Diesanera

                                                                                                  Crumbs

                                                                                                  Volcano Records

                                                                                                  www.facebook.com/diesanera

 

 

Musicalità ispirata senza sbavature, in questo gothic-combo, a sprazzi rock, a sprazzi metal, che ricorda molta verve ottantiana, soprattutto nella cadenza timbrica della voce. Rifarsi agli anni passati senza cadere nel pop, come succedeva negli eighties,  è risultato meritorio.L’ attitudine è moderna e fresca, già partendo con le prime due tracce orecchiabili, ma dinamiche ed elettriche, in cui è “MY LONELY HELL” a prevalere per frizzantezza. E’ invece “PILLS OF LIES” a far entrare l’album in meandri più intimisti e tristi, prettamente gotici, e il pianoforte introduce la suggestiva “GHOSTS” che incrementa il tasso di evocatività di una song esprimente più metallicità delle altre. I livelli di oscurità variano da traccia a traccia, ma contengono sempre una tonicità umbratile grazie alla voce densa, come succede nella più leggera title-track “DiesAnEra”; ma la loro parte nera non è schiva, infatti i pezzi sono tutti espressivamente estroversi.

Possiamo avvicinare i Diesanera ai Cult, e, per esempio, “SADNESS” ce ne dà un assaggio palese; poca presenza di assoli in questo disco, ma proprio in codesta song ce n’è uno bello liquido che intriga. Alla fine è il brano con maggior tiro grazie all’energia sprigionata. Anche la strumentale “The Last Funeral” funziona a dovere, regalando una atmosfera pregnante, purtroppo breve. Istinti cantautorati all’americana affiorano in “S.I.R.I.A.” con grande calore interpretativo.

Esce fuori dall’aria generale dell’album l’enfatica “The Name of God”, la quale fa intravedere altre potenzialità di un gruppo in grado di esporsi con naturalezza. Punto sul quale sento difficoltà a condividere la scelta, la coverizzazione di “Such a Shame” dei Talk Talk, mi ero scordato dell’esistenza di tale canzone, e riportarla alla mia memoria è stato un colpo non piacevole; non mi piaceva allora e non mi piace ora, anche se l’arrangiamento dei Diesanera batte l’originale al 200%. L’arrangiamento dell’originale era davvero penoso.

La cosiddetta New Wave dei famosi anni ottanta è riletta eliminando il pulviscolo talvolta melenso di certe cose di quel periodo, con suoni ben più corposi, prodotti con le caratteristiche attuali di compattezza utile per un maggior impatto. Un suono scevro da plasticosità deleterie. Artisticamente validi, posseggono anche un certo afflato teatrale che non sovrasta mai troppo la forma canzone, rimanendo pulito il senso generale della musicalità.

Perizia tecnica, che non significa virtuosismo, e valore ideativo, camminano parallelamente. Abilità anche nella funzione arrangiativa che li vede dare forza ai singoli episodi. Un esordio già maturo per degli italiani che hanno saputo immergersi nella giusta dimensione compositiva, utilizzando lo spirito rock di respiro internazionale. Che siano musicisti già di esperienza rodata, si vede da come hanno gestito l’insieme, curando con intelligenza ogni passaggio. Il confine con generi non prettamente gotici fa pensare che la band possa mutare in passato, ma per il momento quello che è venuto fuori è riuscito in modo perfetto e non necessita di modifiche, se non per qualche assolo in più.

Roberto Sky Latini


01.Mad Man
02.My Lonely Hell
03.Pills Of Lies
04.Ghosts
05.DiesAnEra
06.The Spell
07.Sadness
08.The Last Funeral
09.S.I.R.I.A.
10.The Mission
11.In The Name Of God
12.Such A Shame


Valerio Voliani – vocals
Ilario Danti – guitars
Yuri Giannotti – guitars
Matt Langella – bass
Alessio Toti – drums

 

 

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