Deep Purple

                                                                                                          Infinite

                                                                                                          Ear Music

                                                                                                         www.deeppurple.com

 

 

 

Nel 1978 Gillan fondò la sua seconda band solista (la prima nel ’75) e aveva il chitarrista Bernie Tormè (poi con gli Atomic Rooster) tra le sue fila. Lessi una volta una intervista di Tormè che raccontò come vedendo il successo degli Iron Maiden, confidò a Gillan: “Dovremmo suonare come suonano loro”, ma quest’ultimo rispose: “Io l’ho già fatto”. Perché inizio l’articolo in questo modo? Perché ascoltando gli ultimi due album (“Now What?” del 2013 e questo) della Profonda Porpora, Gillan è tornato a fare ciò per cui essi si resero più famosi: suonare l’Hard Rock col piglio della durezza giovanile e non con troppe elucubrazioni cerebrali dei lavori immediatamente precedenti a questi ultimi, lasciando perdere se l’abbia già fatto o no. Naturalmente il risultato è di classe, ed è la prova di una vita votata alla musica, come pure la prosecuzione live della band testimonia.

“TIME FOR BEDLAM” è il brano di apertura ed è parte del DNA dei Deep Purple, che con batteria tosta, chitarre e tastiere fuse tra loro (Morse sembra davvero Blackmore), giocano sui loro stilemi più classici, riuscendo però a sfornare una song di alto livello strutturale ed artistico; biglietto da visita di un album ricco. “ALL I’VE GOT IS YOU” è densamente magica è ben ancorata agli anni di passaggio fra anni ’60 e ’70; una preziosa piccola perla di sensibilità evocativa, dove gli assoli fluidificano un ascolto già di per sé intrigante. Meno pesante ma comunque tonica “THE SURPRISING” tra morbide vocalizzazioni e sinuose elettricità; un pezzo di raffinata eleganza, di tipo Prog-HardRock. Freschezza divertente è “JOHNNY’S BAND” dal ritmo che ricorda il lato più sbarazzino della band. La cover dei Doors è funzionante ma non indispensabile; ma senza i Doors va bene far rivivere la song dal vivo, visto che l’età anagrafica dei singoli musicisti dei Deep è quella di chi l’ha fruita quando uscì.

C’è il senso del blues (con “On Top of the World” che avrei prolungato nei solismi finali, eliminandone la parte parlata), c’è afflato progressive, c’è virtuosismo; c’è ispirazione; c’è la carica rock; c’è tutto ciò che si evoca quando si pronuncia “Deep Purple”, con l’aggiunta della signorilità. Il timbro nasale di Gillan permane col suo carisma. Egli non si profonde in virtuosismi che ormai è logico abbia abbandonato, data l’ugola consumata; però la sua intensità esecutiva è esemplare, in grado di rendere intensa ogni linea cantata. La chitarra ritmica è corposa, ma anche negli assoli Morse vivifica le parti senza giocare solo con le scale, bensì ampliando lo spettro sonoro e l’atmosfera. Le tastiere fanno una trama che ingloba bene l’espressività generale; Don Airey, nella rarefatta “Birds of Prey”, per esempio, prova a uscire con suoni più moderni e non sbaglia. Ma del resto come si fa ad insegnare loro qualcosa? Parliamo di artisti blasonatissimi. Black Sabbath e Deep Purple sanno ancora regalare energia e luce al mondo del rock duro, peccato che non ci siano i Led Zeppelin a ricordare alle nuove generazioni che chi ha fondato il genere ancora dà loro sulle ‘recchie. Il tempo pare essersi fermato con questo ascolto, ma senza far apparire nulla vecchio e stantio, l’ispirazione è ancora una fiamma crepitante. Davvero tutto sembra infinito, anche se la band ha annunciato l’ultimo tour….quel sound esiste ancora e ci fa fremere.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Time for Bedlam

02.  Hip Boots

03.  All I’ve got is You

04.  One Night in Vegas

05.  Get Me outta here

06.  The Surprising

07.  Johnny’s Band

08.  On Top of the World

09.  Birds of Prey

10.  Roadhouse Blues (cover)

 

Ian Gillan – vocals

Steve Morse – guitars

Don Airey – keyboards

Roger Glover – bass

Ian Paice – drums

Guests:

Bob Ezrin – Chorus/Keyboards/percussion

 

Tommy Denander – guitar on “On Top of the World”

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