffuse, aperture solari nel refrain con cori azzeccatissimi, eppure, manca di quel “quid” che lo facciano volare veramente in alto.

Sweet Angels, è un brano rispetto agli altri un po' sottotono, dalle atmosfere un po' “cupe” per certi versi, manca di quella solarità che caratterizza tutto il lavoro, nonostante anche qui sono presenti percussioni ed il lavoro della sezione ritmica è notevole. Sono presenti incursioni nel jazz rock per certi versi con un lieve tentativo di sperimentare.Amaka Pipa divertente , spensierato, percussioni in primo piano insieme alla batteria con cori divertentissimi sui quali si innestano l'hammond e i fraseggi di chitarra. Piano piano si fa strada un crescendo irresistibile dove un solo di chitarra e l'hammond la fanno da padrone.

E' poi la volta di Strange things happen , un brano bellino, che non fa gridare al miracolo , ma non per questo da buttare via. E' spensierato, ammicca per certi versi al reggae, al dub, dal sound pacato , tranquillo. Bello l'uso dei cori che chiudono il brano con un fade out.Ride your life è un altro brano lievemente sottotono per il suo mood serioso, che si distacca per certi versi dal resto dei brani che sono particolarmente gioiosi e divertenti.Si torna ai caraibi con Zubatta Cheve, brano sfiziosissimo, in italiano, con un testo in parte non sense. Qui si apprezza l'influenza della pazzia degli Elii a piene mani, al punto che pare scritto da Elio in persona. 

Si apre con un bellissimo slap di basso Spin This , mood solare, diretto, senza fronzoli. Sezione ritmica assolutamente in primo piano, un fraseggio di basso incredibile e sotto sotto, appena udibile un lavoro pazzesco di pianoforte che ad un ascolto distratto può sfuggire. Notevole anche qui il lavoro dei cori quasi fossero uno strumento aggiuntivo. Meravigliosamente innestata la sei corde con una partitura semplice efficace e per certi versi sperimentale. I know too much brano dal mood piacevole, sonorità piacevoli, per certi versi pop, ma non per questo non intriganti ed interessanti e coraggiose. Anche qui la parte del leone la fanno i cori. 

Si chiude il dischetto con Star naked, dal ritmo bello sostenuto. Basso, batteria e chitarra ben in primo piano, tecnicamente spettacolare, il pianoforte fa una sorta di botta e risposta in stile jazzistico. Un brano davvero notevole dove fa capolino anche un hammond ogni tanto e si crea un dialogo tra un synth e la chitarra elettrica. Un ottimo brano di chiusura. Orecchiabile e , per certi versi , di ricerca.Che dire? Questo è un buon disco, che incuriosisce e si spera che non sia un capitolo unico e che magari possa continuare questo divertissement con risultati sempre più incoraggianti, magari arricchendosi con altre collaborazioni. 

Giovanni Turco

 

01.  Zombies In The Mall

02.  Stay Ready

03.  Man In The Mountain

04.  Summer's Coming

05.  Sweet Angels (Rule The World)

06.  Amaka Pipa

07.  Strange Things Happen

08.  Ride Your Life

09.  Zubatta Cheve

10.  Spin This

11.  I Know Too Much

12.  Stark Naked

 

Stewart Copeland – drums, vocals

Mark King – bass, vocals

Vittorio Cosma – keyboards, vocals

 Adrian Belew – guitar, vocals

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