Sepultura

              The Mediator Between Head And Hands Must Be The Heart

              Nuclear Blast Records

             www.sepultura.uol.com.br

 

 

Sepultura anno 2013. La storia senza fine della band più famosa del Brasile trova in questo anno solare un nuovo, possiamo dire avvincente, capitolo della sua infinita saga. Sono passati solamente due anni dallo scialbo “Kairos”, full-lenght che aveva fatto parlare di sé in maniera largamente negativa da parte di fans ed addetti ai lavori un po’ in tutto il mondo, mentre con la nuova uscita discografica l’inossidabile Kisser e compagni sono riusciti a risollevare le sorti e le quotazioni legati al combo carioca, riportando quantomeno su di un’ampia sufficienza il giudizio in merito alla loro musica.

Oltre quindi che ad una ritrovata ispirazione nel riffing del chitarrista, il merito di questa momentanea rinascita va sicuramente ascritto al giovanissimo talento che siede adesso dietro le pelli dei Sepultura, quel Eloy Casagrande prima scoperto in veste solista da Andreas Kisser e, in seguito alla dipartita di Jean Dolabella, assoldato senza esitazioni anche dalla sua band madre.

Oltre che tecnica e professionalità, il giovane drummer brasiliano dimostra sul nuovo album una “pacca” ed un tiro davvero considerevoli, capaci in più occasioni di riportare alla memoria l’operato di Igor Cavalera, senza fra l’altro sfigurare rispetto al suo illustre predecessore. Sfruttando quindi questo elemento a loro favore, i Sepultura hanno nuovamente infarcito il nuovo album di parti tribali e percussionisti che, in linea con lo stile adottato dal gruppo nella prima metà degli anni ’90, dimostrando quindi un ritorno senza rimpianti e piuttosto coraggioso al periodo forse più amato e popolare della loro carriera.

Oltre a questo, è ravvisabile lungo tutto l’album una vena oscura, in più tratti realmente tetra ed oppressiva, enfatizzata da un uso molto intelligente dei campionamenti e delle tastiere, mai posti in primo piano ma presenti praticamente in ogni canzone come tappeto atmosferico capace di aggiungere profondità e corpo agli strumenti “tradizionali” di cui sono composte le canzoni. Tale mood industriale e de-umanizzato è dovuto certamente alle influenze che il film “Metropolis”, del regista d’avanguardia Fritz Lang ha esercitato durante la composizione del nuovo materiale e citato espressamente da Kisser come concept tematico dietro il nuovo cd.

Riprendendo in parte alcune fortunate sperimentazioni tentate in “A-Lex”, le prime tracce di “The Mediator Between…” partono subito in quarta, con tanto di riff veloci ultra-plettrati e parti di batteria votate senza ritegno ad up-tempos davvero energetici: “Trauma Of War” ad esempio non fa prigionieri, mentre “The Vatican”, dopo un’inquietante intro ripreso dalla pellicola, sfodera ancora una canzone speed thrash come non se ne sentiva da tempo dai Sepultura, con uno stacco centrale di slayeriana memoria che lascia realmente basiti dopo il recente passato a cui eravamo stati abituati.

Il ritmo rallenta col proseguio delle tracce, dove viene fuori in tutto il suo potenziale, la vena malata e disturbata a cui abbiamo accennato prima. Apparte la banale “Grief”, dove Derrick Green si prodiga con scarsi risultati in un cantato pulito molto declamatorio, e l’anonima “Tsunami”, fin troppo simile nella cadenza alla hit “Territory”, tutte le altre canzoni riescono a dimostrare personalità ed una certa ragion d’essere, mostrando alcuni degli episodi più interessanti proprio in chiusura con “The Age Of The Atheist”, variegata e ricca di stacchi, ed “Obsessed”, che, oltre ad un uso sapiente di dissonanze ed atmosfere, vede come special guest la partecipazione di un certo Dave Lombardo alla batteria!

Tirando le somme, possiamo salutare il ritorno della band di Sao Paulo con relativo entusiasmo e convinzione, premiando quindi la tenacia di Andreas Kisser nell’evitare l’amarcord dei vecchi tempi e cercando ancora una volta di rinnovare e modernizzare il sound della sua creatura. I fratelli Cavalera, soprattutto il frontman Max, sono ormai un lontano ricordo per loro e continuare a paragonare i nuovi album a quelli del passato risulta inutile e controproducente.

Certo i livelli non saranno quelli del vecchio corso, ma paragonato a tutte le produzioni recenti dei Sepultura, “The Mediator Between…” è sicuramente uno dei momenti più alti ed ispirati sentiti negli ultimi anni; le canzoni sono ben scritte e scorrono bene, e tanto basta a decretare il momentaneo successo dei brasiliani. Con buona pace di tutti i nostalgici dei tempi che furono.

 

Edoardo De Nardi

 

01.  Trauma Of War

02.  The Vatican

03.  Impending Doom

04.  Manipulation Of Tragedy

05.  Tsunami

06.  The Bliss Of Ignorants

07.  Grief

08.  The Age Of The Atheist

09.  Obsessed

10.  Da Lama Ao Caos (Chico Science & Nacao Zumbi Cover) 


 Derrick Green- vocals

Andreas Kisser- guitars, vocals

Paulo Xisto- bass

 

Eloy Casagrande- drums

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