Circus Nebula

                                                                                                                Circus Nebula

                                                                                                                Andromeda Relix

                                                                                                               www.circusnebula.it

 

 

L’album d’esordio di questi italiani si apre con un intro”Hypnos”  che f a venire in mente altro tipo di metal, e invece qui arriva un Heavy Metal classico. Classico si, ma molto particolare e personale. E’ un gruppo che vibra di Rock’n’Roll verace. Spesso è usato il ritmo medio, i vari brani vengono solitamente accelerati sul finale. Un buon pezzo dietro l’altro, solo che la scaletta pone tutti i pezzi migliori all’inizio, e quelli minori (ma non scarsi) nella seconda fetta di tracce. 

 “SEX GARDEN”, tosto middle-time, appunto velocizzato sul finale, è l’emblema del loro stile. La sporcizia rock è splendidamente espressa con una registrazione però molto tecnica, che salva comunque l’anima rude della band. “ECTOPLASM” colpisce subito senza remore e fornisce orecchiabilità mista a energia dal cuore sincero. “HERE CAME THE MEDECINE MAN”, già da solo la linea vocale varrebbe l’ascolto, ma il riff cupo alla Black Sabbath che accompagna le strofe crea turgida atmosfera, anche se poi il brano si apre con l’assolo verso più ampia ariosità, un po’ alla Strana Officina. Ed ecco gli americani B.T.O. fare capolino con “ROLLIN’ THUNDER (RAW’N’ROLL)” di cui il titolo dice tutto; un gioiellino espresso con la miglior verve possibile ed ottimo per la dimensione live; solo ci sarebbe voluto un bel generoso assolo, se ne sente la mancanza (quello che c’è è più una decorazione che un solismo vero). Anche la ballata “VACUUM DREAMER” segue una linea non scontata, che cerca di allontanare il più possibile la sdolcinatura, ma non l’emozione; qui la voce si mette alla prova con una apertura ariosa, virile e solare.

Con “WELCOME TO THE CIRCUS NEBULA” il panorama stilistico cambia radicalmente, sempre rimanendo a cavallo dei settanta e ottanta, ma incidendo con groove e voce più pesanti e oscuri, un po’ tra Alice Cooper e i Death SS; la bellezza della voce quando si alza, dopo il cambio di ritmo, è di grande effetto e valore. Fin qui il meglio del lavoro; di seguito si pone una certa standardizzazione espressiva meno efficace. Il 4/4 tonico si imprime con “2 loud 4 the crowd” che però perde un po’ in peculiarità, rimanendo dentro una bella grinta comunque  piacevole da ascoltare.

La stessa tensione Heavy si ha parzialmente con “Electric Twilight” che però apporta una sonorità settantina, con la parte soft, non così eccelsa, ma accettabile, sembra uno di quei brani suonati più per affetto che per reale validità del songwriting. L’idea  di trovarsi di fronte ad una realtà intrisa di sano rockin’ and rollin’ è convalidata da un pezzo come Mr. Pennywise, ancora una volta eccitante, come lo era “Rollin’ Thunder”, di nuovo in assenza di un assolo che avrebbe completato la song in maniera esaustiva. A terminare l’album un pezzo granitico, fortemente legato all’ambito italiano degli anni ’80; si tratta di “Spleen”, un bell’esempio di dimensione oscura alla Death SS, mista  ad una classe strumentale, riffica a e solista, che può ricordare anche i Vanadium. 

Per quanto esordio, la band esiste dal 1988 e si sente dalla predisposizione verso certi suoni datati e nella tipologia dell’arrangiamento, corposo e talvolta vintage, nonostante funzioni perfettamente anche per orecchie moderne. Tra demo ed ep, la loro musica ha girato già da tempo nel circuito underground, per la gioia dei cultori del metal italico;  presenti come vecchi leoni indomiti sono finalmente approdati ad un disco completo. Qui troviamo alcuni episodi già editi ma che andavano valorizzati. I Circus Nebula afferrano per bene l’ascoltatore, regalando suoni a volte grassi, a volte graffianti, testimoniando una variabilità compositiva dinamica e sfaccettata. Una sfumatura di eclettismo è presente, ed è quell’elemento che dona personalità. Non bisogna essere nostalgici, questi eroi del metal tricolore non lo sembrano; suonano con freschezza, ancora pieni della loro fede metallica.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Hypnos (Intro)

02.  Sex Garden

03.  Ectoplasm

04.  Here Came The Medecine Man

05.  Rollin' Thunder (Raw'n'Roll)

06.  Vacuum dreamer

07.  Welcome To The Circus Nebula

08.  2 Loud 4 The crowd

09.  Electric Twilight

10.  Head down

11.  Mr. Pennywise

12.  Spleen

Mark Ash - vocals

Alex "The Juggler" - guitar

Michele "Gavo" Gavelli  - keyboards

Bobby Joker  - drums

Luca "Ago" Agostini  - bass

 

 

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