Blaze Bayley

                                                                                                   Endure and survive

                                                                                                   Blaze Bayley Recording

                                                                                                   www.blazebayley.net 

 

 

Lasciamo perdere la vicinanza con certe forme sonore e strutturali degli Iron Maiden, non ne parlerò, lascio a voi individuarle (è facile). Qui il cantante ha trovato il giusto compromesso con quelle sonorità ed è riuscito a sfornare un bell’album decente. Un disco che non è capolavoro, ma che rende palpabile una certa forza di fondo, resa con una obbiettiva onestà di base. Non siamo di fronte ad un fallimento ma ad una crescita.

ESCAPE VELOCITY è una di quegli episodi che di più ricordano gli Iron Maiden, ma ritmo e linea vocale sono perfettamente realizzati, e colpiscono nel segno con una bella grinta. La migliore riuscita di Bayley sembra quella delle parti meno roventi come “EATING LIES”; in essa l’essenza cantautorale è uno degli elementi di forza, e in questa song l’atmosfera riesce calda e sentita, adeguata a produrre pathos. Ancora maggiore è questo esito da cantautore nella acustica “REMEMBER” che appare come una piccola magia, ed è una delle cose più belle e luminose dell’album, con un accento folk della fisarmonica e del violino che ci si pongono benissimo all’interno della song; il tutto perfettamente immerso nella forma mentis da cantante inglese quale Bayley è. E’ una canzone che fa sorridere per la giovialità.

“DESTROYER” è un bell’epico momento vocale e strumentale, anche se le prime strofe ricordano “Se bruciasse la Città” di Massimo Ranieri (anno 1969). Davvero elegiaca e densa la traccia finale “TOGETHER WE CAN MOVE THE SUN”, lunga suite che si stacca un po’ dal contesto ma che ne alza il valore globale; in realtà la voce che si lega alla chitarra acustica iniziale, con associata ammaliante ugola femminile, dona ancora quel fascino particolare di cui sopra, davvero personalissimo in Bayley. Anche l’assolo amplia la seduzione della composizione con le sue note ariose. Quando il pezzo sembra terminare appare la parte finale dove Bayley riprende un cantato da ballata inglese ancora una volta accompagnato dalla chitarra acustica a creare malìa, ma purtroppo l’incantesimo si rompe successivamente con le chiacchiere inutili, incrostando peggiorativamente i suoni finali, tirando quindi troppo la catena e rovinando l’atmosfera.

In qualche modo qui, Blaze Bayley sembra stare a metà strada tra Dickinson e Dì Anno, sebbene possegga qualcosa di più, che è solo suo, con quella calda enfasi timbrica che è al tempo stesso forza e limite, in quanto difficilmente egli è in grado di variare le sue espressività, ma pare saperlo e trova il modo di compensare con l’incisività dell’interpretazione. Non si tratta di un’opera super, ma comunque una bella prova piena di senso e sensazioni; i buoni pezzi si arricchiscono ascolto dopo ascolto, i pezzi minori invece non riescono mai a farsi emozionali. Peculiarmente proprio i brani più duri sono quelli meno convincenti; carini ma mai poderosi. Dal canto suo il singer appare ispirato quanto basta; è davvero partecipativo nelle sue canzoni, come un uomo che non ha perso la voglia di evocare la scintilla. C’è riuscito, in effetti se alcune cose vanno verso un che di scontato, altre invece portano verso più vibranti lidi, e irretiscono l’ascoltatore che non cerca solo cose arrembanti. La raffinatezza è presente senza farsi cesellamento, è una eleganza umorale più che tecnica. La tecnica è merito anche dei bravi musicisti che l’hanno accompagnato (Appleton e Sciarrotta hanno inoltre partecipato alla scrittura dei pezzi), ma l’anima è tutta merito della sensibilità di Bayley.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Endure and Survive

02.  Escape Velocity

03.  Blood

04.  Eating Lies

05.  Destroyer

06.  Dawn of the dead Son

07.  Remember

08.  Fight Back

09.  The World is turning the Wrong Way

10.  Together We can Move the Sun

 

Blaze Bayley - vocals

Chris Appleton – guitars

Michelle Sciarrotta – acoustic guitar

Karl Schramm - bass

Martin McNee - drums 

FOLLOW US

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione