Inglorious

                                                                                                      II

                                                                                                      Frontiers

                                                                                                      www.inglorious.com

 

 

La band non perde tempo, e dopo solo un anno dall’esordio, sforna nel 2017 il suo secondo full-lenght. E fa bene, che l’ispirazione c’è ancora tutta, riuscendo a rimanere ad alto livello espressivo. La Frontiers, cedendo un po’ quest’anno sulla qualità compositiva di band come Crazy Lixx e Adrenaline Rush, fa comunque ancora buoni colpi, come nel caso di questo bel lavoro. Il risultato è eccellente.Niente di superlativo con la prima traccia “I don’t need your Loving”, ma già dalla seconda “TAKING THE BLAME” si trova la verve e giusta e la carica rock totale, con un ritmo sostenuto ed un cantato che offre tutto se stesso. Altra corposa energia trasmette “HELL OR HIGH WATER” col suo 4/4 lineare, preceduto da un intro chitarristico introspettivo, ma poi deflagrando col ritornello teso. Durezza netta anche per il brano più accostabile alle spire Heavy Metal, che è “HIGH CLASS WOMAN”, diretta e potente, e dal ritmo irrestibile, donando quel senso di lucida selvaggia anima rock. 

“TELL ME WHY” è un tempo principalmente medio che usa in modo avvolgente la chitarra ritmica e usa un ritornello corale di ampio respiro. Il retroterra blues, sempre venato di Hard, appare chiaro in pezzi come “CHANGE IS COMING” che si esprime un po’ alla Aerosmith. Ancora blues con la ballata elettrica “Making me Pay”, che non è all’apice compositivo dell’album ma sa essere suadente. Più Van Halizzato l’incedere di “NO GOOD FOR YOU”, bel rotondo momento di puro Hard Rock ritmicamente ricco che circuisce l’ascoltatore anche con il fascino della tonalità vocale. Più semplice e accessibile “I GOT A FEELING” che non opera espressioni eclettiche, ma prende l’istinto dell’ascoltatore per la sua cadenzata fluenza; poteva essere migliorata strutturalmente (dura meno di tre minuti), ma dopo pochi ascolti fa muovere la testa con grande eccitazione; perfetta per irretire il pubblico live.

Il pezzo particolare è “BLACK MAGIC” in quanto appare meno solare e più serioso, però estrinseca eleganza e forse avrebbe giovato di una maggiore rilevanza pianistica, invece, pur presente, lo strumento non emerge abbastanza. Non ci  sono ballate e questo non mi dispiace, però quando il lungo intro soft (due minuti) di “FARAWAY” fa la sua comparsa si denota una capacità evocativa di alto tenore emotivo, pathos che si prolunga nella parte dura successiva di stampo LedZeppeliniano (probabilmente il pezzo migliore).

La voce è un gioco tra Coverdale e Hughes, confermando di essere una delle ugole migliori di questi due ultimi anni, davvero un cantante virtuoso ed un artista fortemente espressivo. Whitesnake; Deep Purple, ma anche Aerosmith, per un Hard Rock caldo caldissimo. Da oggi siamo sicuri che questo gruppo è tra le migliori realtà della scena. Difficile dire se sia migliore il primo album o se si sia alla stessa stregua valoriale; di certo l’intensità è densa ed emozionalmente intrigante. Sembra di avere davanti una band che non è riuscita a starsene con le mani in mano, come stimolata fortemente a proseguire senza riuscire a prendersi una pausa; motivazione nata forse da una critica generalmente entusiasta della stampa e dei fan metallici? Dopo l’uscita del disco dei Deep Purple, che hanno testimoniato ancora di essere dei validi concorrenti nel panorama moderno, solo gli Inglorious oggi possono star loro pari.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  I don’t need your Loving

02.  Taking the Blame

03.  Tell me why

04.  Read all about it

05.  Change is coming

06.  Making me Pay

07.  Hell or High Water

08.  No Good for You

09.  I got a Feeling

10.  Black Magic

11.  Faraway

12.  High Class Woman

 

Nathan James  - lead vocals

Andreas Eriksson  - lead guitar

Drew Lowe - rhythm guitar

Colin Parkinson - bass guitar

Phil Beaver - drums

 

 

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