The Conflitto

                                                           Dusk over the Nation

                                                           Alchemist Fanatix Europe

                                                            www.myspace.com/theconflitto

  

 

 

I The Conflitto giungono con “Dusk over the Nation” al loro primo full length dopo due EP autoprodotti: è giocoforza che questa prima prova “ufficiale”, prodotta peraltro da una label italiana che sta cercando di svilupparsi ed aprirsi al panorama europeo, aspiri a condensare tutta la filosofia musicale della band ed a conferire alla materia sonora un assetto più solido e definito. Non è quindi un caso che siano loro stessi a dichiarare la loro adesione di base all’Hardcore Punk, individuando nella loro musica influenze che spaziano dal Grindcore allo Sludge ad un più generico ed ambiguo Post Rock, probabilmente qui intendibile come un’apertura del Rock ad attitudini più sperimentali e “borderline” con altri generi musicali.

Il riferimento così circostanziato a generi che nascono da ibridazioni complesse e che spesso non sono facilmente identificabili “in situ” dal pubblico medio sembrerebbe un eccesso di zelo classificatorio, perché se è vero che esistono declinazioni potenzialmente infinite dei generi musicali, alcune delle quali abbastanza imponenti da poter essere definite in modo specifico, è altrettanto assodato che alla fine di tale processo si giunga ineludibilmente alla declinazione personale, individuale del genere attuata dalla band, che finisce per vanificare, proprio a causa della sua precipua peculiarità, ogni velleità classificatoria.

Quindi se è vero che i The Conflitto rientrano ampiamente nell’alveo dell’Hardcore, riconoscibile in caratteristiche quali la velocità d’esecuzione e la brevità dei brani, la distorsione delle chitarre, il cantato urlato, rabbioso fino alla cacofonia, le tematiche di protesta politica e sociale, è altrettanto innegabile che essi vivifichino il linguaggio di base tramite la continua sperimentazione di soluzioni (chiamatele, se volete, Grind, Sludge, eccetera), mirate a dare un ancor più spiccato effetto di “schizofrenia” musicale, con cambi di tempo continui, rallentamenti ed accelerazioni subitanee, passaggi talmente sincopati ed involuti da lambire la dissociazione schizoide.

A questo si aggiunga la volontà di dare un effetto sporco, grezzo alla loro musica, che rientra nella più generale ostilità dell’Hardcore alle melodie raffinate ed elaborate, ed eccovi servito un disco che sceglie di essere fastidioso e di non facile digeribilità, che trova la sua ragion d’essere in una specifica declinazione della violenza che conferisce ai brani un andamento spezzato, contorto senza che essi risultino mai cervellotici, affettati o eccentrici, mentre fatica ad affermarsi quando abbandona almeno in parte le usuali virulenze per esibirsi in brani più lunghi, con intermezzi atmosferici, come ad esempio in “Small Rooms/Colourless Sand” e “ Residual of a Dream”.

 

 

RosaVelata

  

 

01.  Dusk Over The Nations

02.  Scribbling On Some Fears

03.  Disinformatjia

04.  Hero

05.  Beautiful Machine

06.  Teddy

07.  Small Rooms/Colourless Sand

08.  Useless

09.  The Earth Trembles

10.  The End That I Dream

11.  Residual Of A Dream

 

 

Diego - Drums / Percussions / Vocals

Luca - Guitars / Vocals / Synths

Omar - Bass / Vocals

Paolo -  Lead Vocals

 

 

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