-The disciple of the antichrist- 

L’Apologia ai Piaceri Terreni, senza avere un senso di colpa di dover astenersi per falsi valori morali superati e finalizzati solo all’oppressione individuale delle persone. Si seguono gli istinti naturali che ti ha offerto il mondo invece di reprimere se stesso, se ritieni opportuno è giusto eccedere.Non credere ad ogni sorta di Dogma, Apertura Mentale, Capacità Logica, e soprattutto buon senso nell’azione, senza scadere nel fanatismo poiché la stupidità è considerata il peccato peggiore nel satanismo.Non esiste ne’ dio e ne’ il diavolo, essi sono archetipi, metafore, umane, sono tutti riflessi inconsci di te stesso.

(Tratto a i punti importanti dell’ideologia del satanismo di La Vey)

La mia cupa introduzione fa da aprirista a uno degli eventi più attesi della capitale il ritorno del reverendo Manson assente dalla capitale d’Italia da ben 16 anni, (L’ultimo concerto risale infatti al cinque febbraio del 2001 al Palaghiaccio di Marino, dove fu denunciato dalle autorità locali per sesso simulato sul palco) , ora come ora per ciò che ho visto nei concerti del circuito underground e non, la cosa fa sorridere, forse il comune di Marino non aveva mai assistito ad un concerto dei Rammnstein, ma sorvoliamo ed addentriamoci nell’evento…..

 

-The Charm the Fury-

………Ad aprire le danze ci pensa questa band proveniente da Amsterdam……. Sinceramente ero e sono  tutt’ora entusiasta dell’evento a cui ho assistito e ringrazio gli organizzatori per aver portato Manson e soci ad una serata da ricordare ai posteri. Ma questa band di supporto perché, proprio loro, totalmente fuori contesto ed impreparati musicalmente per la serata, un incrocio mal riuscito fra Arch Enemy e Guano Apes. Con tutte le  stars  e non in circolazione perchè proprio loro, quasi 50  minuti di martirio sonoro per i timpani, dove la band ha cercato di tirare fuori un ragno dal buco ma sicuramente “lui” aveva già traslocato da casa. In tutti i concerti a cui ho assistito e la prima volta che ho provato questa situazione d’imbarazzo. La gente era allibita presa quasi da uno stato catatonico , non sapevano se protestare od applaudire.

Ma io dico non potevano inserire Doyle, Danzig, i the Union Underground,i Bullet for my Valentine , i Trivium oppure i nostrani Death SS. Potrei stare ore ed ore ad elencare band ma faremo sicuramente notte!!??, ma questi qui proprio no. Purtroppo l’unica cosa che  posso salvare è un accenno della cover Seek and Destroy dei Metallica per il resto……Bocciati su tutti i fronti. Ma poi io dico con tutte le stars che girano per il circuito Nuclear Blast proprio questi. I Caliban non potevano esibirsi? Oppure Gli In Flames nella loro nuova veste alternative gli stanno 100 spanne sopra.

 

Setlist:

01.       Intro

02.       Weaponized

03.       Colorblind

04.       Down on the Ropes

05.       Echoes

06.       No end in sight

07.       The future need us not

08.       Songs of obscenity

09.       Seek and destroy(cover Metallica)

10.       Carte Blanche

 

The Charm the Fury line up:

Caroline Westendorp - vocals

Rolf Perdok - guitars

Lucas Arnoldussen - bass

Mathijs Tieken - drums

Martijn Slegtenhorst - guitars

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-Nel mezzo-

No non vi preoccupate, non è una band, ma bensì per dovere di cronaca quello che è accaduto dopo l’esibizione della prima band. Ovvero è saltato un ampli alla sinistra del  palco e per temporeggiare l’arrivo di Manson, abbiamo assistito ad una donna che io sinceramente non sono riuscito a capire chi o cosa sia da lontano, che ha improvvisato una sorta di litania recitata, per più di dieci minuti!!!!! dove dentro  di me ma penso un po’ tutti hanno pregato che i tecnici si sbrigassero per l’arrivo del protagonista, che ha salvato e tenuto in piedi la “Baracca” da un tracollo completo, fra urli di gente in tipico accento locale colti  da imprecazioni veramente poco ortodosse.

 

-Marilyn Manson-

Dopo la spasmodica attesa sulle note di “The end” di Morrison come un fedele discepolo e erede del “re Lucertola” appare fra i fumi mr. Manson ed i suoi seguaci musicisti, che sono frecce nel suo arco, professionisti che aprono le danze dopo l’intro revelation 12, con un’ispiratissima “This is the new shit “, dove  il protagonista della serata dimostra che la sua voce è come il buon vino, più invecchia più è buono. Poche parole con gli astanti e si prosegue con mObscene dove il reverendo fra sinuosi movimenti (attenzione classe 1969) dimostra ancora di essere un animale da palcoscenico capace d’intrattenere.

E’ posto anche per due gemme tratte dal sottovalutato capolavoro the  mechanical animals “ The dope show e “great big white world” con tanto i boa di piume al collo, dove i riff e le ritmiche delle due asce della band si fanno più serrate ed incisive. Una breve pausa con no reflection, song molto d’atmosfera da Born Villain, (2012) per poi passare al suo inno, il brano che lo ha lanciato nel mainstream, prima del capolavoro del 1997 Anthichrist Superstar, dove miriade di band come Rammnstein ,Kovenant ,Death Stars, Pain in primis hanno attinto linfa  e creato un nuovo movimento musicale: signore e  signori Sweet Dreams e lì la folla è in delirio alcune donne che si muovevano sinuose, altre che in braccio ai propri partners mostravano i  seni, insomma chi più  ne ha più ne metta. Si prosegue con Disposable Teens è lì Manson smentisce tutti quelli che dicono che non abbia voce  perché c’e l’ha e come ancora e anche carisma da vendere. Quattordici gemme proposte dal vivo, quattordici emblemi di un’epopea che si consolidano con un pre-siparietto dove il reverendo suona con le bacchette la  chitarra di Paul Wiley sulle note di The beautiful People, uno dei due estratti dal capolavoro del maestro. Si chiude con l’inedito Say 10, ma non è ancora finita.

C’è tempo per un Manson nelle vesti papali dove brucia la bibbia vestito di bianco, cantando the reflecting god “che emozioni” ,per poi chiudere lo show vestito di rosso come il cardinale maligno intonando The Coma White, (estratto da mchanical animals) secondo me una delle gothic song semiballad più belle mai create, in una veste ancora più profonda e sentita, dove le nostre orecchie sono deliziate da una chirurgica pulizia sonora. Il palco si oscura ed il maestro ed i suoi fidi compagni  ci salutano con un grazie e nella nostra mente rimane la possibilità di vedere di nuovo questo artista al più presto.

Report a cura i Fabio Berserk

 

Marilyn Manson

01.  Revelation #12,

02.  This is the New Shit,

03.  mOBSCENE,

04.  The Dope Show,

05.  Great Big White World,

06.  No Reflection 7.

07.  Sweet Dreams (Are Made of This),

08.  Disposable Teens,

09.  We Know Where You Fucking Live,

10.  Deep Six,

11.  The Beautiful People,

12.  SAY10,

Encore:

01.  The Refliecting God

02.  Coma White

 

MarilynManson line up:

Marilyn Manson - vocal/guitar (Drum stick occasional pre-song The Beautiful People)

Paul Wiley - guitar

Twiggy Ramirez - bass

Gil Sharone - drums

Tyler Bates - guitar

 

 

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